Latina

Honduras: "La Costituente è già nell'agenda politica nazionale"

Forze golpiste manovrano e cospirano per bloccare il progetto popolare
14 ottobre 2010
Giorgio Trucchi


Carlos H Reyes (Foto G. Trucchi)

La raccolta da parte della Resistenza di più di 1,3 milioni di firme, per esigere l'installazione di un’Assemblea Nazionale Costituente, ha generato un forte movimento di opinione in tutto l’Honduras. Di fronte alla pressione popolare, gli architetti ed esecutori del colpo di Stato che ha defenestrato il presidente Manuel Zelaya preparano un'offensiva per screditare questa legittima aspirazione del popolo organizzato.
 
Secondo Carlos H. Reyes, membro del Comitato esecutivo del Fronte nazionale di resistenza popolare, Fnrp, il poco credibile dialogo proposto da Porfirio Lobo per discutere di una possibile Costituente, non sarebbe altro che una trappola per delegittimare il progetto della Resistenza.
 
Allo stesso modo, lo starebbe utilizzando per proiettarsi a livello internazionale come "agente di cambiamento" nel paese. 
 
Sirel e la Lista Informativa “Nicaragua y más” hanno conversato con Reyes sulla congiuntura che sta vivendo l’Honduras. 
 
- È finita la tappa di raccolta di firme della Dichiarazione Sovrana, che indubbiamente è stata un successo. Qual è il prossimo passo? 
- Il lavoro che ci ha permesso di raccogliere più di 1,3 milioni di firme ha messo il tema della Costituente nell'agenda politica nazionale.  
 
Ci sono varie posizioni a favore o contro questo progetto di rifondazione del paese. Tuttavia, è evidente che i settori golpisti stanno già preparando una strategia per delegittimarlo. 
 
- Porfirio Lobo ha convocato vari settori a un dialogo per parlare della Costituente. Come vede questa decisione del governo? 
- Il Fnrp ha già fissato un'assemblea per il 19 ottobre, dove prenderemo una decisione a una sola voce su questa proposta di Lobo. A livello personale ho analizzato questo tema e mi sembra che dietro alla proposta del regime di fatto si nascondano varie trappole. 
 
- Quali sarebbero queste trappole? 
- Per il Fnrp, accettare questo invito vorrebbe dire permettere al regime di fare un altro passo verso il consolidamento del colpo di Stato e il ritorno dell’Honduras nell'Organizzazione degli stati americani, Osa. 
Hanno inoltre invitato la Resistenza, ma escluso il suo coordinatore nazionale, l'ex presidente Manuel Zelaya, e hanno anche convocato un'infinità di organizzazioni golpiste. L'obiettivo è lasciarci in minoranza. 
 
Non possiamo nemmeno accettare che questa ipotesi di dialogo sia una fotocopia della nefasta esperienza del Piano Arias e del Dialogo Guaymuras. Un dialogo fatto di menzogne e inganni, gestito dai golpisti, che vogliono decidere l'agenda, le regole, i tempi ed il posto. Più che un dialogo sembra un vero e proprio monologo. 
 
- Che altre trappole starebbero preparando? 
- Vogliono dimostrare di essere neutrali, conciliatori, di promuovere l'unità nazionale. Cercano di distanziarsi dai golpisti e dalla Resistenza, presentandoli come i settori estremisti e ideologici.  
Il tentativo di metterci sullo stesso piano dei golpisti e di presentarsi come elemento neutrale, è una manipolazione perversa del regime di fatto. 
 
Non sono nemmeno disposti a riconoscere che in Honduras c’è stato un colpo di Stato e questa è una premessa fondamentale per iniziare qualsiasi dialogo. 
 
- Qual è, allora, il progetto del Fnrp d’ora in poi? 
- Stiamo entrando nella seconda tappa del nostro progetto e ci stiamo preparando per installare un’Assemblea Costituente. Ci siamo già autoconvocati e ora dobbiamo iniziare a definire la metodologia e a fare i primi passi concreti. Stiamo anche continuando a portare avanti il lavoro organizzativo in tutto il paese e non abbiamo mai smesso di mobilitarci, senza pensare a creare partiti politici, né alle prossime elezioni.

Se non ci sarà una vera apertura da parte del regime di fatto continueremo per la nostra strada e costituiremo un contropotere, un potere parallelo. 
 
Non sarebbe nulla di nuovo. Durante tutti questi mesi abbiamo già sviluppato un movimento parallelo e una vera e costante opposizione di fronte alle proposte imposte dal regime. 
 
- Come ha visto la risposta della gente? 
- La gente sta già capendo, sta reagendo e partecipando. È cosciente di ciò sta accadendo e preme per iniziare questo percorso che la condurrà a creare una Costituente indipendente e popolare, convocata da noi stessi.  
 
I golpisti continueranno a reprimere e assassinare e noi dovremo mantenerci uniti, rafforzandoci internamente, rafforzando la nostra struttura, cominciando a far camminare il nostro progetto.

Note: © (Testo e foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua www.itanica.org )

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