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    Vittime civili in guerra

    L'occhio indiscreto del satellite Ikonos

    5 dicembre 2005 - Alessandro Marescotti

    Il Pentagono blocca l'accesso pubblico alle immagini satellitari

    Fonte The Guardian, Londra 17 ottobre 2001 - tratto da Nexus nr.36

    Il Pentagono ha speso milioni di dollari per impedire che il pubblico possa visionare le foto di un satellite civile relative agli effetti dei bombardamenti in Afghanistan. Le immagini, riprese dalla società Space Imaging con Ikonos, un evoluto satellite privato lanciato in orbita nel 1999, sono le migliori disponibili per i civili. La decisione di interrompere l'accesso è stata presa l'11 ottobre, successivamente ai rapporti sulle pesanti perdite fra i civili causate dal bombardamento notturno dei campi di addestramento nei pressi di Darutha, a nord-ovest di Jalalabad. Il Pentagono, invece di invocare i propri poteri legali per esercitare il "controllo di chiusura" sui satelliti civili lanciati dagli USA, ha acquistato l'esclusiva sui diritti di tutte le fotografie di Ikonos relative all'Afghanistan.
    I militari statunitensi non hanno bisogno delle foto a fini interni, poiché dispongono di sette satelliti di rilevazione in orbita. La decisione di utilizzare mezzi commerciali piuttosto che legali per sbarrare l'accesso a queste immagini probabilmente significa che quei poteri legali non potrebbero, e con probabilità non vorrebbero, misurarsi in tribunale contro il Primo Emendamento.
    L'unica fonte alternativa di immagini satellitari è il sistema russo Cosmos: la Russia, tuttavia, non ha ancora deciso se ovviare al vuoto di informazione creato dall'accordo del Pentagono con la Space Imaging.

    Tratto da Nexus New Times edizione italiana nr.36 Gennaio-Febbraio 2002

    www.disinformazione.it

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    Guerra in Afghanistan: l'informazione sotto alta sorveglianza
    Fin dal 7 ottobre 2001, data di inizio dell’operazione “Enduring freedom”, il Pentagono ha tentato di controllare le immagini del conflitto con l’Afghanistan. Un contratto di esclusività concluso tra il Pentagono e l’impresa Space Imaging ha interdetto quest’ultima da “vendere o distribuire qualsiasi immagine scattata dal satellite Ikonos" ai media, che così sono stati privati delle immagini dei bombardamenti americani scattate da uno dei satelliti civili che garantisce la più alta risoluzione possibile delle foto. Allo stesso tempo, una dozzina di media che hanno trasmesso le operazioni militari hanno puntualmente visto il loro lavoro ostacolato dalle forze speciali americane e almeno cinque giornalisti e collaboratori sono stati picchiati o minacciati dai soldati americani o dai loro alleati afghani. Nell’aprile 2002, Ebadullah Ebadi, traduttore e assistente del quotidiano Boston Globe, è stato violentemente picchiato, sotto gli occhi di militari americani, da combattenti afghani ingaggiati dalle forze speciali USA. Il Washington Post ha sottolineato che ”in confronto con le guerre più recenti, come quella del Golfo, il Pentagono ha imposto dei controlli più stretti per l’accesso dei giornalisti alle operazioni militari”. Persino dentro la radio Voice of America sono state imposte
    restrizioni. Nel dicembre 2001, Bob Reilly, direttore di Voice of America, ha imposto ai responsabili di redazione di applicare un testo adottato dal Congresso americano che impediva la diffusione per radio di “interviste a tutti coloro che lavorano per quelle nazioni che sostengono il terrorismo”. I media stranieri non sono stati certo risparmiati. Il 12 novembre 2001, bombardieri americani hanno distrutto, a Kabul, i locali di Al Jazeera , TV del Qatar, provocando danni irrimediabili. Nel febbraio 2002, il Pentagono ha rifiutato di aprire una inchiesta su tale fatto, limitandosi a dire che i locali della televisione erano stati considerati obiettivo militare perché si sospettava che al loro interno fossero rifugiati militanti di Al-Qaida. Nessuna scusa è stata mai presentata alla TV del Qatar, peraltro regolarmente accusata dal Pentagono di mostrare video di Osama bin Laden “incoraggiando così i sentimenti anti americani nel Medio oriente”. Le istallazioni dei media afghani sotto il controllo dei talibani, Radio Shariat e la televisione pubblica – peraltro vietata dai talibani fin dal 1996 - , erano già stati bombardati nell’ottobre del 2001.

    Fonte: http://www.italian.it/isf/home469.htm

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    Supervista sulla Terra

    La scorsa settimana è stato lanciato un satellite destinato a ottenere le immagini terrestri di più alta risoluzione destinate a un utilizzo commerciale. Il lancio è avvenuto dalla base militare di Vandenberg mediante un razzo Delta 2 della Boeing. Il satellite, denominato QuickBird, appartiene alla ditta DigitalGlobe di Longmont, in Colorado. Il satellite dovrebbe iniziare a utilizzare il suo telescopio fra poco più di un mese; in seguito ci sarà una fase di calibrazione, prima che le immagini possano essere vendute. QuickBird, se tutto andrà bene, avrà una risoluzione di 60 centimetri, che permetterà di distinguere le auto ma, certamente, non le persone.
    Al satellite è interessato anche il governo statunitense, che proprio pochi giorni fa ha acquisito i diritti in esclusiva di tutte le immagini dell'Afghanistan riprese da un altro satellite commerciale, Ikonos, della SpaceImaging di Denver. Ovviamente, però, i tempi tecnici per la messa a punto del QuickBird non permettono di concludere un affare di questo tipo.
    Il lancio è l'ultimo di una serie di sforzi da parte di ditte che stanno cercando di appropriarsi degli avanzi del mercato delle immagini della Terra riprese dai satelliti, dominato in questo momento dalle agenzie spaziali governative. Queste immagini vengono utilizzate per molti scopi diversi, dalla pianificazione urbana fino al controllo delle coltivazioni e dell'ambiente alla valutazione dei disastri, naturali e non.

    Da Le Scienze

    Fonte: http://www.kataweb.it/meteo/visualizza_news.jsp?idContent=135233&idCategory=1771

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