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    Giornalista americano colpito a morte in Iraq

    Un giornalista americano freelance è stato trovato morto nella città meridionale irachena di Bassora, ha detto mercoledì l’ambasciata americana
    4 agosto 2005
    Fonte: The Associated Press - New York Yimes

    La polizia ha detto che Steven Vincent è stato colpito più volte dopo che lui e il suo interprete iracheno erano stati rapiti sotto la minaccia delle armi ore prima.

    “ Posso confermarvi che gli ufficiali di Bassora hanno recuperato il corpo del giornalista Steven Vincent, ” ha detto il portavoce dell’ambasciata Pete Mitchell.

    “ L’ambasciata degli Stati Uniti sta lavorando insieme ai funzionari dell’esercito britannico e agli ufficiali locali iracheni di Bassora per trovare il responsabile della morte del giornalista. Le nostre condoglianze vanno alla famiglia. ”

    La polizia irachena di Bassora ha detto che Vincent fu rapito insieme alla sua interprete martedì sera. L' interprete, Nour Weidi, fu seriamente ferita.

    Vincent e l'interprete furono sequestrati martedì pomeriggio da cinque uomini armati in una macchina della polizia mentre lasciavano un negozio di cambio valuta, ha detto il tenente colonnello della polizia Karim al-Zaidi.

    Il corpo di Vincent fu scoperto più tardi sul lato della strada principale a sud di Bassora. E’ stato colpito alla testa e molteplici volte al corpo, ha detto al-Zaidi.

    La polizia ha detto che Vincent, uno scrittore che viveva a New York, si era stabilito a Bassora da molti mesi per lavorare su un libro incentrato sulla storia della città.

    In un fondo d’opinione pubblicata il 31 Luglio nel The New York Times, Vincent scrisse che la polizia di Bassora era stata fortemente infiltrata da membri di gruppi politici sciti, comprendenti quelli fedeli all' imam radicale Muqtada al-Sadr.

    Vincent citò un non identificato tenente della polizia irachena nel dire che certa polizia era dietro molti degli assassini dei membri del precedente partito Baath che era sorto in Bassora.

    “ Mi disse che c’è persino una specie di “macchina della morte” – una Toyota Mark II bianca che avanza lentamente per le strade della città, trasportando ufficiali di polizia corrotti ingaggiati da gruppi di estremisti religiosi, al loro prossimo incarico “ scrisse.

    Vincent criticò anche l’esercito britannico, responsabile della sicurezza a Basra, per aver chiuso un occhio sugli abusi di potere degli estremisti sciti nella città.

    Fu l’autore di “ In the red zone: A Journey Into the Soul of Iraq “ ( Nella zona rossa: un viaggio nell’anima dell’Iraq), un libro recentemente pubblicato che era un resoconto della vita in un Iraq del dopo-Saddam.

    Il sito web di Vincent lo descrive come un giornalista freelance investigativo e critico d’arte il cui lavoro era apparso nei maggiori giornali e riviste inclusi il Wall Street Journal, lo Harper’s e il Christian Science Monitor.

    Secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti di New York, dal 28 giugno, almeno 45 giornalisti e 20 operatori media sono stati uccisi mentre descrivevano la guerra in Iraq dal marzo 2003. Le azioni rivoluzionarie sono responsabili per la maggior parte delle morti

    Note:

    traduzione di Gina Vigliotta per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte e il traduttore

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