Introduzione alla storia della pace
1. Sintesi dal libro (Schede per una storia della pace e dei diritti umani , Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
Il libro si presenta come uno strumento didattico e di ricerca condivisa. Nasce da un percorso educativo concreto realizzato a scuola nella convinzione che “un’altra storia è possibile”. Questi sono alcuni punti toccati.
Punti chiave
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- “La storia spiegata a mio figlio” – l’idea di costruire la storia della pace insieme, in modo cooperativo.
- Dimensione emotiva della condivisione – la storia della pace è coinvolgimento personale ed emozionale.
- Pace come parola ambigua – nella tradizione dei potenti, “pace” è stata spesso sinonimo di sottomissione e ordine imposto. La vera pace è invece non obbedienza al dominio violento e trasformazione dei conflitti.
- Problem solving – non esistono ricette predefinite; la storia della pace insegna a cercare soluzioni creative ai conflitti.
- Punto di vista dei perdenti – occorre guardare la storia anche con gli occhi di chi ha perso, non solo dai vincitori.
- Principio di reciprocità – “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” come criterio etico universale (Kant).
- Pedagogia dell’immedesimazione – leggere lettere dei condannati, recitare discorsi di pace, sentirsi parte giusta della storia.
- Contro il conformismo e l’assuefazione – citazione del preside sopravvissuto a un campo di concentramento: “Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani”.
- Apprendimento attivo e giochi di simulazione – la pace si impara facendo, non solo ascoltando.
- Freinet e don Milani – scuola attiva, scrittura collettiva, giornalismo dal basso, rifiuto dell’obbedienza cieca.
- Internet e cooperative learning – il sito di PeaceLink come ambiente collaborativo per scrivere e aggiornare la storia della pace.
«La storia della pace può crescere e oltrepassare l’ambito ristretto di “storia settoriale” per diventare un approccio complessivo alternativo di tipo storiografico.»
2. Aggiornamento con Peace Research & Peace History (2005–oggi)
Dalla pubblicazione del libro, la ricerca sulla pace si è ulteriormente sviluppata, confermando e approfondendo varie intuizioni iniziali.
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- a) Peace Research: oltre la “pace negativa”
- Johan Galtung (fondatore della peace research moderna) distingue tra pace negativa (assenza di guerra) e pace positiva (assenza di violenza strutturale – fame, razzismo, disuguaglianza). La storia della pace abbraccia chiaramente la pace positiva.
- La trasformazione dei conflitti (Lederach, 1997; Ramsbotham, 2011) enfatizza processi lunghi, riconciliazione e giustizia riparativa. Si collega alla pedagogia dell’immedesimazione e al punto di vista dei perdenti.
- Il Global Peace Index (IEP, dal 2007) offre dati annuali sullo stato della pace nel mondo, utile per aggiornamenti statistici.
- b) Peace History: nuovi orientamenti storiografici
- La Peace History Commission (affiliata all’IPRA) e la Peace History Society (USA) hanno prodotto studi che confermano l’approccio “dal basso” e “dal punto di vista dei perdenti”.
- Nuove ricerche hanno ampliato il canone: storie della pace nonviolenta in Africa (es. movimenti anti-coloniali in Ghana, Tanzania), in America Latina (Chiapas, Colombia), e in Asia (Filippine, Myanmar).
- Storia della stupidità – concetto ripreso nella "Storia della pace", è oggi studiato in chiave di peace psychology e critical military studies: come le élite abbiano storicamente premiato l’obbedienza acritica producendo errori che rientrano nella categoria della stupidità.
- Digital peace history – l’uso di Internet negli studi storici ha confermato l’intuizione della "Storia della pace" come prodotto collaborativo basato sul "cooperative learning”; Tutto questo si inquadra in una "democratizzazione della storia" attraverso le nuove tecnologie (cfr. Università di Torino "digital public history" https://www.dish.unito.it/it/ricerca/digital-public-history).
- c) Educazione alla pace oggi
- L’UNESCO ha proseguito il Decennio per una cultura di pace e nonviolenza (2001-2010) e l’Agenda 2030 (Obiettivi 4 e 16).
