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Costituzione europea: "E ora subito la ratifica. Per condizionare i paesi in cui gli esiti sono più incerti"

Chi vuole compiere un altro passo avanti nella costruzione dell'Europa politica deve esprimersi senza ambiguità a favore della ratifica. Il trattato costituzionale, sebbene imperfetto, rappresenta il primo tentativo nella storia di estendere alle relazioni tra Stati nazionali le procedure costituzionali che hanno garantito, nell'età moderna, la pacificazione interna e la formazione della società civile.
1 novembre 2004
Guido Montani
Fonte: Europa - 31 ottobre 2004

Con la firma in Campidoglio del Trattato che istituisce una Costituzione europea, si avvia la fase delle ratifiche nazionali. La Costituzione europea incontrerà molti rischi sulla sua strada. I governi nazionali hanno rifiutato la proposta, sostenuta dai federalisti europei, di un referendum europeo, che avrebbe evitato l'interferenza di questioni nazionali. Hanno così aperto la via all'euroscetticismo e a coloro che intendono sfruttare il dibattito costituente per finalità partigiane. I dibattiti nazionali sulla ratifica saranno inevitabilmente confusi e deviati da problemi secondari. Marx sosteneva che gli uomini fanno la storia senza sapere di farla. Il processo costituente europeo è un buon esempio della incapacità della classe politica europea di comprendere il senso della storia di cui è protagonista. La Convenzione europea e, poi, il Consiglio hanno approvato un documento che non è una vera Costituzione, ma non è ormai più un tradizionale trattato internazionale. Si tratta di un vero monumento all'ambiguità politica. Quale trattato prevede istituzioni federali come il Parlamento europeo, una Commissione responsabile di fronte al Parlamento, la moneta europea, la Corte di giustizia, la cittadinanza europea e l'iniziativa legislativa popolare? Ma quale Costituzione federale prevede che eventuali revisioni vengano fatte all'unanimità degli Stati membri? I giuristi discuteranno certamente a lungo sulla natura di questo patto anomalo di rifondazione dell'Unione. Lasciamo questa discussione all'accademia. Chi si è battuto e vuole continuare a battersi per l'unità politica dell'Europa sa che il processo di unificazione avanza grazie al consenso radicato nell'opinione pubblica, nonostante la propensione alla conservazione nazionale diffusa in gran parte della classe politica e dei governi. Basti ricordare che la Convenzione europea, dove erano presenti i partiti europei e le istituzioni dell'Unione, ha subito la volontà di alcuni governi che volevano mantenere il diritto di veto in politica estera, oltre che su altre questioni cruciali, come la fiscalità. Oggi, possiamo constatare facilmente quanto sincera fosse la promessa di Francia e Germania di consentire all'Europa, con la Costituzione, di parlare con una sola voce nel mondo. Nonostante la Costituzione europea preveda la creazione di un Ministro degli Esteri europeo, la Germania, sostenuta dalla Francia, chiede di entrare nel Consiglio di sicurezza dell'ONU. Se la manovra riuscisse, si formerebbe in Europa un direttorio di paesi forti ­ Francia, Gran Bretagna e Germania ­ che, grazie alla loro posizione mondiale, cercherebbero di imporre agli altri paesi europei le grandi direttive di una politica estera comune. Si tratta di un orientamento antieuropeo e gravido di conseguenze nefaste. Perché gli altri paesi dell'Unione dovrebbero accettare l'egemonia di un Direttorio? Non rischia la Germania di risuscitare i sopiti risentimenti antitedeschi in Europa? Infine, perché non proporre che sia l'Unione europea, con il suo Ministro degli Esteri, a rappresentare l'Unione europea nelle Nazioni Unite? Con la Costituzione europea sono in gioco il futuro dell'Europa e il suo ruolo nella politica mondiale. Chi vuole sfruttare la Costituzione per compiere un altro passo avanti, dando all'Unione un vero governo federale, responsabile di fronte al Parlamento ed ai cittadini europei, deve esprimersi senza ambiguità a favore della ratifica della Costituzione europea. I partiti della destra nazionalista sono già mobilitati in molti paesi contro la Costituzione europea. Ciò è comprensibile. Tuttavia, un nazionalismo inconfessato serpeggia anche in alcuni settori della sinistra. La situazione francese è esemplare. Fabius sfrutta le ambiguità della Costituzione per conquistare la leadership nel Partito socialista francese e sfidare la destra alle presidenziali del 2007. E' vero, come sostiene Fabius, che la Costituzione europea presenta delle falle, specialmente per le politiche sociali, per rafforzare le quali sarebbe stato necessario sopprimere il diritto di veto sulle decisioni riguardanti il bilancio comunitario. Tuttavia, questi difetti sopravvivono anche perché i socialisti europei non hanno fatto alcuna seria lotta nella Convenzione per abolire il diritto di veto nelle procedure di bilancio e il governo laburista inglese si è battuto ferocemente per conservare i privilegi fiscali nazionali. In ogni caso, se la Francia dovesse respingere il progetto di Costituzione europea, i souverainistes, di destra e di sinistra, avrebbero partita vinta. Il futuro dell'Unione sarebbe messo in discussione. In una situazione mondiale in cui la coesione dell'Europa è messa a dura prova dalla politica unilateralista degli USA, dal terrorismo internazionale, dalla guerra in Medio Oriente e dalla necessità di dare una risposta certa alle richieste della Turchia, si rischierebbe di avviare un processo involutivo, di disgregazione dell'Unione. Le forze democratiche ed europeistiche devono dunque chiedere ai loro governi, e naturalmente ciò vale anche per l'Italia, che la ratifica della Costituzione europea venga fatta al più presto, entro i primi mesi del 2005, al fine di condizionare l'opinione pubblica nei paesi, come la Francia, in cui gli esiti sono più incerti. La Costituzione europea, sebbene imperfetta, rappresenta il primo tentativo nella storia di estendere alle relazioni tra Stati nazionali le procedure costituzionali che hanno garantito, nell'età moderna, la pacificazione interna e la formazione della società civile. Nell'epoca della globalizzazione, la nascita di una società civile sovranazionale è il segno che la costruzione di una civiltà cosmopolitica è in corso. La Costituzione europea rappresenta il primo passo per rendere possibile il dialogo ­ non lo scontro - tra civiltà e nazioni diverse. Chi si schiera contro la Costituzione europea mostra di non aver compreso le motivazioni profonde di coloro che si battono per la pacificazione della comunità internazionale, primo tra tutti il movimento per la pace. Guido Montani Movimento federalista europeo

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