Il disastro ambientale a Taranto

Qualcosa di più di una catena umana

Le associazioni avevano chiesto ai cittadini di stringersi intorno al Tribunale, il 17 febbraio. Era lì anche un giornalista britannico che ne ha potuti contare tanti. E le prossime volte...
18 febbraio 2012

Taranto, 17 febbraio. Cittadini davanti al Tribunale (foto Legamijonici)

C'è stato molto di più di una catena umana. Le associazioni impegnate nella difesa ambientale del territorio di Taranto avevano chiesto ai cittadini di essere presenti davanti al Tribunale, il 17 febbraio.  

E ieri, durante l'incidente probatorio davanti al Giudice delle indagini preliminari - incentrato sulla perizia affidata ad un pool di chimici nell'ambito delle indagini a carico dei responsabili Ilva per disastro ambientale e altri reati - c'era veramente tanta gente. E tanti ragazzi, a testimoniare la volontà di una città di uscire da un incubo e di guardare a un futuro diverso.

Il 30 marzo ci sarà un'altra udienza. Il confronto questa volta riguarderà le perizie epidemiologiche.

Ecco l'invito di PeaceLink a stare insieme, simbolicamente, accanto al Tribunale e agli allevatori che hanno subito i danni più evidenti, a causa della diossina che ha contaminato il bestiame, e una rassegna stampa all'indomani dell'udienza, con delle belle immagini della folla che si era raccolta: 

http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/35667.html

http://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/2012/02/18/processo-allilva-rassegna-stampa/

A Genova, i risultati di indagini analoghe condussero nel 2007 alla chiusura dell'impianto più inquinante in quella città (nel quartiere di Cornigliano). Ecco il video in cui viene demolito l'altoforno dell'Ilva, a Genova: 

http://www.youtube.com/watch?v=kwLJg8Vq9uI

La popolazione di Taranto abita a poche centinaia di metri dalla cokeria, dove avviene la fusione di polvere di carbone e di ferro ad altissime temperature, e quasi accanto alle colline formate da quelle polveri e lasciate incredibilmente scoperte. Così come è incredibile che la cokeria demolita a Genova - Cornigliano (perché responsabile dell'aumento di morti e di gravissime patologie) sia stata invece mantenuta in questa città, dove si è aggiunta anche la produzione interrotta a Genova. 

La popolazione ha attirato l'attenzione dei primi media e oggi quella dei giornalisti stranieri (davanti al Tribunale ieri c’era il giornalista britannico Bill Emmott, direttore dal 1993 al 2006 della rivista The Economist, che sta realizzando un documentario sull'Italia). 

La popolazione pensa anche che è incredibile che impianti simili siano mantenuti vicino a qualsiasi altra città (come Trieste - Servola, ad esempio).

Ma i cittadini hanno fatto molta strada - spesso da soli - sanno lavorare insieme e sanno che il loro diritto alla salute e alla libertà di fronte al ricatto occupazionale deve essere difeso ricorrendo agli strumenti, alle idee e alle risorse migliori. E su questa strada, a dare una mano ci saranno anche i ragazzi che abbiamo visto ieri e gli amici che li accompagneranno le prossime volte.... 

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