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Sui binari della Giustizia!

La vita della gente e la Companhia Vale do Rio Doce. Una proposta di azione dei Missionari Comboniani per rivendicare giustizia e rispetto ambientale in Brasile, nel corridoio della ferrovia di Carajás
24 febbraio 2008 - Padre Dário (Missionario Comboniano)

1. Il nostro contesto

- I missionari comboniani hanno assunto (tra le altre) la priorità della Difesa dell’Ambiente e delle popolazioni minacciate nell’area amazzonica.

Il treno della Ferrovia di Carajás percorre 900 Km dalle miniere al piú grande porto brasiliano, in São Luís. - La comunità missionaria di Açailândia (Maranhão) lavora da vent’anni con una popolazione vittima di varie forme di violenza ambientale. Il nostro contesto é emblematico: condensa in una sola regione varie minacce (industria mineraria, deforestazione, monocultura di Eucalipto, inquinamento delle industrie siderurgiche e delle ‘carvoarias’, lavoro in stato di schiavitù). È un contesto tipico di tutta una regione (Carajás) in cui i problemi sono simili e la forza della gente é sproporzionata rispetto a quella delle grandi imprese presenti sul territorio (Companhia Vale do Rio Doce - CVRD, siderúrgicas Viena, Fergumar, Gusa nordeste, Vale do Pindaré e Simasa – queste ultime due appartengono al gruppo Queiróz-Galvão).

- Il grande polo minerario di Carajás é il maggior giacimento del Brasile (enormi giacimenti di rame, bauxite, oro, manganese, stagno). È collegato al porto di São Luís attraverso la via principale di trasporto minerale: la ferrovia di Carajás. Lunga 970 Km, trasporta 50 milioni di tonnellate all'anno. Ogni giorno la percorrono una media di 12 treni, con circa 210 vagoni ciascuno e tre locomotive per trainarli. Lungo la ferrovia sorgono 14 imprese siderurgiche in un raggio di 150 km, principalmente nella regione di Marabá (Pará) e Açailândia (Maranhão). Il minerale di ferro é esportato (100% nel caso di varie siderurgiche) verso i mercati degli USA, Europa, Cina e Giappone. La Companhia Vale do Rio Doce gestisce praticamente tutto il commercio minerario della regione e si afferma nel mondo come la seconda multinazionale del ferro.

La miniera di Carajás (ferro, manganese, niche e molti altri minerali) é il piú grande giacimento al mondo - la realizzazione di questo polo, la rete di produzione di lingotti di ferro e il loro commercio hanno contribuito molto al disboscamento della nostra regione: attualmente le aree di foresta nativa sono molto ridotte.

- questo modello economico é estremamente dannoso: dá lavoro a molte poche persone in proporzione ad altri possibili usi della terra, concentra il potere e il denaro nelle mani di pochi imprenditori della zona, non permette nessun dibattito su possibili alternative, ha ricadute sulla salute della gente per l’estremo inquinamento dell’aria.

- piccole esperienze alternative si stanno realizzando a partire dalla base: corsi e iniziative di agroecologia, legati alla produzione familiare negli ‘assentamentos’ delle zone rurali; esperimenti di commercio campo-città; progetti di riciclaggio e piccola produzione alternativa dentro le città. Ci sarebbe anche la possibilità di sviluppare il microcredito.

il Servizio Forestale Brasiliano ha tentato di promuovere la creazione di un Distretto Forestale Sostenibile (DFS) nella regione di Carajás, con confini negli stati di Pará, Maranhão e Tocantins. Il DFS Carajás avrebbe dovuto avere una dimensione approssimativa di 280mila km² e il suo obiettivo sarebbe stato la riforestazione con specie native e a crescita rapida. Le macchine per l'estrazione del minerale sono enormi, alte fino a 20 metri. L’iniziativa serve principalmente per rafforzare la produzione di eucalipto, per l’indipendenza economica delle siderurgiche (tagliano immense distese di alberi, bruciano lentamente la legna in forni industriali e artigianali, producendo carbone per gli altiforni).

