Il prossimo 20 giugno 2026 ad Auckland iniziativa di Anti-War Aotearoa e Greenpeace

La Nuova Zelanda si mobilita: il 20 giugno grande marcia per la pace

I pacifisti neozelandesi chiedono al Primo Ministro Christopher Luxon e al governo di rifiutare accordi militari con gli Stati Uniti e di non inviare truppe, fondi o informazioni a supporto delle loro guerre. Altra questione del dibattito pubblico il transito dei sottomarini a propulsione nucleare.
7 giugno 2026
Redazione PeaceLink

Albert, pacifist bulletin

Il movimento pacifista neozelandese entra in una nuova fase di mobilitazione attiva, con l'obiettivo di opporsi al crescente coinvolgimento del governo nei piani militari guidati dagli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico. Il cuore pulsante della protesta sarà la “March for Peace” (Hīkoi), una grande manifestazione nazionale indetta per il prossimo 20 giugno 2026 ad Auckland dalle organizzazioni Anti-War Aotearoa e Greenpeace.

La Marcia per la Pace del 20 giugno

L'evento, che prenderà il via da Aotea Square, nel cuore di Auckland, chiederà formalmente al Primo Ministro Christopher Luxon e al suo governo di coalizione di rifiutare qualsiasi accordo militare, di non inviare truppe, fondi o informazioni a supporto delle guerre guidate dagli Stati Uniti e di ritirare immediatamente il paese da qualsiasi coinvolgimento nei conflitti in corso. Gli organizzatori invitano i partecipanti a portare amici, striscioni, cartelli e tamburi per unirsi in una marcia che vuole essere un inno alla pace e un netto rifiuto della militarizzazione.

In questo articolo leggerai varie volte la parola Aotearoa che è il nome con cui il popolo indigeno Māori chiama la Nuova Zelanda. Il significato letterale è traducibile in italiano con "la terra della lunga nuvola bianca".

Niamh O’Flynn, Direttrice dei Programmi di Greenpeace Aotearoa, ha dichiarato: “Ci opponiamo al fatto che Luxon e il governo di coalizione permettano che Aotearoa venga trascinata nelle guerre di Trump, e ci opponiamo fermamente all’accordo sui minerali che si sta negoziando per alimentare quelle guerre”. O’Flynn ha ribadito la richiesta di una politica estera indipendente che “dia priorità alla pace, sostenga la Carta delle Nazioni Unite e supporti il benessere delle persone e del pianeta”.

Gabriella Brayne, portavoce di Anti-War Aotearoa, ha sottolineato l’urgenza della mobilitazione: “Marciamo perché Aotearoa deve diventare una voce per la pace e la ragione in un mondo sempre più instabile, invece di fare da comparsa in queste guerre illegali e straniere”.

Le cinque richieste fondamentali

La marcia si concentrerà su cinque punti chiave, che rappresentano il cuore della piattaforma rivendicativa del movimento pacifista neozelandese:

  1. Il governo deve condannare l’illegale attacco USA-israeliano all’Iran, che ha causato instabilità globale.

  2. Nessun supporto militare o dispiegamento di truppe, aerei, navi, missili o intelligence della Nuova Zelanda a sostegno delle guerre di aggressione guidate dagli Stati Uniti.

  3. La Nuova Zelanda deve rifiutare qualsiasi accordo sui minerali bellici con l’amministrazione Trump.

  4. Attuare sanzioni immediate e significative contro Israele per contribuire a porre fine al genocidio a Gaza.

  5. Sostenere costantemente la Carta delle Nazioni Unite e i procedimenti della Corte Penale Internazionale (CPI) e della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) sui crimini di guerra.

La campagna “Oppose AUKUS”

Parallelamente alla mobilitazione di piazza, è attiva una campagna di raccolta firme nazionale denominata “Oppose AUKUS”, promossa attraverso la rete di attivismo digitale ActionStation. La petizione chiede al governo neozelandese di respingere qualsiasi ruolo nel patto militare AUKUS e di condannare l’uso di armi nucleari e tecnologie nucleari non pacifiche nel Pacifico. L’iniziativa sottolinea come AUKUS rappresenti una minaccia per l’eredità di “Nuclear-Free” del paese e per la sua tradizionale politica estera indipendente, basata sull’amicizia con tutti e sull’assenza di nemici.

Un contesto di crescente tensione

Le mobilitazioni arrivano in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e di spinte governative verso un maggiore allineamento militare con gli Stati Uniti. Solo pochi mesi fa, Greenpeace ha organizzato una protesta simbolica davanti all’ufficio elettorale del Primo Ministro Luxon, trasformandolo in un immaginario “Quartier Generale dei Minerali di Guerra di Trump” per opporsi a un potenziale accordo di fornitura di minerali “critici” agli Stati Uniti, visti come funzionali all’industria bellica.

Allo stesso tempo, le dichiarazioni del Ministro della Difesa Chris Penk, che ha suggerito l’opportunità di una revisione della storica legge “nuclear-free” della Nuova Zelanda, hanno acceso il dibattito politico. Sebbene l’ufficio del Primo Ministro abbia successivamente escluso qualsiasi modifica allo status “nuclear-free” del paese, i timori di una progressiva erosione dei principi di indipendenza nazionale che hanno caratterizzato la politica estera neozelandese rimangono alti.

