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Il certificato dell´Inail: il primo per la fabbrica di pneumatici

Bridgestone, morto per amianto

Riconosciuto il nesso tra il male e il luogo di lavoro. Ma altri 13 operai denunciano l´ente infortunistico per i ritardi "Bridgestone, morto per amianto". Il certificato dell´Inail: il primo per la fabbrica di pneumatici L'azienda "tutte le norme sulla sicurezza sono state sempre rispettate
5 gennaio 2008
Fonte: Repubblica

Il problema Amianto "Si certifica che il signor Benedetto Piscazzi è affetto da malattia professionale causata da esposizione all'amianto". Poche righe per una comunicazione privata, ma molto importante per tutti gli ex operai della Bridgestone Firestone, la fabbrica di pneumatici con sede alla zona industriale di Bari.

Il certificato è stato spedito a casa dell´ex dipendente, a Cassano, dall´Inail che ha per la prima volta riconosciuto a un lavoratore della Bridgestone il nesso tra esposizione all´amianto e un mesotelioma pleurico che poi lo ha portato alla morte.

L´uomo, deceduto alcuni anni fa, era elettricista per una ditta esterna che lavorava esclusivamente nella Bridgestone e per 25 anni ha prestato la sua opera negli ambienti di lavorazione della fabbrica. Ai suoi eredi, oggi, l´istituto riconosce così il diritto alla concessione dei benefici previdenziali, come previsto dalla legge 271/93, che detta le linee per l´ottenimento dei benefici pensionistici a fronte dell´esposizione.

Ma l´Inail viene tirata in ballo anche da 13 ex operai, che ieri si sono presentati in procura per denunciare l´istituto, responsabile, a loro dire, di non aver dato seguito alla richiesta del riconoscimento di accesso ai benefici previdenziali, o di averlo fatto con «grave ritardo». I 13 di ieri si sommano ad altri otto che nelle scorse settimane hanno depositato altrettanti esposti nei confronti dell´Inail.

«Noi abbiamo fatto i nostri accertamenti e prima di Natale - commenta il direttore regionale Alfredo Violante - abbiamo ricevuto una delegazione di lavoratori, dando loro disponibilità a esaminare nuovamente i nostri orientamenti sulla base della nuova documentazione presentata. Abbiamo chiesto loro il tempo per visionarla, prendiamo atto che ora stanno perseguendo la strada giudiziaria. In presenza di un intervento della procura, l´Inail non potrà che astenersi da ogni decisione e aspettare la magistratura».

E il procuratore capo, Emilio Marzano, si dovrà occupare anche di un´altra denuncia, presentata sempre ieri da un uomo di 69 anni nei confronti dei rappresentanti della Bridgestone. Michele Basile, che ora è assistito dall´avvocato Patrizia Dibari (come tutti gli altri dipendenti che si sono rivolti alla magistratura) ha lavorato per 17 anni nei reparti taglio tele e vulcanizzazione.

Tre anni dopo essersi dimesso, ha scoperto di avere un adenocarcinoma gastrico, a causa del quale gli è stato asportato l´intero stomaco: «Mio padre ha inalato per tanti anni l´amianto, oltre alle sostanze tossiche della gomma - spiega Angela, una delle figlie - Si è salvato grazie al medico di famiglia che ha voluto vederci chiaro, perché lui aveva solo un leggero mal di stomaco. Sì, è vero, oggi è vivo e lo abbiamo ancora con noi, ma sopporta ogni giorno disagi enormi. Finora abbiamo lasciato perdere, ora vogliamo giustizia per la vita che conduce».

E sulle accuse mosse, l'azienda precisa: «La Bridgestone conferma il costante rispetto delle normative sulla sicurezza e che tutte le indagini ambientali svolte non hanno mai evidenziato anomalie».

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