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La Ferriera di Trieste

«Test a Servola bloccati, medici senza istruzioni»

Arrivano dai residenti dell’area vicina al siderurgico le prime richieste di analisi mirate ad accertare la presenza di benzoapirene o di metalli nel sangue. L’Azienda ospedaliera conferma la pronta disponibilità delle strutture a sottoporre alle prove chi lo vorrà.
22 gennaio 2008 - Matteo Unterweger
Fonte: Il Piccolo di Trieste

Ferriera Lucchini Ai medici di base della zona di Servola e Valmaura arrivano le prime richieste di analisi del sangue da parte dei cittadini che abitano vicino alla Ferriera. Si vuole verificare la presenza più o meno cospicua di benzoapirene e altri metalli (cromo, nichel, cadmio, piombo, zinco, ferro, rame, mercurio, ferro e manganese), ma gli stessi dottori non sanno ancora come muoversi. I residenti vogliono sapere se e quanto l’inquinamento prodotto dallo stabilimento li stia avvelenando. Dovranno però attendere per avere delle risposte.

Le indicazioni per la compilazione delle prescrizioni, infatti, non sono ancora arrivate, ma l’Azienda sanitaria provvederà a breve. Ad affermarlo è il direttore generale Franco Rotelli in persona: «Ci serve ancora un momento per valutare - spiega - e capire quale dovrà essere l’atteggiamento corretto da tenere. Stiamo preparando una serie di indicazioni che possano essere il più chiare possibile. Appena le avremo in mano in via definitiva, e credo che ciò avverrà nel giro di due o tre giorni, informeremo immediatamente la cittadinanza».

Dal canto suo l’Azienda ospedaliera, per voce del direttore sanitario Luca Lattuada, conferma la disponibilità delle strutture a sottoporre i richiedenti agli esami. Una posizione già espressa qualche giorno fa, in risposta alla petizione presentata a metà dicembre e sottoscritta da 110 residenti della zona di Servola e dintorni all’Azienda sanitaria.

Basta ci sia l’impegnativa del medico di base, dunque. Peccato però che ai vari studi non sia stata recapitata alcuna informazione in merito. «Fino a questo momento non ci è giunta nessuna comunicazione dall’Azienda - racconta la dottoressa Lucia Orlando Zon, il cui studio si trova in via di Servola 34 -, ma devo anche ammettere che personalmente i pazienti non mi hanno sottoposto richieste in merito». L’atteso boom, in effetti, non si è verificato. Almeno ieri, ma la situazione potrebbe cambiare già nelle prossime ore. «Gli esami legati alla questione Ferriera? Fin qui nessuno mi ha domandato l’impegnativa. In ogni caso, attendo una circolare, qualche indicazione di carattere ufficiale», conferma Massimo Lovisato, altro medico che condivide l’ambulatorio di via di Servola 34 con la collega.

Qualche servolano si è comunque presentato nel proprio studio di riferimento, ponendo la fatidica domanda. Di file, però, non se ne sono viste. «Siccome la richiesta mi è stata fatta ho contattato gli ospedali per avere qualche notizia in merito», afferma Walter Zennaro, che riceve sempre in via di Servola ma al numero civico 80: «Mi piacerebbe avere delle comunicazioni ufficiali su tutto: come devono essere fatti questi esami, per esempio». Identica la posizione di Mario Balestra, medico che esercita in via Valmaura 15: «Qualcuno mi ha chiesto di potersi sottoporre a queste analisi. Però, tecnicamente dobbiamo ricevere delle spiegazioni».

In centro città, non si è verificata alcuna corsa all’esame neanche nei laboratori privati specializzati (come quelli siti in via Gallina o viale XX Settembre), strutture che garantiscono risposte in tempi più brevi.

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