La sicurezza non può essere affidata esclusivamente allo strumento militare
Alfio Nicotra, della Rete Italiana Pace e Disarmo, ha denunciato il progressivo indebolimento del ruolo del Parlamento, chiamato spesso a esaminare missioni già prorogate e operative. Ha inoltre evidenziato le contraddizioni tra gli obiettivi dichiarati di pace e la vendita di armamenti a paesi coinvolti in aree di crisi, richiamando anche il deterioramento del diritto internazionale in diversi scenari di conflitto.
Sulla stessa linea si sono collocati gli interventi delle organizzazioni della cooperazione internazionale. Giovanni Lattanzi ha sottolineato il forte squilibrio tra risorse destinate alle missioni militari e quelle assegnate alla cooperazione, sostenendo che investire nello sviluppo civile significa rafforzare sicurezza e democrazia. Sandro De Luca e Luca De Fraia hanno insistito sulla necessità di valutazioni più rigorose, maggiore coordinamento e una programmazione di lungo periodo.
L'onorevole Laura Boldrini ha criticato il rinnovo quasi automatico delle missioni e la scarsità di informazioni sulla cooperazione con la Tunisia, contestando la definizione del paese come "sicuro" alla luce delle recenti restrizioni dei diritti politici e civili. Ha inoltre difeso una visione della cooperazione fondata su istruzione, sanità e diritti come strumenti essenziali di stabilizzazione.
Pur con accenti diversi, tutti gli intervenuti hanno condiviso una convinzione comune: la sicurezza non può essere affidata esclusivamente allo strumento militare. Diplomazia, sviluppo e cooperazione restano, a loro giudizio, le basi più solide per prevenire i conflitti e costruire una pace duratura.
https://retepacedisarmo.org/2026/missioni-militari-2026-ripd-chiede-un-cambio-di-rotta-a-partire-da-tempistiche-inaccettabili/
https://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2026/06/09/news/rete_disarmo_in_parlamento_si_discute_sulle_missioni_militari_ma_quando_queste_sono_gia_partite-425400049/
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