Uruguay: annullamento della Ley de Caducidad, forse è la volta buona
Il governo uruguayano, in accordo con la bancada frenteamplista che detiene la maggioranza, presenterà un progetto di legge per l'annullamento della Ley de Caducidad. L'ufficialità sarà data il prossimo 4 settembre, data in cui comincerà la raccolta firme affinché il progetto di legge possa essere sottoposto al Parlamento. Servono 250mila firme entro sei mesi, ma si confida di raccoglierne almeno il doppio.
La storia della Ley de Caducidad è stata abbastanza tormentata fin dal suo inizio, quando fu ratificata dal governo post-dittatura di Julio Sanguinetti nel 1986. Da quel momento ci sono state due consultazioni elettorali. La prima nel 1989, che non riuscì a cancellarla grazie ad una campagna intimidatoria condotta soprattutto dalla casta militare, la seconda nel 2009, ma anche questa non è riuscita ad ottenere la maggioranza per l'annullamento. La Ley de Caducidad ha di fatto permesso finora a tutti coloro che si resero responsabili di violazioni dei diritti umani, sparizioni, persecuzioni anche in paesi vicini nell'ambito dell'Operación Cóndor, di godere di un'amnistia generalizzata che impedisce loro di essere giudicati e processati. Si tratta soprattutto di militari e poliziotti la cui sicurezza però ha cominciato a vacillare quando la Corte Suprema di Giustizia dichiarò incostituzionale la La Ley de Caducidad lo scorso Ottobre 2009, esprimendosi in merito al caso della militante comunista Nibia Sabalsagaray, assassinata nel 1974.
Il dibattito su questa legge così discussa è stato sempre di grande attualità nella società uruguayana, ma è tornato di recente alla ribalta quando Macarena Gelman, nipote del poeta argentino Juan Gelman, si rivolse alla Corte Interamericana dei Diritti Umani chiedendo conto allo stato uruguayano del sequestro e dell'assassinio della madre María Claudia García: anche in questo caso la Ley de Caducidad garantiva l'impunità ai responsabili della sua uccisione. Al progetto sta lavorando anche Felipe Michelini, deputato del Frente Amplio ed il cui padre, Zelmar Michelini, fu assassinato nel 1976 a Buenos Aires proprio nel segno dell'Operación Cóndor. "La Ley de Caducidad", spiega, "è incompatibile con i trattati internazionali, la Costituzione e ostacola le indagini". Alla Coordinadora por la Nulidad de la Ley de Caducidad hanno aderito numerose realtà sociali, dal Comitato Familiares de Detenidos Desaparecidos y de Asesinados, alla Central Única de Trabajadores, dalla Federación de Estudiantes Universitarios del Uruguay ad Amnesty Internacional. Più sfumata la posizione del presidente Mujica e del suo partito Movimiento de Partecipación Popular (Mpp), che fa parte del Frente Amplio. Secondo Mujica (un passato da dirigente tupamaro costretto a passare anni incarcerato durante la dittatura che tra il 1973 e il 1985 governò con il pugno di ferro il paes), e altri rappresentanti del Mpp già due consultazioni hanno decretato che la maggioranza non vuole l'annullamento della Ley de Caducidad e che il voto popolare sta su un gradino superiore rispetto alla democrazia rappresentativa del Parlamento. L'intenzione della Coordinadora è invece proprio quella di portare la proposta di annullamento della legge in Parlamento il prima possibile. Basta la maggioranza semplice del parlamento per cancellare la La Ley de Caducidad sostiene López Goldaracena, avvocato da tempo impegnato sul versante dei dirtti umani e tra i principali promotori della campagna per l'annullamento.
In materia di sparizioni, sequestri e torture risalenti al periodo della dittatura l'Uruguay aveva già cambiato la sua linea politica con l'elezione di Tabaré Vázquez alla presidenza nel 2004, quando per la prima volta nel paese si era affermato il centrosinistra.
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