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Disarmo
Il disarmo è una delle finalità dell’ONU e le nazioni che vi hanno aderito si sono impegnate a condurre trattative in buona fede per la progressiva riduzione degli armamenti.
3 luglio 2026
Redazione PeaceLink
1. Definizione e obiettivi
Il Disarmo è il processo di riduzione, limitazione o eliminazione degli armamenti e delle forze militari. Non si tratta di un'utopia, ma di una necessità pragmatica che rientra nelle finalità costitutive della Carta dell'ONU. Il disarmo globale mira a prevenire le guerre, ridurre le spese militari e reindirizzare i fondi pubblici verso la sanità, l'istruzione e la transizione ecologica. Il disarmo totale è stato reso effettivo dalla Costa Rica che, da quando è stato attuato, non ha mai subito colpi di stato e non ha più partecipato a conflitti armati, aumentando il livello di benessere della popolazione mediante un aumento delle spese sociali.
2. Tipologie di disarmo
- Disarmo nucleare: campagna per l'abolizione totale delle testate atomiche. Il trattato di riferimento attuale è il TPNW (Trattato sulla proibizione delle armi nucleari). Trattati storici sono stati il trattato INF (smantellamento e distruzione dei missili a media gittata, i cosiddetti euromissili) e il NewSTART (riduzione dei missili nucleari a lunga gittata).
- Messa al bando di armi disumane: trattati storici contro l'uso di mine antiuomo, bombe a grappolo e armi chimiche o biologiche.
- Controllo delle armi leggere: contrasto al commercio illegale e incontrollato di armi da fuoco, che alimentano conflitti locali e criminalità.
3. L'Impegno di PeaceLink
PeaceLink promuove la cultura del disarmo attraverso il monitoraggio critico delle spese militari. L'associazione supporta attivamente le campagne globali e fa parte di ICAN (Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, Premio Nobel per la Pace 2017). Promuove una campagna contro il ritorno degli euromissili e sollecita una maggiore attenzione sul GCAP, il programma di caccia di sesta generazione che, se realizzato, sarebbe il programma militare più costoso a cui partecipa l'Italia. Inoltre ha promosso una raccolta firme contro il programma di riarmo europeo subito dopo l'annuncio della Commissione Europea di incrementare le spese militari con l'obiettivo di giungere fino al 5% del PIL (l'Italia era all'1,5%). Il governo italiano, per seguire questi obiettivi dispendiosi, non è riuscita nel 2025 a uscire dalla procedura di infrazione UE per deficit eccessivo. Quindi la Commissione Europea da un lato chiede il riarmo e dall'altro il rigore dei conti ponendo alle nazioni europee obiettivi contraddittori che possono essere resi compatibili attraverso una riduzione della spesa sociale.
4. Spunti didattici e per il mediattivismo
- Riconversione industriale: studiare il passaggio dalle fabbriche di armi a produzioni civili ed ecocompatibili.
- La legge 185/90: approfondire la legge italiana che vieta l'esportazione di armi verso Paesi in guerra o che violano i diritti umani.
- Campagna "Un'altra difesa è possibile": promuovere la difesa civile, non armata e nonviolenta come alternativa ai corpi militari tradizionali.
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