Ventimiglia: La nostra Europa non ha confini

La redazione di Europace pubblica due comunicati sul blocco dei partecipanti al treno della dignità a Ventimiglia organizzato da Welcome e Uniti contro la crisi domenica 17 aprile.
17 aprile 2011

Comunicato della rete Welcome sulla giornata a Ventimiglia. Bloccata la stazione della città di confine. I diritti non hanno confini.

Oggi abbiamo visto con i nostri occhi e sentito con i nostri corpi i confini dell'Europa alzati contro il treno della dignita', proiettati fino alla stazione di Ventimiglia, imposti interrompendo la linea ferroviaria tra Italia e Francia o con il blocco dei plotoni della Polizia. Quei confini sono stati alzati per fermare i migranti ma soprattutto per proteggere un'idea di Europa che noi rifiutiamo.

Per questo hanno tentato di fermarci.

Ma noi abbiamo rotto dal basso la finzione di questi governi. Perche' anche se sappiamo che le frontiere si attraversano al buio e nel silenzio abbiamo voluto sfidarle alla luce del sole, pubblicamente, perche' si metta fine a questa violenta ipocrisia e prenda forma una Europa libera e degna .

Hanno cancellato i nostri treni e sbarrato le nostre strade ma non ci hanno fermato.

Noi, abbiamo sfidato l'arroganza della Francia ed il blocco imposto dall'Italia, che mentre tuonava moniti contro la Parigi, schierava centinaia di poliziotti per bloccare strade e piazze a Ventimiglia mostrando l'ipocrisia di questo Governo Ripartiremo subito, dopo che abbiamo conquistato la riapertura del centro di accoglienza.

Da domani i treni della dignita' ripartiranno ancora, ogni giorno e ad ogni ora sfideranno la frontiera per costruire la nostra Europa. Libera e senza confini.

Dichiarazione di Walter Massa, presidente Arci Liguria e Filippo Miraglia,
responsabile immigrazione Arci nazionale

Impossibilitati a varcare il confine francese e bloccati dalle forze dell'ordine davanti alla Stazione di Ventimiglia. Queste le sole verita' in mezzo a tante bugie raccontate in queste settimane dai Governi italiano e francese.

Nonostante la difficoltà a discernere le notizie fondate dalle voci incontrollate, gli avvenimenti odierni di Ventimiglia confermano quanto andiamo denunciando da tempo: i governi francese e italiano stanno facendo un cinico gioco delle parti sulla pelle di migranti e profughi tunisini. Una volta di più il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone diventa carta straccia - come già accaduto in passato - quando fa comodo ai governi italiano e francese e l'immotivata interruzione di un pubblico servizio ha impedito a cittadini italiani e non, muniti dei documenti necessari, di esercitare il loro diritto di muoversi liberamente. Il tutto condito da una immotivata e pericolosa tensione che si e' venuta a creare nella cittadina ligure di confine.

Il governo italiano ha infatti costretto i viaggiatori dei treni a scendere a Ventimiglia, bloccandoli poi, insieme agli altri manifestanti, nella piazza della stazione, mentre il ministro francese beffardamente dichiarava che il blocco dei treni verso la Francia era "una misura temporanea per ragioni di ordine pubblico motivata dal fatto che era in corso una manifestazione a Ventimiglia"

Il treno della dignita ha dimostrato - se mai ce fosse stato bisogno - come le cose dette e scritte in questi giorni circa la libera circolazione europea "purche' in possesso di regolari documenti" sia stata smentita dai fatti.

Il Governo italiano non puo' richiamare al rispetto delle regole dell'Unione Europea e chiedere la solidarieta' degli altri Stati membri solo quando fa comodo. Infatti mentre il Ministro Maroni dichiara di attenersi alle regole UE, contemporaneamente attua rimpatri di massa verso la Tunisia contro le disposizioni della direttiva rimpatri. Sarkosy e Maroni dimostrano di avere un unico interesse in questa vicenda: le prossime elezioni.

Note: Appello - 17 Aprile 2011: Genova>> Ventimiglia>> Marsiglia.
Treni della dignità. Trains de la dignitè
Campagna Welcome - Per la libertà di circolazione in Europa
La dignità non ha confini. La dignitè n’a pas de frontières
http://www.meltingpot.org/articolo16688.html

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