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Greenpeace pronta all'attacco

L'Islanda riapre la caccia alle Balene

19 ottobre 2006
Salvatore Barbera

Lavoratore in islanda impegnato a lavorare una carcassa di balena

Dopo quasi 18 anni di moratoria, il Governo islandese ha deciso di consentire la caccia alle balene nelle proprie acque territoriali. Si tratta di una quota di 30 balene minori e 9 balene comuni. Quest'ultime - in particolare - a dispetto del loro nomi, sono in grave pericolo d'estinzione.
Greenpeace, che si batte contro la caccia alle balene sin dal 1975, si è mossa subito. Da ieri è on line una petizione nella quale Greenpeace si impegna a sostenere l'ecoturismo in Islanda, chiedendo in cambio di non riprendere le attivtà di caccia.

Ad oggi nel paese sono presenti 12 compagnie di whale watching per un giro d'affari stimato nel 2001 in 8,5 milioni di dollari. Per un piccolo paese come l'Islanda il turismo costutisce un importante risorsa e un'industria in forte crescita.

"I turisti vanno in Islanda per osservare le balene, non per vederle squartate dai balenieri, tanto più che non c'è mercato per questa carne mentre il profitto che viene dall'ecoturismo è molto più elevato. Una balena vale più da viva che da morta" afferma Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace.

L'idea di Greenpeace di utilizzare l'ecoturismo come materia di scambio è nuova: già tre anni fa l'Islanda aveva provato a riaprire la caccia alle balene, ma fu fermata da 70.000 potenziali turisti che avevano risposto all'appello di Greenpece.

Note: Trovate la Cyber Action di Greenpeace qui: http://oceans.greenpeace.org/en/stop-icelandic-whaling
http://www.greenpeace.org/italy/news/caccia-balene-islanda
http://oceans.greenpeace.org/en/stop-icelandic-whaling

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