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Un forno è esploso Lunedi alle 11:45 nel sito nucleare di Marcoule (Gard), in un impianto di trattamento dei rifiuti di una filiale di EDF, causando il rischio di fuoriuscita radioattiva. Ci sarebbero un morto e diversi feriti.

Esplosione nucleare a Marcoule: un morto e quattro feriti

L'incidente è avvenuto nel centro Centraco della società Socodei, una filiale della EDF, di Codolet, ha precisato un portavoce della Commissariato all'Energia Atomica (CEA). "Per il momento, non c'è sversamento di rifiuti verso l'esterno", ha aggiunto.
12 settembre 2011 - Ernesto Celestini
Fonte: http://www.rue89.com | 12/09/2011 | 14H02 - 12 settembre 2011

La prefettura dil Gard ha dichiarato all’agenzia Reuters che non ci sarebbe stato rilascio radioattivo "anche se il rischio di perdite esiste."
Un morto e quattro feriti, bilancio provvisorio
L'incidente ha provocato la morte di una persona e il ferimento di quattro, una bilancio provvisorio confermato dall’ASN (Autorità per la sicurezza nucleare).
Il sito Marcoule è una piattaforma con più siti:
• Centraco (centro nucleare di trattamento e ricondizionamento), specializzata nel trattamento dei rifiuti provenienti dallo smantellamento delle centrali nucleari, gestito da una filiale di EDF, è formato da una fonderia e un inceneritore,
• MELOX, specializzata nella produzione di Mox ed è gestito da Areva
• Un progetto di ricerca sui reattori di quarta generazione gestito dalla CEA.
Il sito Francenuc, supportato da fonti ufficiali, ha spiegato che Centraco è in attività dal 1999, e la raccoglie dei rifiuti a basso livello radioattivo. Il forno ha una capacità di circa 4 tonnellate.
Un perimetro di sicurezza è stato creato a causa del rischio di perdite, hanno precisato i vigili del fuoco che al momento non erano ancora in grado di fornire una valutazione precisa del bilancio di questo 'incidente. Ma secondo il quotidiano locale Midi-Libre, che ha inviato i giornalisti sul posto:
• "Non è stata messa in atto nessuna misura di contenimento della radioattività nei villaggi circostanti, né nel perimetro di sicurezza intorno allo stabilimento. Solo le porte del recinto sono state chiuse ";
• Contattato alle14:00, quasi due ore dopo il fatto, il reparto della ASN di Marsiglia, incaricato di assicurare il controllo del nucleare per proteggere il pubblico e informare i cittadini ha detto di non aver nessun funzionario in loco per rispondere alla stampa, e consiglia di "richiamare più tardi";
• alle ore 14.15, ha precisato che i responsabili avevano lasciato il sito Marcoule e non erano perciò raggiungibili, e quindi si doveva attendere il ritorno del capo Divisione prima di rilasciare ogni dichiarazione;
• Data l'urgenza del caso e la necessità di informare tempestivamente la popolazione preoccupata per una possibile perdita radioattiva, l'ASN ha risposto che di fronte a un tale evento, la procedura interna prevedeva di "attendere il semaforo verde del Capo divisione prima di fornire qualsiasi informazione. "
Non è stata la prima volta a Marcoule
Nel marzo scorso, un incidente di livello 2 (su una scala fino a 7) si era già verificato sulla stessa piattaforma di Marcoule. Questo incidente era stato inizialmente segnalato di "livello 1" da parte di Areva, ma dopo aver esaminato il caso, l'Autorità di sicurezza nucleare aveva deciso di classificarlo di "livello 2". Dubbio avanzato dall’ASN: "Il mancato rispetto di parecchi requisiti di sicurezza nell'impianto."
Nello stesso sito, Areva produce il combustibile MOX, da un miscuglio di uranio e plutonio, particolarmente radioattivi.
Il 3 marzo, ricorda L'Express, in occasione di un'operazione eccezionale, una massa di materiale fissile era stato introdotto nella fabbrica, e la questo materiale aveva provocato il superamento del "limite di sicurezza-critica" - un incidente di criticità equivale all'inizio di una reazione nucleare incontrollata - perché, a quanto pare, il materiale fissile non era stato pesato correttamente. L’Express continua:
" Il limite infatti, è stato superato solo dell’1% ", ha precisato l’ ASN - il rischio di criticità era quindi nullo. Naturalmente, questo "evento" non ha avuto nessun impatto né sul personale né sull'ambiente, afferma la ASN, visto che è stato riparato il giorno successivo.
E lo iodio?
Speriamo che le persone che vivono nei paraggi abbiano dello iodio a loro disposizione, come previsto dai piani di intervento prioritari (IPP). Secondo nostre informazioni, la Francia dovrebbe avere qualche falla nelle dotazioni previste per questo trattamento preventivo, da prendere al più presto dopo una fuga di radiazioni.
Greenpeace deplora che il sito non sarà sottoposto a revisione da parte dell'Autorità per la Sicurezza Nucleare, nell'ambito dei controlli previsti dopo l'incidente a Fukushima in Giappone.
"Per mancanza di mezzi, i soli siti sottoposti a queste verifiche supplementari saranno le centrali nucleari di L'Aia e MELOX" si giustifica Sophia Majnoni, responsabile della campagna nucleare.
Alle 14:30, la prefettura di Gard non era in grado di dare comunicazioni e il suo sito web è stato bloccato.

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