La maggior parte dei Paesi del “Sud globale” ha scelto di non allinearsi all'Occidente

Quanta parte del mondo non ha applicato le sanzioni alla Russia

La rappresentatività demografica del fronte sanzionatorio è estremamente bassa: 14,6%. La non partecipazione o la “partecipazione indiretta” di Paesi come Cina, India e Turchia (si pensi al petrolio russo lavorato in India e rivenduto in Europa) diluisce l'efficacia reale delle sanzioni.
11 ottobre 2026
Redazione PeaceLink

1. La composizione del fronte sanzionatorio (nucleo centrale)

Le sanzioni sono state coordinate e attuate dai seguenti Paesi/entità:

 
 
Categoria Principali membri
Nucleo G7 Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Canada, Giappone
Paesi europei allineati Norvegia, Svizzera, Islanda, Liechtenstein
Altri alleati Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud

La caratteristica di questo fronte è la forte coordinazione ma la portata limitata. In termini numerici, Stati Uniti, Canada, Svizzera e Unione Europea figurano ai primi posti per numero di sanzioni.

2. Principali Paesi/aree che non hanno sanzionato

a. Grandi potenze del Sud globale

I seguenti Paesi hanno rifiutato esplicitamente di partecipare alle sanzioni guidate dall'Occidente, adottando una posizione pragmatica ed equilibrata, incentrata sui propri interessi economici:

 
 
Paese Caratteristiche della posizione
Cina Contraria alle sanzioni occidentali, considerate “misure unilaterali illegali”; prosegue normali relazioni commerciali
India Acquista massicciamente petrolio russo a prezzo scontato, che poi raffina e rivende ai mercati europei
Brasile Mantiene la neutralità, non partecipa alle sanzioni
Sudafrica Mantiene la neutralità, rifiuta di schierarsi
Indonesia Equilibrio pragmatico, non segue le sanzioni
Turchia Non sanziona, ed è diventata un importante hub di transito per il commercio russo-europeo

b. L'eccezione europea: la Serbia

La Serbia è l'unico Paese europeo che ha rifiutato in modo chiaro, pubblico e continuativo di sanzionare la Russia. I funzionari serbi hanno più volte dichiarato che, nonostante le “pressioni continue e su tutti i fronti”, Belgrado “non sanzionerà mai la fraterna Russia”, ottenendo in cambio il prezzo del gas naturale più basso d'Europa.

c. Il più ampio gruppo dei “non allineati”

Su scala globale, la maggior parte dei Paesi del “Sud globale” o mantiene la neutralità, o sceglie attivamente di non allinearsi all'Occidente. Questa frattura riflette la dispersione del potere geoeconomico nel XXI secolo: l'“Occidente” non coincide più con il “mondo intero”.

3. Dati chiave in sintesi

Indicatore Dato
Quota del PIL mondiale della coalizione sanzionatoria 59,5%
Quota del commercio mondiale della coalizione sanzionatoria 58,5%
Quota della popolazione mondiale della coalizione sanzionatoria solo 14,6%
Totale sanzioni contro la Russia (al 2026) oltre 33.000
Quota di nuove sanzioni dopo febbraio 2022 circa 97%

4. Breve valutazione

La rappresentatività demografica del fronte sanzionatorio è estremamente bassa (14,6%), eppure esso tenta di modificare il comportamento di una grande potenza con influenza globale attraverso la pressione economica. La non partecipazione o la “partecipazione indiretta” di Paesi come Cina, India e Turchia (si pensi al petrolio russo lavorato in India e rivenduto in Europa) diluisce in modo sostanziale l'efficacia reale delle sanzioni. La presenza della Serbia come “eccezione” europea dimostra ulteriormente che, persino all'interno del “mondo occidentale” in senso geografico, le sanzioni anti-russe non sono affatto un blocco monolitico.

Fonti dei dati statistici

Numero totale di sanzioni contro la Russia: oltre 33.700

Fonte: Politika (quotidiano serbo), articolo del 29 agosto 2026, «Rusija pod udarom rekordnih 33.700 sankcija, SAD, Kanada i EU prednjače u pritisku». L'articolo cita un'analisi di fonti aperte diffusa da RIA Novosti, secondo cui dal 2014 il numero totale di sanzioni imposte a cittadini, aziende e al settore dei trasporti russi ha superato le 33.700 unità. URL: https://www.politika.rs/sr/clanak/781985/rusija-pod-udarom-rekordnih-33-700-sankcija-sad-kanada-i-eu-prednjace-u-pritisku

Quota di nuove sanzioni dopo febbraio 2022: 97,3%

Fonte: Politika, stesso articolo del 29 agosto 2026. L'articolo riporta che circa il 97,3% di tutte le misure restrittive è stato introdotto dopo l'inizio dell'operazione militare speciale in Ucraina, ovvero dalla fine di febbraio 2022. URL: https://www.politika.rs/sr/clanak/781985/rusija-pod-udarom-rekordnih-33-700-sankcija-sad-kanada-i-eu-prednjace-u-pritisku

