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Allarme per le esalazioni di gas della raffineria a Mantova

Mantova, esalazioni di gas dalla raffineria Ies

- I fatti in breve
- La conferenza stampa sull'incidente alla Raffineria Ies di Mantova
- Le conseguenze, letali, della mancanza di una reale politica ambientale nel territorio mantovano.
- La denuncia di eQual
12 luglio 2014 - Fulvia Gravame (Renzo Boatelli)
Fonte: Renzo Boatelli - 13 luglio 2014

Mantova, esalazioni di gas dalla raffineria Ies-

- I fatti in breve

- La conferenza stampa sull'incidente alla Raffineria Ies di Mantova

- Le conseguenze, letali, della mancanza di una reale politica ambientale nel territorio mantovano.

- La denuncia di eQual

 

I fatti in breve 

Il 4 luglio Mantova si è risvegliata sotto una nube non percepibile visivamente in quanto incolore, ma decisamente fastidiosa per l’odore acre che la caratterizzava. Le gole dei cittadini si sono rapidamente infiammate e per essi è stato necessario prendere le prime elementari misure per la loro salute, chiudere le finestre di casa nonostante il caldo estivo.Molti mantovani hanno preso d’assalto i centralini dell’Amministrazione comunale, segnalando il grave problema. Il Comune ha provveduto ad avvertire Arpa, Asl, Vigili del Fuoco e 118. In un’intervista seguita alla conferenza stampa, l’assessore all’Ambiente del Comune di Mantova, Mariella Maffini, ha lamentato il fatto che solo dopo la concatenazione di segnalazioni cittadini-Comune-Asl, Arpa, Vigli del Fuoco, 118, il direttivo del petrolchimico Ies abbia disposto il rilascio di dichiarazioni ufficiali sull’accaduto. I lavoratori della raffineria hanno sofferto di irritazione agli occhi, ma hanno indossato con tempismo i dispositivi di protezione. I cittadini, come già detto, hanno sofferto di bruciori alla gola. Va detto che nessun mantovano si è presentato al Pronto Soccorso locale per richiedere cure, ma alle dichiarazioni di alcuni esperti che escludono rischi per la salute si contrapporrà un’attenta indagine, basata su modelli matematici, che calcolerà i livelli di ricaduta verso il suolo dell’acido; i risultati saranno comunicati nei prossimi giorni.

La conferenza stampa sull'incidente alla Raffineria Ies di Mantova dell'assessore comunale all'ambiente Mariella Maffini, del vicesindaco Espedito Rose, del direttore dello stabilimento, Fausto Ponti, del direttore dell'Arpa, Licotti, e del dirigente dell'Asl, Arvati.

Durante la conferenza stampa il vicedirettore del petrolchimico Fausto Ponti ha riferito che si è verificato un problema di gestione della colonna topping, che ha generato il blocco dei compressori della torcia. Pare non si sia verificato nessun fuorilimite della sostanza sprigionatasi, l’acido solfidrico. Ponti ha ammesso un errore di valutazione iniziale da parte degli addetti ai lavori, ovvero credere che il problema della fuoriuscita di H2S fosse circoscritto all’area della torcia.Mantova si è risvegliata venerdì 4 luglio sotto una nube incolore ma non certamente inodore, che ha scatenato la furia dei cittadini che hanno preso d’assalto i centralini dell’Amministrazione Comunale. Sulla base delle segnalazioni della cittadinanza il Comune ha allertato Arpa, Asl, Vigili del Fuoco e 118. Solo a seguito di queste segnalazioni a catena, ha affermato Mariella Maffini, è arrivato il comunicato dell’azienda, decisamente poco tempestivo, a dimostrazione di una sottovalutazione dell’episodio.I lavori di raffinazione sono bloccati, mentre sono stati approntati dei rilevatori di idrogeno solforato che agiranno a tempo pieno all’interno dell’azienda. La raffinazione è ufficialmente bloccata in attesa che vengano appurate in via definitiva e l’evento è da ritenersi chiuso.Con l’ausilio di circa cento dipendenti la Ies riavvierà gli impianti per la lavorazione del greggio residuo e i restanti prodotti rimasti stoccati nei serbatoi . Si procederà anche alle operazioni di pulizia dei silos. Serviranno circa due mesi e comunque, come assicurato da Arpa e Asl i lavori riprenderanno solo in condizioni di assoluta sicurezza. Al termine dei lavori la raffineria dovrebbe chiudere per sempre i battenti. 

