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Le politiche attive per il lavoro a Taranto

I materiali del seminario "Riqualifichiamo gli operai ILVA e i disoccupati di Taranto con i fondi strutturali?"

Quante risorse ha il Fondo Sociale Europeo e il POR Puglia 2014 - 2020 e in quali settori potrebbero essere formati gli operai ILVA e per dare maggiori opportunità di lavoro ai tarantini?
19 gennaio 2015
Fulvia Gravame

Le politiche attive del lavoro sono, a mio giudizio, fuori dal dibattito sul caso ILVA nato negli ultimi tre anni.

Si tratta di interventi per la formazione, la riqualificazione, gli strumenti di orientamento, l'alternanza scuola lavoro, i tirocini e le work experiences. Da una parte le politiche attive del lavoro comprendono gli ammortizzatori sociali che sono politiche "passive" e che tutelano il reddito dei lavoratori, dall'altra gli interventi per attivare la capacità di ciascuno di reinserirsi nel mercato del lavoro.

Ho perciò deciso di riprendere l'argomento, già trattato da Peacelink in un documento presentato a Montecitorio nell'aprile 2012, anche perché siamo entrati in un nuovo periodo di programmazione dei fondi strutturali 2014 - 2020 che finanziano gli interventi di politiche attive del lavoro.

Chi è competente ad occuparsene?

La formazione professionale è di competenza esclusiva delle regioni, mentre sul lavoro intervengono il Ministero, la Regione e la Provincia con i Centri per l'Impiego.

Il seminario è andato in diretta sul canale Livestream di Peacelink  e è visionabile al link a partire dall'ottavo minuto, mentre nei minuti iniziali vi sono delle spiegazioni di Alessandro Marescotti sulle sue misurazioni degli IPA:

http://www.livestream.com/peacelinkonair/video?clipId=flv_fc0dffca-9909-42ee-9fb6-2cf21ab913dc&utm_source=lsplayer&utm_medium=ui-play&utm_campaign=click-bait&utm_content=peacelinkonair

In estrema sintesi con il Fondo Sociale Europeo che è inserito nel POR Puglia 2014 - 2020 si possono realizzare corsi di diversa durata per riqualificare i dipendenti di imprese private, i disoccupati - inocccupati, e i dipendenti pubblici. L'idea è di iniziare a progettare questo tipo di intervento con un occhio particolarmente attento ai bisogni di Taranto, a quelli attuali e a quelli che derivano da un diverso modello di sviluppo. 

Durante il dibattito finale, un ambientalista dei Tamburi Gianfranco Carriglio ha proposto di utilizzare il Contratto collettivo Nazionale della siderurgia per gli operai ILVA che prevede un trattamento molto più favorevole in termini di retribuzione, di pensionamento anticipato e di tutela della salute con periodi di lontananza dalla città per ossigenare i polmoni.

In effetti per poter avviare un grande piano di riqualificazione professionale dei circa undicimila dipendenti diretti dell'ILVA e dei tremila - cinquemila indiretti mancano alcune informazioni che potrebbero essere reperite subito attraverso degli approfondimenti. Chi potrebbe occuparsene?

La Regione Puglia e il Ministero del lavoro tramite gli istituti di ricerca.

Ad esempio, è possibile applicare il CCNL della siderurgia a Taranto? Permetterebbe di andarer in pensione dopo solo 25 anni di lavoro, a parte le forme di tutela della salute e un miglior trattamente economico.

Oppure si può applicare all'ILVA la legge che concede i cosiddetti "benefici amianto"?

I dipendenti ILVA che percorsi di studio hanno fatto? Che mansioni hanno ricoperto nel corso degli anni e che competenze hanno maturato?

Sul fronte del fabbisogno di competenze del territorio, quali sono quelle mancanti attualmente e quali quelle che servirebbero dopo il completamento dei lavori al porto? 

Ancora più interessante sarebbe ragionare sui profili professionali mancanti e che servirebbero per settori del tutto nuovi, quali le bonifiche, e per altri  finora abbastanza trascurati ma che hanno già una certa rilevanza per l'economia locale, come i mestieri collegati al mare che rappresentato il 10% del PIL provinciale secondo i dati della Camera di commercio. Se pensiamo ai miracoli che sono stati fatti a Bilbao, a Pittsburg e nella Ruhr, è facile pensare che ci sarebbero tantissime opportunità lavorative che potrebbero nascere se si cambiasse il modello di sviluppo. Pensiamo al recupero della canapa,  una pianta che è adatta ai nostri suoli e che per di più è utile ad accelerare le bonifiche. Tra l'altro la canapa che è estremamente versatile. Infatti si può usare nell'edizia, nella cosmesi, nell'abbigliamento e persino nell'allimentazione.

In definitiva penso che sia giunto il momento di costruire concretamente l'alternativa all'industria pesante. Esiste un'industria manifatturiera pulita che potrebbe trovare spazio a Taranto e che insieme alla valorizzazione di altri settori, potrebbe aiutatci a diversificare la nostra economia.

I tarantini potrebbero ritrovare la loro  città, come scriveva Llidia Giannotti nel 2012.

http://www.peacelink.it/ecologia/a/37027.html 

Note: SEMINARIO
Riqualifichiamo gli operai ILVA e i disoccupati di Taranto con i fondi strutturali?
http://www.peacelink.it/calendario/event.php?id=9058&id_topic=50

Peacelink: "L'Ilva ci costa più di una guerra.
Se si desse lo stipendio ai lavoratori lasciandoli a casa si perderebbero circa 60 milioni al mese, meno di quanto si perde lasciando lo stabilimento aperto.
http://www.affaritaliani.it/cronache/ilva-trucchi-renzi230115.html?refresh_ce

La conferenza stampa delle associazioni tarantine a Montecitorio il 16/04/2012
Lavorare con le bonifiche, avviare subito la messa in sicurezza d'emergenza della falda acquifera "Ilva: emergenza ambientale e occupazionale a Taranto"
http://www.peacelink.it/ecologia/a/36080.html

Allegati

  • Slide sul POR Puglia 2014 - 2020

    Fulvia Gravame
    178 Kb - Formato pdf
    Slide sul POR Puglia 2014 - 2020 presentate nel seminario www.peacelink.it/calendario/event.php?id=9058&id_topic=50

    Tutti i diritti riservati

  • Accordo di partenariato Governo - Regione Puglia POR 2014 - 2020

    Formez PA
    Fonte: www.formez.it
    2122 Kb - Formato pdf
    Accordo di partenariato Governo - Regione Puglia POR 2014 - 2020 In sostanza le slide permettono di conoscere le scelte fatte in merito alla nuova programmazione europea.

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