Poteva denunciare i carnefici e non l'ha fatto
«I membri della Giunta Militare saranno glorificati dalle generazioni future».
(Monsignor Bonamín, marzo 1981)
«A volte, la repressione fisica è necessaria, è obbligatoria e come tale lecita».
(Monsignor Miguel Medina, aprile 1982).
Con la massima pacatezza e con grande rispetto per coloro che la pensano diversamente, però consentitemi di sentirmi molto lontano da quel clero argentino che giustificò la terribile repressione militare. In Argentina si applicò la picana, uno strumento di tortura elettrico, si picchiavano a sangue i prigionieri, nelle celle venivano violentate le donne. Contro tutto ciò si mobilitarono le madri di Plaza de Majo che rivendicavano il corpo dei loro figli.
Sarei stato felice di un papa che avesse condiviso questo dolore e magari avesse - perché no - subito la persecuzioni per un concreto e pubblico appoggio a chi era sotto tortura o in pericolo di vita.

Del resto nel Vangelo c'è scritto: "Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli" (Matteo 5,10).
Che cosa erano i primi cristiani se non persone che venivano perseguitate per la loro fede e per il loro coraggio?
Cosa erano i primi cristiani se non persone che non scendevano a compromessi con il potere violento e in nome dei loro ideali affrontavano anche il supplizio della croce?
Vedo una distanza abissale fra quella radice cristiana e ciò che è invece stata la gerarchia ecclesiastica argentina, parlo solo di quella che si è resa complice della dittatura argentina. E anche il silenzio è complicità.
Apprezzerò il nuovo papa se chiederà perdono per la sua Chiesa che ha non condannato gli aguzzini con una limpida, netta e coraggiosa denuncia. Perché si è ripetuto in Argentina il terribile silenzio della Chiesa con il nazismo.
In occasione del processo al sacerdote Christian Von Wernich (accusato di aver partecipato ai crimini della dittatura militare), l'allora cardinale Jorge Bergoglio dichiarò che la chiesa cattolica argentina era perseguitata, calunniata e diffamata.
Von Wernich Responsabile nell'ottobre del 2007 fu condannato all'ergastolo per essere stato ricocosciuto responsabile di 7 omicidi, 31 casi di tortura e 42 privazioni di libertà. Von Wernich ha sempre sottolineato di aver agito in nome di Dio. E anche di fronte alla condanna la posizione di Bergoglio non fu quella di chiedere perdono ma di invocare la riconciliazione: "Gli argentini devono sforzarsi per uscire dalla spirale dell’odio e del rancore", disse.
Il che provocò varie reazioni. Era quello il momento invece di chiedere perdono, con coraggio.
Papa Giovanni Paolo II il 31 ottobre 1992 chiese perdono per la persecuzione di Galileo Galilei nel 1633. Il 9 agosto 1993 chiese perdono per il coinvolgimento della Chiesa Cattolica nella tratta degli schiavi africani. Il 12 marzo 2000 chiese perdono per i peccati commessi in ogni epoca dai cattolici che violarono i diritti di gruppi etnici e intere popolazioni.
Sarebbe un fatto rilevante se oggi questo Papa dicesse: abbiamo gravemente sbagliato.
Andrebbe chiesto perdono alla vittime non a distanza di secoli ma a distanza di trent'anni, parlando ai figli e ai nipoti di quelli che sono stati torturati e barbaramente assassinati da dittatori che andavano a messa e si facevano la comunione.
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Papa Francesco I
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