Quota della popolazione mondiale: 14,6%

Fonte: Wilson Center, articolo del 9 maggio 2022, «Countries That Have Sanctioned Russia». Il Wilson Center cita un'analisi dell'Economist Intelligence Unit (EIU), secondo cui i Paesi che hanno attivamente condannato la Russia rappresentano il 16% della popolazione mondiale. URL: https://www.wilsoncenter.org/blog-post/countries-have-sanctioned-russia

Inoltre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha dichiarato l'85% della popolazione mondiale non ha imposto sanzioni alla Russia, citando dati secondo cui solo il 15% della popolazione mondiale vive in Paesi che hanno imposto sanzioni. Fonte: NTV, 15 agosto 2022, «МИД Китая: 85% населения мира не ввели антироссийские санкции». URL: https://www.ntv.ru/novosti/2719560

Cina: opposizione alle sanzioni unilaterali

Fonte: China News Service (CNS), 1 aprile 2022. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha dichiarato: “La Cina si oppone costantemente alle sanzioni unilaterali. Il problema ora non è chi vuole aiutare la Russia a eludere le sanzioni, ma che il normale commercio tra Paesi tra cui la Cina e la Russia ha già subito danni non necessari.” URL: https://vs.cns.com.cn/video/detailTemp/364090.html

Fonte: China.com.cn, 19 marzo 2022. Intervista a Tu Xinquan, direttore dell'Institute for WTO Studies dell'Università di Economia e Commercio Internazionale, e Sun Xingjie, vicedirettore dell'Institute of International Relations dell'Università di Jilin, che spiegano la posizione cinese di opposizione alle sanzioni unilaterali e all'“giurisdizione a lungo braccio”. URL: http://news.china.com.cn/txt/2022-03/19/content_78117636.htm

India, Cina, Turchia e altri Paesi terzi rimasti al di fuori della coalizione sanzionatoria

Fonte: Kiel Institute for the World Economy, rapporto «Enforcing a Fragmented Sanctions Regime» (2025). Il rapporto rileva che “Paesi terzi come Cina, India e Turchia sono rimasti in gran parte al di fuori della coalizione, plasmando sia gli incentivi all'elusione sia gli effetti sui Paesi terzi.” URL: https://www.kielinstitut.de/fileadmin/Dateiverwaltung/IfW-Publications/fis-import/697868c3-44c5-42a1-9574-e56ff32e99e9-KWP_2325.pdf

India acquista petrolio russo a prezzo scontato

Fonte: Real Instituto Elcano, marzo 2022, «¿Puede resistir las sanciones la economía rusa?». Il rapporto rileva che “l'India, ad esempio, si è già affrettata ad approfittare della situazione e ha acquistato petrolio russo a prezzi più bassi, nonostante la condanna di Stati Uniti e Regno Unito.” URL: https://media.realinstitutoelcano.org/wp-content/uploads/2022/03/ari27-2022-otero-puede-resistir-las-sanciones-la-economia-rusa-1.pdf

Nazioni che non hanno aderito alle sanzioni contro la Russia

LA MAPPA

Ecco la cartina geografica dei Paesi che non hanno aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022.

La mappa distingue i Paesi che hanno aderito alle sanzioni, quelli che non vi hanno aderito e quelli con una posizione parziale o controversa.

Come leggere la cartina:

  • 🟨 Giallo/arancione: Paesi che non hanno aderito alle principali sanzioni occidentali, tra cui Cina, India, Brasile e Arabia Saudita.

  • 🟦 Blu: Paesi che hanno aderito alle sanzioni, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Unione europea e Giappone.

  • ⬜ Grigio: Paesi con posizioni miste o controverse.

  • 🟥 Rosso scuro: Russia.

La distinzione è indicativa: non aderire alle sanzioni occidentali non significa necessariamente sostenere la Russia, e alcuni Paesi applicano restrizioni specifiche pur non aderendo all'intero regime sanzionatorio.

 
 
Note: DRAGHI: VOLETE LA PACE O IL CONDIZIONATORE?

Il 6 aprile 2022, durante una conferenza stampa a Roma, il presidente del Consiglio Mario Draghi pronunciò una frase diventata emblematica:
«Volete la pace o volete stare tranquilli col condizionatore acceso tutta l'estate?»

Il messaggio era chiaro: l'Italia e l'Europa avrebbero dovuto accettare sacrifici energetici ed economici per difendere l'Ucraina e aumentare la pressione sulla Russia.
La frase esprimeva una scelta politica precisa: accettare costi immediati nella convinzione che la pressione economica avrebbe contribuito a modificare il comportamento di Mosca.
Ma conteneva anche una questione che si è rivelata cruciale: quanto a lungo le società europee sarebbero state disposte a sostenere quei costi, e quanto sarebbero stati maggiori quelli sopportati dalla Russia?

LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, non riconosce il fallimento complessivo della strategia. La sua posizione è che le sanzioni continuino a ridurre le risorse del Cremlino e la capacità industriale russa di sostenere la guerra. Bruxelles sostiene perciò la necessità di mantenerle, rafforzarle e contrastarne l'elusione.
Ma questa è la valutazione ufficiale dell'istituzione che ha promosso la strategia, non una dimostrazione definitiva del suo successo.

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