- Il Manuale di Educazione alla pace (Alfredo Panerai, Martina Nicola e Gloria Vitaioli) integra metodologie attive, role-playing, analisi dei conflitti, mediazione scolastica, sulla linea di Freinet, don Milani e Capitini; vedere https://serenoregis.org/2012/07/19/manuale-di-educazione-alla-pace-recensione-di-nanni-salio/ e anche https://ifm-sei.org/files/up/ifm-sei-peace-education-handbook_v11_web.pdf
- Le competenze per la pace (dialogo, empatia, pensiero critico, nonviolenza) sono oggi insegnate in molti sistemi educativi (es. Costa Rica, Norvegia, Canada, e in Italia con la legge 92/2019 sull’educazione civica).
- a) Peace Research: oltre la “pace negativa”
3. Verifica / Domande chiave
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- Qual è la differenza tra “pace” intesa come ordine imposto (es. pax romana) e “pace” intesa come trasformazione nonviolenta del conflitto?
Riferimento: paragrafo “Pace, parola ambigua”.
- Cosa significa “pedagogia dell’immedesimazione”? Fai un esempio tratto dal libro o da un episodio storico.
Riferimento: lettere dei condannati a morte, discorsi di Follereau, ecc.
- Come si collega il concetto di “problem solving” alla storia della pace? Perché non esistono ricette preconfezionate?
Riferimento: “Il problem solving”.
- Secondo la Peace Research moderna, in cosa consiste la “pace positiva”?
Riferimento: Galtung, violenza strutturale.
- Quale ruolo attribuisce il libro a Internet e al cooperative learning per la costruzione di una “storia della pace” condivisa?
Riferimento: “Internet e cooperative learning”.
- Qual è la differenza tra “pace” intesa come ordine imposto (es. pax romana) e “pace” intesa come trasformazione nonviolenta del conflitto?
4. Fonti storiche e approfondimenti
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- Testi e saggi
- Galtung, J. (1969). Violence, Peace and Peace Research. Journal of Peace Research, 6(3), 167–191.
(Classico sulla distinzione pace negativa/positiva)
- Lederach, J.P. (1997). Building Peace: Sustainable Reconciliation in Divided Societies. USIP Press.
(Trasformazione dei conflitti e riconciliazione)
- Confortini, C.C. (2012). Intelligent Compassion: Feminist Critical Methodology in the Women’s International League for Peace and Freedom. Oxford University Press.
(Peace history dal punto di vista delle donne)
- The Oxford Handbook of Peace History di Charles F. Howlett, Christian Phillip Peterson, Deborah D. Buffton, David L. Hostetter
- Marescotti, A. & Marescotti, D. (2005). Schede di storia della pace e dei diritti umani. PeaceLink.
(Il testo base – disponibile in copyleft) https://www.peacelink.it/storia/a/2707.html
- Galtung, J. (1969). Violence, Peace and Peace Research. Journal of Peace Research, 6(3), 167–191.
- Link e risorse online
- Peace History Society (USA) – https://peacehistorysociety.org
(Rivista Peace & Change, bibliografie, conferenze)
- Peace Research Institute Oslo (PRIO) – https://www.prio.org
(Dati, pubblicazioni, trend sui conflitti)
- Global Peace Index (Institute for Economics & Peace) – https://www.visionofhumanity.org
(Mappe e rapporti annuali sulla pace nel mondo)
- UNESCO – Culture of Peace – https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000126398
- PeaceLink – Sezione Storia – http://italy.peacelink.org/storia
(Aggiornamenti e articoli di approfondimento sulla storia della pace)
- Peace History Society (USA) – https://peacehistorysociety.org
- Documenti primari suggeriti
- Lettera di un preside sopravvissuto ai docenti (citata nel libro) – si può reperire in H. Arendt, *La banalità del male* (1963) come contesto.
- Don Milani, *L’obbedienza non è più una virtù* (1965) – integrale in rete.
- UNESCO, *Dichiarazione e Programma d’azione per una cultura di pace* (1999) – Risoluzione ONU 53/243.
- Testi e saggi
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