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L'amarezza di p. Alex Zanotelli e dei cittadini invisibili

"Sono stato tradito". Queste le amare parole che abbiamo sentito questa mattina da Padre Alex Zanotelli
Giacomo Alessandroni7 giugno 2006 - Giacomo Alessandroni

Acqua di pozzo "Sono stato tradito". Queste le amare parole che abbiamo sentito questa mattina da Padre Alex Zanotelli.
I fatti di ieri sembrerebbero incredibili, ma purtroppo veri.

Ore 9,00 dal sindaco di Modica, Piero Torchi. Incontro estremamente positivo, "la città di Modica a disposizione per un evento importante dedicato all’informazione dei cittadini della Provincia di Ragusa relativamente al significato della privatizzazione del servizio Idrico Integrato". Una giornata importante alla presenza degli altri sindaci e delle associazioni tutte.

Ore 11,00 incontro con i ragazzi del liceo scientifico. Anche lì si è parlato di acqua. Senza petrolio si può vivere, senza acqua no. Le guerre dell’acqua.

Ore 13,30 conferenza stampa sul lancio del nodo Lilliput a Ragusa ed in particolare la lotta contro la privatizzazione dell’acqua.

Ore 15,00 un incontro con le associazione della città di Modica organizzato dal Direttore della Caritas. Andava tutto benissimo. Ma in questo frangente arriva una comunicazione. "Alle ore 16,00 è convocata l’assemblea dei sindaci per la nomina della commissione per l’aggiudicazione della gara".
La mattina non ne avevamo sentito parlare.

Sembra impossibile a tutti, ma vero. Due delle città più rappresentative in millesimi sono commissariate. I cittadini delle città di Ragusa e Vittoria devono eleggere il loro sindaco tra sei giorni esatti.
Tutti i presenti si decide di andare, con l’obiettivo di volerci confrontare sull’importante argomento e o per arrivare quantomeno a posticipare la discussione a dopo le elezioni.

La Società civile alla presenza di Alex Zanotelli incontra il Presidente della Provincia , i sindaci e i delegati dai sindaci. Viene chiesto con forza il rinvio cercando un confronto sulle diverse posizioni.
Il Presidente della Provincia ci comunica, che essendo anche lui un uomo di chiesa "sulle ideologie e le premesse è assolutamente d’accordo con noi", ma che deve rispettare "i cittadini perché non può fare perdere i cospicui finanziamenti".

La domanda è: di quali cittadini si parla?. Quali dei sindaci, presenti ed assenti (che addirittura delegano su questo importante argomento) hanno mai convocato le rispettive cittadinanze solo per sapere cosa loro ne pensassero rispetto al tema?. Quale sindaco ha perso un po’ del proprio prezioso tempo per spiegare cosa significa affidamento della gestione ad un soggetto privato, ad una società mista o in house?. Nessuno.

Fatto questo estremamente grave. Non stiamo discutendo di rimettere a nuovo una facciata di un palazzo. Stiamo discutendo di un bene che ci appartiene, fondamentale, un diritto dell’umanità e quindi nostro. Stiamo discutendo di acqua.
Eppure ci siamo sentiti dire che non eravamo rappresentativi della cittadinanza.
Ed allora chi era rappresentativo?.

Soprattutto abbiamo notato che molti dei soggetti istituzionali presenti erano convinti di interloquire con persone che “lanciavano slogan”. Purtroppo, teniamo a sottolineare che molti dei presenti conoscevano molto bene l’argomento, anche rispetto agli aspetti procedurali, seguendo a livello nazionale la questione, partecipando a forum nazionali ed internazionali.

Il fatto grave si è consumato la sera stessa.

I sindaci hanno votato. Si è proceduto come se nulla fosse accaduto. Cittadini invisibili senza nome, volto e capacità critica. Siamo stati offesi, ma non certamente stupiti dalla poca, pochissima lungimiranza politica. Sarebbe bastato posticipare la conferenza, per dimostrare non magari una forma di democrazia partecipata, ma solo un "vi teniamo in considerazione, anche poco, ma vi teniamo in considerazione".

Partiti presenti: solo due, il Partito della Rifondazione comunista con il segretario provinciale e la Margherita da una consigliera provinciale.

E gli altri partiti? Naturalmente neanche loro ne sapevano niente. Naturalmente, oltre ad essere offesi, siamo amareggiati anche di più di quanto lo possa essere Padre Alex Zanotelli, perché a questo si aggiunge la nostra mortificazione, francamente ci aspettavamo qualcosa di più.
Relativamente agli uomini ed alle donne che si riferiscono alla spiritualità ecclesiale, vi alleghiamo una splendida lettera scritta da un vero e grande uomo di Chiesa, L’Arcivescovo della Diocesi di Messina, che così giudica "chi ha intenzione di fare profitto su tale bene comune e diritto dell’umanità".



I CITTADINI INVISIBILI
della Provincia di Ragusa

Lettera dell'Arcivescovo di Messina G. Marra

L’aria e l’acqua sono in assoluto i due beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili.
E’ appurato che laddove è stata realizzata la privatizzazione dell’acqua, oltre ad essere aumentati vertiginosamente i costi per i singoli cittadini (creando non “guadagno” ma “arricchimento” per pochi privati a discapito di tutti), si è trasformato questo bene - diritto fondamentale - in merce, generando così un’ingiustizia senza precedenti e soprattutto un attacco alla sacralità della vita e alla dignità stessa dell’uomo.
L’acqua appartiene a tutti, e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito” profitto, pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.

L’acqua, come l’aria, è un bene comune: sono d’accordo con quanti chiedono che non venga privatizzata e non diventi merce di speculazione e di profitto.

Messina 11.02.2006
Giovanni Marra, Arcivescovo di Messina.


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