Gli amici e l’accoglienza
Accogliere l’altro significa considerarlo nella sua interezza, complessità, completezza di soggetto pensante di bambina e bambino, donna e uomo e accogliere le particolarità del suo essere e osservarne l’agire. Nell’azione si costruisce l’essenza di ciascuna persona: in quanto l’azione determina e definisce l’essere. Si è ciò che si fa.
Penso alla sfida quotidiana degli insegnanti e della scuola e delle classi di accoglienza che si trasformano in microcosmo interculturale, composto e variopinto di gesti, sguardi, pensieri, parole, colori, interazioni tra persone di diversi luoghi, appartenenze altre, varie usanze e molteplici stili di vita.
Penso al nostro amico Alessandro Marescotti che, come Chiara Castellani, vive una quotidiana missione di dedizione nei confronti degli altri, dell’altro da sé, del genere umano in tutte le sue implicite complessità.
Abbiamo conosciuto Chiara tramite Alessandro.
Alessandro Marescotti mi chiese di andare a conoscerla in un campo/studio nel biellese, su in collina, in un luogo meraviglioso, un paesaggio incantevole. Mi ricordo che in pubblico pronunciai un discorso per lei e come omaggio a Chiara lessi un pensiero tratto da un’esperienza di un altro grande amico, Moni Ovadia.
Tramite Moni incontrai il mitico Don Andrea Gallo e con lui abbiamo organizzato vari incontri pubblici di presentazione dei suoi libri e lo raggiungevamo ogni volta che si trovava nelle vicinanze, durante i suoi innumerevoli tributi all’umanità.
Queste personalità e ancora molte altre permettono a tutti noi di aprire gli occhi su nuove prospettive di vita e pensiero per gli altri, per cui gli altri siamo noi.
E ancora al teatro della cooperativa di Milano, un importante luogo di fermento culturale, diretto dall'attore Renato Sarti, abbiamo conosciuto tanti attivisti di impegno civile e artisti per la pace, tra cui Vittorio Agnoletto e insieme abbiamo costruito subito una forte intesa, un legame di pace, e con Fabrizio Cracolici e Vittorio abbiamo creato un archivio digitale su Genova 2001.
In questi dodici anni di impegno civile con Fabrizio Cracolici abbiamo incontrato e conosciuto moltissime persone e personalità, ma soprattutto amici con cui condividere le gioie dell’incontro e le fatiche dell’attivismo e dell’impegno in varie attività che conducono al bene degli altri, della società, per costruire uniti un futuro migliore: da Alfonso Navarra, storico attivista per la pace e il disarmo nucleare a Alberto L’Abate, il professore della nonviolenza, da Nanni Salio a Luigi Ciotti a Virginio Bettini e ancora Alex Zanotelli e Mimmo Lucano e Giovanni Impastato e Egidia Beretta Arrigoni e ancora altri come il partigiano e deportato Emilio Bacio Capuzzo e tutti i partigiani, insieme alla figlia del comandante Partigiano Giovanni Pesce,Tiziana Pesce e a Claudia e Silvia le figlie dell’anarchico Giuseppe Pinelli. E non ultimo Adelmo Cervi, il figlio di uno dei sette fratelli Cervi barbaramente assassinati nel 1944 a Reggio Emilia dal regime nazifascista. E come non ricordare la ventennale amicizia con Giovanni Sarubbi? Lo storico del dialogo interreligioso. E ancora i musicisti Renato Franchi, epigono di Fabrizio De André e Gianfranco D'Adda, storico batterista di Franco Battiato che suonano e cantano per noi e con noi in tutte le nostre presentazioni in pubblico, con tutta l'Orchestrina del Suonatore Jones. Ricordiamo la nostra cara Tiziana Di Ruscio, vittima di feroce violenza...
E ricordiamo la cara Agnese Ginocchio testimonial di pace con la sua musica di impegno.
Come anche l'amico Paolo Finzi volato in cielo per la sua profonda e travagliata umanità.
E non me ne vogliano coloro che non ho nominato, ma tutti quanti ben presenti nel mio cuore.
Gli amici lontani e vicini sono sempre un’immensa risorsa da coltivare e l’amicizia è un fiore che va custodito e protetto dalle intemperie della competizione e della discordia. Sono innumerevoli i nostri amici e non li elenco tutti, ma ognuno di loro è un fiore che offre amore, accoglienza, conforto nel peregrinare dell’esistenza.
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