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C.I.P. "G. TAGARELLI" - Centro di Iniziativa Proletaria, Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di lavoro e nel Territorio

Processo Marlane: tutti assolti gli imputati. Ancora una volta il diritto di uccidere in nome del profitto viene prima della giustizia per le vittime

20 dicembre 2014

C.I.P. "G.TAGARELLI" - Centro di Iniziativa Proletaria

Pubblichiamo il comunicato del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di lavoro e nel Territorio sulla sentenza che assolve i padroni imputati della morte di oltre cento operai e cittadini. Un'altra strage di stato in cui nessuno è stato. La lotta per la giustizia continua

 

Processo Marlane: tutti assolti gli imputati. Ancora una volta il diritto di uccidere in nome del profitto viene prima della giustizia per le vittime.

 

Sono stati tutti assolti gli imputati nel processo Marlane che si è tenuto oggi a Paola (Cs). La vicenda ha visto coinvolti 13 imputati, che all’epoca dei fatti lavoravano a vario titolo in quella che per anni è stata definita la “Fabbrica dei veleni” e che secondo la pubblica accusa ha causato la morte di più di 100 persone tra dipendenti e cittadini di Praia a Mare, comune dove si trova l’ex lanificio.

 

Cromo esavalente, vanadio, piombo, arsenico, zinco, rame, mercurio, amianto sono stati alcuni degli elementi cancerogeni ritrovati nell’area circostante la “Fabbrica dei veleni”, come ha testimoniato nel processo l’ex addetto all’impianto di smaltimento della fabbrica.

Vittorio Cicero, addetto all’impianto di smaltimento della fabbrica come operatore d’impianto delle acque reflue per un certo periodo, in una testimonianza, ha spiegato alla corte i metodi usati per smaltire le sostanze tossiche della lavorazione tessile.

Nonostante questo lavoratore abbia dichiarato che le acque della tintoria, del lavaggio e del fissaggio, provenienti dalla lavorazione tessile, una volta schiarite dal depuratore le faceva scaricare direttamente a mare, mentre i fanghi rimanenti erano seppelliti nei terreni dello stabilimento, per il Tribunale questo non è stato un elemento rilevante. 

Come ormai avviene in tutti i processi in cui si cerca giustizia per gli operai assassinati dalla logica del profitto, anche in questo caso, dopo aver monetizzato la morte e la vita umana, pagando anticipatamente con somme dai 20 ai 30 mila euro le vittime ei loro famigliari costituitesi parte civile gli imputati si sono comprati l’impunità.

Il gruppo Marzotto e l’Eni, entrambi proprietari, anche se in periodi storici differenti della fabbrica, che com’è emerso dalle testimonianze delle vittime che non potevano non sapere sono stati assolti. COSI ANCORA UNA VOLTA PER LE VITTIME INGIUSTIZIA E’ FATTA.

Pietro Marzabotto, ex Presidente del gruppo, Carlo Lomonaco due volte sindaco di Praia a Mare responsabile del reparto tintoria, Silvano Storer, ex amministratore delegato del gruppo e Jean De Jaegher, consigliere dell’associazione europea delle industrie tessili e presidente della Marzotto Usa imputati di disastro ecologico, ambientale e sociale sono stati assolti con formula piena.

 

In Italia ogni anno ci sono mille morti sul lavoro e altre migliaia per malattie professionali, una vera strage contro l’umanità, ma per lo stato delle stragi impunite non è stato mai nessuno.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

                                                                                     Milano 19 dicembre  2014

e-mail: cip.mi@tiscali.it

 

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

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