L'amara verità è che ci siamo assuefatti alla morte, degli altri, ovviamente, senza pensare che gli altri siamo noi. Unica strada da percorrere, secondo me, è unire le forze contro un nemico comune che si chiama profitto a tutti i costi.
Nella morsa stretta del mercato e dell’economia per il profitto fine a se stesso, quali possono essere le alternative percorribili? Mercati, mercanti ed economie diverse.
La tutela della proprietà intellettuale delle aziende farmaceutiche mette a rischio la ricerca scientifica e le conseguenze sono state tragiche in tutto il mondo. Il profitto è diventato più importante della stessa vita umana
Con la complicità dei media viene diffusa l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere la paura per malattie inesistenti o semplicemente la paura di invecchiare. In inglese si chiama DISEASE MONGERING, che si potrebbe tradurre “commercializzazione delle malattie”.
Da PeaceLink si può scaricare la mappa dell’Italia inquinata, provincia per provincia. Le emissioni cancerogene e neurotossiche delle industrie a portata di mouse.
I grandi della terra e le loro fatue promesse. Gli esiti dell’ultimo vertice dei G8, le decisioni assunte, gli impegni di fronte alle povertà in aumento.
Le potenze nucleari ammodernano i loro arsenali. I conflitti militari dilaniano intere regioni del mondo. Ma esistono processi importanti e movimenti della società civile che costruiscono strategie di pace, cooperazione e denuclearizzazione. Scoprili su Albert.
L'annuale iniziativa multimediale che racchiuderà i clip video via via inviati dagli attivisti. Un incontro finale via Zoom li diffonderà lungo il corso delle 24 ore seguendo il movimento del Sole intorno alla Terra.
Una controversia tra Polonia e Ucraina è nata attorno alla decisione del presidente Zelensky di attribuire il nome di “Eroi dell’UPA” a un reparto delle attuali Forze per Operazioni Speciali.
Nel saggio "Di guerra in guerra. Dal 1940 all'Ucraina invasa" offriva un'analisi articolata invitando a evitare in primo luogo l'escalation verso la terza guerra mondiale.
La versione del presidente rumeno Nicușor Dan (e confermata dalle fonti militari) ridimensiona la tesi dell’attacco intenzionale russo. Nel sorvolare la città ucraina di Reni, a pochi chilometri dal confine, il velivolo sarebbe stato colpito dalla contraerea ucraina precipitando a Galati in Romania.
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