affari petroliferi

Per qualche dollaro in più

22 settembre 2006
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

L'ultimo esempio è stato quello del Chad. Il paese africano - «ricco» di petrolio - ha chiesto alla Chevron un aumento delle tasse che la compagnia dovrebbe pagare per sfruttare i giacimenti. Si è scatenato un putiferio; solo la convenienza di questo investimento ha convinto - alla fine - la Chevron a pagare di più il governo. Ma i casi si moltiplicano, tanto che le multinazionali cominciano a denunciare i «padroni» di questa loro unica risorsa, accusandoli di rivedere in corsa i contratti già stipulati, salvo il loro allontanamento.
La voce è comune e trasversale: si sono alterati anche i manager dell'italiana Eni, quelli della spagnola Repsol, i burocrati di stato della compagnia brasiliana Petrobras, il multimiliardiaro della ExxonMobil, Rex Tillerson. Contro l'ipotesi di dovere pagare maggiorato l'oro nero o il gas, non volendo considerare che, in questi paesi, la popolazione vive su queste ricchezze, ma guadagna circa un dollaro al giorno. Il caso della Nigeria (dove stabilmente vengono sequestrati i tecnici di queste ditte, ultimo quello dell'Eni); il caso della Bolivia o del Venezuela prima che vincessero le elezioni Evo Morales o Hugo Chavez.
La stampa internazionale o il mondo industriale si sono sollevati - all'unisono - quando Morales ha presidiato gli stabilimenti con l'esercito. Il capo della ExxonMobil ha minacciato di lasciare il Venezuela qualora questo goverono avesse continuatoe a pretendere una revisione dei contratti firmati nel 1997. Una situazione che riguarda anche il «nostro» gruppo - l'Eni - che ha delle estrazioni nei campi di Corocoro e del Golfo de Paria Este.
Anche la Russia è accusata di cambiare le carte e nella disputa, non c'è solo il monopolio esercitato dalla Gazprom, ma il futuro dei campi di Sakhalin dove si posssono estrarre già estrarre fino a 250 mila barili al giorno. Guai a parlare, viceversa, di joint venture come ha fatto all'ultima riunione dell'Opec (Organizzazione dei paesi produttori, a Vienna,il ministro dell'energia Alì Rodriguez. (ma. ga)

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