Un segnale per la comunità internazionale

La Marcia per la Pace del 20 giugno non è solo un evento locale, ma un importante segnale alla comunità internazionale. In un’epoca di conflitti crescenti e di riarmo globale, la società civile neozelandese si riappropria del suo ruolo storico di costruttrice di pace, opponendosi a qualsiasi deriva militarista. Come hanno dichiarato gli organizzatori, l’obiettivo è chiaro: fare di Aotearoa una nazione che investe in salute, istruzione e ambiente, non in guerre e militarizzazione. Dove si svolgerà la manifestazione per la pace del 20 giugno 2026

Dettagli dell’evento

  • Cosa: March for Peace (Hīkoi)

  • Promosso da: Anti-War Aotearoa & Greenpeace Aotearoa

  • Quando: sabato 20 giugno 2026, ore 12:00

  • Dove: Aotea Square, Auckland

Per chi desidera sostenere la campagna, è possibile firmare la petizione “Oppose AUKUS” al seguente link: https://our.actionstation.org.nz/petitions/oppose-aukus-for-an-independent-demilitarised-and-nuclear-free-pacific.

 


Ecco un glossario dei termini e delle organizzazioni menzionati nell'articolo, per offrire una comprensione più chiara del contesto.

Geopolitica e accordi internazionali

  • AUKUS: un patto di sicurezza trilaterale lanciato nel 2021 da Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Il nome è l'acronimo delle tre nazioni. L'accordo è suddiviso in due pilastri principali:

    • Primo Pilastro (Pillar I): prevede la fornitura di sottomarini a propulsione nucleare all'Australia da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Questa componente nucleare dell'accordo è centrale nel dibattito neozelandese.

    • Secondo Pilastro (Pillar II): si concentra sulla cooperazione in tecnologie militari avanzate, tra cui sistemi informatici, intelligenza artificiale, piattaforme autonome, capacità sottomarine e sorveglianza spaziale.

  • Adesione della Nuova Zelanda all'AUKUS: il governo neozelandese sta attualmente "valutando" di aderire al Secondo Pilastro (quello non nucleare) del patto.

  • Patto ANZUS: trattato di sicurezza del 1951 tra Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. L'alleanza fu di fatto sospesa a metà degli anni '80 a causa della politica nuclear-free della Nuova Zelanda, che vietava l'ingresso di navi a propulsione o armamento nucleare nei suoi porti, portando a una rottura con Washington.

  • "Nuclear-Free": un elemento fondamentale dell'identità e della politica estera neozelandese, sancito dallo "New Zealand Nuclear Free Zone, Disarmament, and Arms Control Act" del 1987. La legge vieta le armi biologiche e nucleari sul suolo neozelandese e l'ingresso di navi a propulsione nucleare.

  • Indo-Pacifico: un termine geopolitico che indica la regione che comprende l'Oceano Indiano e l'Oceano Pacifico, fondamentale per il commercio globale e divenuto un'area di crescente competizione strategica.

  • Minerali bellici (War Minerals): nel contesto dell'articolo, si riferisce a un potenziale accordo di fornitura di minerali "critici" (essenziali per l'industria bellica e tecnologica) dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti.

Istituti e organizzazioni

  • Anti-War Aotearoa: uno dei gruppi organizzatori della Marcia per la Pace. "Aotearoa" è il nome in lingua māori della Nuova Zelanda. È un collettivo che riunisce attivisti per la pace e contro la guerra.

  • Greenpeace Aotearoa: la sezione neozelandese dell'omonima organizzazione ambientalista globale, anch'essa organizzatrice della marcia.

  • Corte Penale Internazionale (ICC) e Corte Internazionale di Giustizia (ICJ): due diversi tribunali internazionali con sede all'Aia. L'ICC persegue individui per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità, mentre l'ICJ risolve controversie legali tra Stati.

  • Hīkoi: un termine della lingua māori che indica una marcia o un viaggio, spesso con connotazioni di protesta sociale o per rivendicare diritti territoriali.

Figure chiave e governo

  • Christopher Luxon: attuale Primo Ministro della Nuova Zelanda, leader del Partito Nazionale (in carica dal 2023). Il movimento pacifista gli chiede di non coinvolgere il paese nei piani di guerra statunitensi.

  • Coalizione di governo: l'attuale esecutivo neozelandese, formato da tre partiti: il Partito Nazionale (di centro-destra) di Luxon, il partito populista New Zealand First (NZ First) guidato da Winston Peters, e il partito liberale di destra ACT.

  • Chris Penk: ministro della Difesa neozelandese. Ha acceso il dibattito interno suggerendo di discutere pubblicamente la storica legge nuclear-free in relazione ai sottomarini nucleari dell'AUKUS, posizione poi corretta dal Primo Ministro Luxon.

  • Winston Peters: Ministro degli Esteri e leader del NZ First, con cui si sono verificati contrasti interni alla coalizione riguardo al sostegno alle guerre statunitensi in Medio Oriente.

Note: Link https://stopwars.nz

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