Il comitato promotore è nato all'Università di El Salvador

El Salvador: nasce la Giornata Internazionale dei Desaparecidos per ricordare le vittime delle dittature militari

In Uruguay gli antropologi forensi dubitano sulle informazioni fornite dai militari al governo
1 settembre 2005
David Lifodi

"Lo stato di El Salvador non concede alle famiglie dei desaparecidos il diritto ad una riparazione morale o materiale": è questa la conclusione a cui è giunta l'Assemblea Generale dell'Università di El Salvador (Ues), che per questo motivo ha lanciato la "Giornata internazionale dei desaparecidos" nel segno della celebrazione di questo giorno a livello mondiale. Alcuni giorni fa la Ues ha organizzato un incontro volto non solo a celebrare i desaparecidos, ma anche e soprattutto a ricordare che lo stato salvadoreño (guidato dal Presidente Antonio Saca, della coalizione di estrema destra Alleanza Repubblica Nazionalista) non ha fornito alcuna indicazione per la ricerca delle persone scomparse e addirittura rifiuta apertamente di commemorarle. Il comitato promotore della giornata di commemorazione è composto da Guadalupe Mejìa (Comité de Familiares de Vìctimas de Violaciones), Alicia Garcìa (Comité de Madres de Detenidos y Desaparecidos) e Marìa Julia Hernàndez (Directora de Tutela Legal del Arzobispado), che hanno denunciato gli intralci posti volontariamente dallo stato salvadoreño in tutte le iniziative promosse dalla Ues a favore delle famiglie dei desaparecidos. Nonostante il clima ostile in cui il comitato è costretto a lavorare, proprio la Ues ha organizzato una serie di appuntamenti allo scopo di ricordare tutte le vittime della desapariciòn, tra cui la presentazione di un documentario e la dedica di un monumento in loro onore. Se in El Salvador è il governo ad opporsi a qualsiasi iniziativa volta a ricordare i desaparecidos, lo stesso non si può dire in Uruguay, dove Tabarè Vasquez, fin dai giorni successivi al suo insediamento, sta facendo tutto il possibile per chiarire le responsabilità e individuare i colpevoli delle torture durante gli anni della dittatura militare. Nonostante questo, familiari e antropologi forensi nutrono molti dubbi sulla veridicità delle informazioni consegnate al governo da parte dei militari. I primi sospetti sull'esercito uruguayano sono stati sollevati da Luis Fontebrider, capo della spedizione degli antropologi forensi argentini che stanno lavorando alla ricerca dei desaparecidos, che ha definito le segnalazioni dei militari come "non corrette". "Sono loro adesso che ci devono delle spiegazioni", ha ribadito Fontebrider, sottolineando di aver realizzato una ricerca minuziosa in tutti i luoghi dove avrebbero dovuto essere i resti di alcuni desaparecidos secondo le indicazioni date dall'Esercito, ma senza trovare niente. Da circa venti giorni gli antropologi argentini e uruguayani stanno conducendo scavi minuziosi nei punti segnalati dai militari, ma finora non sono emersi resti dei desparecidos, e questo ha indotto a pensare ad uno sviamento delle indagini da parte dell'Esercito. "Ci sono contraddizioni", spiega Luisa Cuesta, appartenente alle madri dei desaparecidos, "tra quanto emerso dai lavori effettuati dalla Commissione per la Pace (2000-2004) e le informazioni consegnate al Governo dall'esercito uruguayano". Nel frattempo, nella piazza centrale di Montevideo, i familiari delle vittime della dittatura sono tornati ad esporre le foto dei responsabili delle torture accusati di aver violato i diritti umani sia in Uruguay che in Argentina. D'altra parte, fonti delle agenzia Prensa Latina, affermano che il governo ritiene veritiere le informazioni fornite dai militari.

Note: Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

Articoli correlati

  • Golpe Argentina: l’impunità dell’agrobusiness
    Latina
    A 50 anni dal colpo di stato i titolari delle imprese non hanno mai pagato

    Golpe Argentina: l’impunità dell’agrobusiness

    La complicità con la dittatura, fatta di delazioni, rapimenti e torture nel tentativo di disarticolare la resistenza di operai, piccoli produttori e contadini, è stata evidenziata da un dettagliato reportage di Agencia Tierra Viva
    4 maggio 2026 - David Lifodi
  • Argentina: dalle madres un calcio alla dittatura
    Latina
    Negli stadi del paese club e tifoserie organizzate hanno reso omaggio ai desaparecidos

    Argentina: dalle madres un calcio alla dittatura

    Non si tratta della prima manifestazione di questo tipo per ricordare i cinquanta anni dal golpe del 24 marzo 1976. Spesso le hinchadas sono scese in piazza a fianco di lavoratori e pensionati e contro i carnefici del regime troppo spesso protetti dalle istituzioni
    1 maggio 2026 - David Lifodi
  • Argentina: il golpe di allora e l’autoritarismo di oggi
    Latina
    A 50 anni dal golpe la fanno da padrone repressione e negazionismo

    Argentina: il golpe di allora e l’autoritarismo di oggi

    Dalla riforma del lavoro all’offensiva contro la memoria fino alla progressiva cancellazione dei diritti in nome dell’individualismo più sfrenato Javier Milei ha riportato il paese ad una situazione non dissimile da quella del 24 marzo 1976
    29 marzo 2026 - David Lifodi
  • Messico: le instancabili buscadoras
    Latina
    Amnesty denuncia l’omicidio di 16 donne in cerca dei desaparecidos tra il 2019 e il 2025

    Messico: le instancabili buscadoras

    Eppure, nonostante minacce e intimidazioni, la loro ricerca nelle fosse comuni continua e rappresenta un monito di giustizia per tutto il Paese.
    7 settembre 2025 - David Lifodi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.5.10 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)