Kimbau

Dal sito

  • CyberCultura
    Un concetto caro ad Aldo Capitini

    L’intelligenza artificiale può aiutare l’omnicrazia?

    Dalla rivoluzione silenziosa delle videoriunioni alla loro verbalizzazione scritta tramite gli strumenti di trascrizione automatica. Una volta raccolti tutti gli interventi, il gruppo può passare a una fase successiva: costruire una visione condivisa e inclusiva.
    18 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    Albert è ora in un formato di otto pagine

    Il bollettino pacifista

    E' scritto in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza dei dati. Può essere personalizzato e condiviso in rete su scala nazionale ma stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito. E' allegato come file word e PDF a questa pagina web.
    18 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Disarmo

    I chatbot IA scelgono l'escalation nucleare nel 95% delle guerre simulate

    Secondo lo studio, in ogni simulazione di guerra almeno un modello di intelligenza artificiale ha alzato il livello del conflitto minacciando di usare armi nucleari
    18 marzo 2026 - Rossana De Simone
  • Economia
    Un'analisi economica su petrolio, profitti e famiglie

    Chi paga davvero la guerra?

    L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
    16 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Colpita Ali Al Salem, la base kuwaitiana dove Italia e USA condividono i rischi della guerra

    Attacco iraniano ai militari italiani in Kuwait

    La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Lasciaci un messaggio

14 gennaio 2006

Dopo l’incontro con Chiara Castellani a Taranto

Dopo l'incontro con Chiara Castellani del 22 dicembre 2005 all'Istituto Righi di Taranto mi sono potuto fare un’idea su come opera a Kimbau. Mi aspettavo di incontrare una persona diversa? Ecco come l'ho vista io...
Autore: Giuseppe Langella

Chiara è una persona magrolina, non molto alta, ma, come si dice, nella botte piccola c’è il vino buono! Io l’ho incontrata, insieme alla mia classe, ad una conferenza che si è svolta nella mia scuola. Si è presentata con un suo amico, un ex militare dell'Aeronautica che è partito anche lui per il Congo, volontario, dopo esserci stato come sottufficiale ed aver imparato un po’ la lingua del posto.

Indossava quel suo impermeabile beige. Se non l’avessi mai vista in foto non me la sarei mai immaginata così. Mi aspettavo una persona più alta, più grossa.

L’immagine della dottoressa Castellani mi ha subito riportato alla mente mia nonna. Anch’essa è una persona esile, con il suo impermeabile beige simile a quello di Chiara. Non so perché ma ogni volta che al dottoressa parlava mi sembrava di ascoltare mia nonna, sempre gentile con tutti e quando può aiutare qualcuno non se lo chiede due volte, proprio come Chiara.

Alla conferenza ha iniziato a parlare facendo un’autopresentazione di se stessa e di come opera in Africa. Poi ci ha raccontato di come ha conosciuto il suo amico Paolo Moro. Ed, infine, ci ha parlato della mosca tse-tse e delle malattie che porta, come la malaria. In realtà Chiara non me l’aspettavo per niente così, esteticamente. Moralmente sì, mi aspettavo una persona gentile, comprensiva e molto disponibile; e così è stato.

Chiara è una persona magrolina e non molto alta ma, nonostante la sua corporatura, riesce a fare molte più cose che, secondo me, una persona grande e grossa non riuscirebbe a trovare la forza necessaria di compiere. Perché Chiara ci tiene veramente alla sua gente, la forza la trova nell’amore che sente per il suo popolo. Ed è una cosa bellissima. Le hanno offerto numerosi posti di lavoro. Le hanno chiesto di lavorare per l’ONU ma lei non ha accettato, preferiva aiutare di persona i meno fortunati in Congo.

È una donna altruista; io penso che se dovesse dare la sua vita per far vivere meglio i congolesi la darebbe senza ripensamenti.

In più ha avuto la sfortuna di perdere il braccio destro in un incidente stardale. Per questa disavventura non può più compiere le azioni che faceva prima con due braccia ma, al posto di ritirarsi dal volontariato e tornare in Italia dalla sua famiglia per condurre una vita più tranquilla, ha deciso di continuare la sua missione di volontaria e questa è la dimostrazione della sua grande forza di volontà.

Non si ferma davanti a nulla.

Dovremmo essere un po’ tutti come lei, anche se è molto difficile.

Dal sito

  • CyberCultura
    Un concetto caro ad Aldo Capitini

    L’intelligenza artificiale può aiutare l’omnicrazia?

    Dalla rivoluzione silenziosa delle videoriunioni alla loro verbalizzazione scritta tramite gli strumenti di trascrizione automatica. Una volta raccolti tutti gli interventi, il gruppo può passare a una fase successiva: costruire una visione condivisa e inclusiva.
    18 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    Albert è ora in un formato di otto pagine

    Il bollettino pacifista

    E' scritto in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza dei dati. Può essere personalizzato e condiviso in rete su scala nazionale ma stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito. E' allegato come file word e PDF a questa pagina web.
    18 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Disarmo

    I chatbot IA scelgono l'escalation nucleare nel 95% delle guerre simulate

    Secondo lo studio, in ogni simulazione di guerra almeno un modello di intelligenza artificiale ha alzato il livello del conflitto minacciando di usare armi nucleari
    18 marzo 2026 - Rossana De Simone
  • Economia
    Un'analisi economica su petrolio, profitti e famiglie

    Chi paga davvero la guerra?

    L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
    16 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Colpita Ali Al Salem, la base kuwaitiana dove Italia e USA condividono i rischi della guerra

    Attacco iraniano ai militari italiani in Kuwait

    La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)