Le conseguenze, letali, della mancanza di una reale politica ambientale nel territorio mantovano.

 E’ del novembre 2013 un articolo de Il Giorno che riporta come a Mantova, per tumore, si muoia di più che nel resto d’Italia. La fascia perinatale è la più colpita: per i bambini che vanno dal giorno ad un anno di vita la percentuale oltre la media nazionale tocca il 64%. Anche le percentuali oltre media per gli adolescenti restano alte: 25%.I dati sono forniti dal progetto Sentieri, studio che si concentra sui 44 territori più inquinati d’Italia; Mantova è al primo posto. Occupano posizioni molto alte anche Massa Carrara e Taranto.Non si intende puntare il dito contro, ma si denuncia la sofferenza di popolazioni, in particolare dei giovani: Quando i giovani e in particolare i giovanissimi soffrono, soffre tutta la popolazione.Paolo Ricci, direttore dell’Istituto di epidemiologia e super consulente nel maxi processo Montedison per le morti da amianto al petrolchimico, ha una posizione netta: «Non esiste prevenzione individuale: l’azione deve essere sociale. Avanti tutta sulle bonifiche».l’Istituto superiore della Sanità ha aperto a nuove indagini. I dati di riferimento, infatti, cominciano ad avere qualche anno, risalendo al periodo compreso tra il 1995 e il 2009. L'attenzione si sta ora spostando verso la ricerca di nuove fonti di inquinanti attive. Gli esperti dell’Asl, che a Mantova da oltre 25 anni indagano su qualità della vita e ambiente, dicono che almeno fino ad adesso si è riusciti in qualche modo a congelare la situazione. Resta il dubbio però che qualcuno possa aver continuato nel frattempo a sversare materiali e sostanze tossiche resta. Dal terreno all’aria all’acqua. Perché un decreto ministeriale, per interventi da 19 Mantova, esalazioni di gas dalla raffineria Iesmilioni di euro sulle pertinenze Ies-Belleli, è firmato ma ancora non esecutivo. Settantadue, invece, sono pronti ad essere spesi sugli impianti Versalis: risanamento delle strutture e smaltimento della pesante eredità degli ultimi quaranta anni.

La denuncia di eQual - Vedi file allegato 

Fuori dai denti: quella “puzza” dovuta all’acido solfidrico rappresenta al meglio il sistema di aggressione del territorio a scopo di rapina che lascia sul campo inquinamento, disoccupazione e degrado. È il capitalismo feroce e straccione che la politica ha servito e riverito negli ultimi due decenni.

Gli odori del polo chimico sono già ben conosciuti nei quartieri periferici, ma questa volta le conseguenze di una fiammata troppo alta sono arrivate in tutta la città anche dove spesso ci si permette il lusso di voltarsi dall’altra parte fino a quando i problemi bussano alla porta di casa. La “puzza” di morte è entrata in tutte le case in modo democratico ed uguale per tutti: ha voluto ricordarci che siamo tutti sotto attacco e che solo allo stesso modo è possibile uscirne. Esigendo rispetto, gettando nel lago gli azzeccagarbugli e partecipando in prima persona. Solo così è possibile creare alternative pensate dai cittadini nell’interesse collettivo per coniugare lavoro e ambiente e dare un futuro a Mantova.Il resto è puzza (e campagna elettorale)

Renzo Boatelli, Kiev 06 luglio 2014

Note:

Fonti utilizzate per l'articolo
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_luglio_04/mantova-allarme-le-esalazioni-gas-raffineria-ies-a3bc499e-0392-11e4-a610-3e4fd1a573b7.shtml

Allegati

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