Questa monocultura –non autoctona - sta già peggiorando gli equilibri ecologici della nostra regione (finora solo attorno alla nostra città sono stati piantati ad eucalipto circa 500km²; una sola delle siderurgiche ha già piantato 50 milioni di esemplari!). La popolazione non é stata consultata e non c’é stata nessuna partecipazione dei movimenti sociali in questo progetto di rilancio della “economia forestale”. Per questo il progetto non ha ricevuto appoggio ed é rimasto nel cassetto, in attesa di proposte piú condivise.

2. Proposta di Azione

Siamo convinti che Açailândia sia un punto di riferimento nella lotta per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli abitanti della regione di Carajás. Come Missionari Comboniani del Brasil Nordeste vogliamo articolarci approfittando dell'occasione del FSM di gennaio 2009 a Belém – PA.
L'opportunità del Forum ci permette di dar visibilità alla grave situazione della nostra regione, stabilire alleanze e cominciare fin d'ora un processo di studio della realtà e delle possibili alternative.

Fin dall'inizio, stiamo coinvolgendo tre settori della societá brasiliana: i movimenti popolari e la base; il mondo della ricerca scientifica e universitaria; le istituzioni pubbliche locali.

Gli obiettivi della nostra azione sono due:
a) Studiare le ripercussioni delle attivitá della Companhia Vale do Rio Doce (Vale) lungo la ferrovia di Carajás;
b) Discutere la costruzione di meccanismi per recuperare le risorse attualmente gestite solo da Vale, per rilanciare lo sviluppo delle comunitá locali nell'area di influenza della Ferrovia di Carajás

Prima di essere privatizzata (1990), Vale gestiva un Fondo di Sviluppo che ridistribuiva in qualche modo risorse economiche per i Municipi situati lungo le due ferovie gestite dall'impresa multinazionale (Ferrovia Vitória-Minas e Ferrovia Carajás-Ponta da Madeira). Questo dimostra che Vale stessa riconosceva la sua responsabilitá e necessaria paretcipazione per lo sviluppo delle regioni influenzate dalle sue strutture.

Questo Fondo di Sviluppo, peró, é stato abbandonato dopo la privatizzazione. Vale continua, da allora, uma politica di piccoli benefici e progetti locali, con un contributo economico assolutamente sproporzionato rispetto agli enormi guadagni annuali della multinazionale, senza nessun impegno permanente e vincolante con la popolazione locale.

Intendiamo documentare questa ingiustizia e operare tutte le forme di pressione, con strumenti legali e proposte tecniche qualificate, per riconoscere i diritti della popolazione e dei municipi attraversati dalla ferrovia. Le istituzioni locali hanno il diritto di ottenere indennizzazioni e royalties, sulla base dell'impatto socio-ambientale generato dal ciclo di sfruttamento minerario.

Questo processo, che puó portare ad accordi formali tra la multinazionale, un consorzio dei municipi lungo la ferrovia e la societá civile organizzata, potrá generare un Fondo di Sviluppo Partecipato dal Governo Federale e da Vale do Rio Doce e amministrato in modo paritario con la societá civile, per investimenti ambientali nel settore agroecologico, sussidi per l'agricoltura familiare e cooperativa, riforestazione con specie native, recupero dei fiumi e torrenti della regione, etc.

Per costruire una denuncia-proposta seria e consistente, occorre lavorare nei prossimi mesi in piú direzioni:

studio e ricerca (impatto ambientale della ferrovia, documentazione dei danni subiti dalla gente e dal territorio, leggi ambientali e relazione economiche della CVRD con i municipi attraversati dalla ferrovia, ...)
coscientizzazione e mobilitazione della gente (produzione di materiali divulgativi -filmati, libretti di approfondimento...-, incontri di formazione, ...)
rafforzamento della rete di azione, coinvolgendo i gruppi e movimenti interessati

Un coordinamento di movimenti sociali, giornalisti e ricercatori universitari sta giá imbastendo i primi passi di questa campagna. Occorre unire le forze, aumentare la partecipazione e convergere nella stessa direzione.

La proposta dei Missionari Comboniani per i prossimi mesi é articolata in un cronogramma che vede come prima tappa significativa il Fórum Social Mundial di Belém 2009. Chiunque voglia appoggiare la campagna o cerchi chiarimenti puó raggiungerci tramite i contatti seguenti:

Note:

padredario@gmail.com
0055-99-35381787
0055-99-81128913 (cell.)
www.combonianosbne.org

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