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    pubblicità on line

    Cresce, cresce ma non basta

    12 aprile 2007 - Sarah Tobias
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Nel Regno Unito la pubblicità online ha appena superato quella dei quotidiani, raccogliendo nel 2006 più di due miliardi di sterline. Nel mercato generale dell'advertising, la rete si è presa dunque un buon 11,4 per cento, crescendo del 41. La pubblicità sui giornali invece è cresciuta pochissimo e vale il 10,7 per cento. La pubblicità televisiva vale il doppio (21,4%), ma ha perduto più di quattro punti percentuali. Quello inglese è record mondiale, dato che la media mondo è solo del 5,8 %, ma la tendenza a crescere, a spesa degli altri media, è univoca in tutto il mondo. Molta dell'aumento è legato alla disponibilità di connessioni a banda larga, che permettono pubblicità filmate, ma ricchi sono anche gli annunci economici, per esempio di lavoro, e soprattutto i link sponsorizzati dei motori di ricerca, che vanno facendo la fortuna di Yahoo! e soprattutto di Google. I dati provengono dall'Internet Advertising Bureau, e sono il frutto di una ricerca indipendente. Queste cifre pongono un bel problema agli editori di quotidiani; essi infatti sanno che le copie scendono e le pubblicità vanno verso la rete. Si prendano gli ultimi dati del Washington Post, il quotidiano americano che più ha investito nell'internet. L'anno scorso ha perso il 3 per cento dei lettori, il 4 della pubblicità e il 14 degli annunci. Le attività web sono in capo a una società apposita (Wpni, Washingtonpost.Newsweek Interactive) che raggruppa anche il settimanale Newsweek e la storica rivista di rete, Slate, avendo fatto la scelta coraggiosa di offrire tutti i contenuti gratuitamente. Sono 65 i giornalisti del Wash Post online, contro i 625 della carta. La speranza è che lì la pubblicità cresca, sostituendo quella di carta. Ma quando l'online sarà abbastanza significativa? L'editore confessa di non saperlo, ma dice che la strada è quella.

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