In attesa del referendum costituzionale

C'è chi dice NO

Dieci ragioni per bocciare la riforma della Costituzione, scritta sotto dettatura del governo. Renzi dice che "riduce i costi della politica", ma questo obiettivo si poteva raggiungere in altri modi.
Giacomo Alessandroni29 agosto 2016

PeaceLink aderisce al comitato per il NO al referendum sul referendum costituzionale.

Qualche motivo per non approvare questa riforma della Costituzione?


Supera il bicameralismo? NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato.

Produce semplificazione? NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione.

È una riforma innovativa? NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.

Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini? NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare e aumenta da 500.000 a 800.000 le firme per poter indire un referendum.

Diminuisce i costi della politica? NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?


È una riforma chiara e comprensibile? NO, è scritta in modo da non essere compresa, nuovo art. 70 della Costituzione incluso.


È una riforma legittima? NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.


È il frutto della volontà autonoma del parlamento? NO, perché è stata scritta sotto dettatura del governo

Garantisce la sovranità popolare? NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri.


Garantisce l'equilibrio tra i poteri costituzionali? NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio di maggioranza. Chi ottiene la maggioranza relativa dei voti (es. 25%) e vince poi il ballottaggio ha il 55% dei seggi.

Cedo la parola a chi ne sa più di me

Mi trovate ai banchetti per la raccolta firme.

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