Il suicidio di Israele e dell’Occidente
Sono inorridito per il genocidio del popolo palestinese, perpetrato dal governo d’Israele sia a Gaza, come in Cisgiordania. Basta leggere il documento della relatrice speciale dell’Onu, Francesca Albanese, dal titolo “Da economia di occupazione a economia di genocidio” per rendersene conto. È ora di incominciare con coraggio a usare questa parola che ci fa paura: genocidio. Ma sono altrettanto inorridito per la totale indifferenza dell’Occidente che si proclama cristiano, ma a piene mani sostiene Israele che sta massacrando il popolo palestinese. Oltre ai continui attacchi alla popolazione inerme che cerca di trovare del cibo per sfamarsi (vengono uccisi così, mentre stanno in fila anelando a una ciotola di riso in un orrore senza fine), i soldati hanno addirittura colpito la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, che ospita ben cinquecento sfollati palestinesi, causando tre morti e undici feriti, dei quali quattro molto gravi. Tra questi feriti c’è anche il parroco della chiesa colpita Padre Gabriele Romanelli, al quale Papa Francesco ogni giorno telefonava per avere notizie da Gaza.
Stiamo assistendo impassibili e muti al suicidio di Israele e al suicidio dell’Occidente. Trovo incredibile che un popolo, come quello ebraico, che ha sofferto la Shoah (un orribile genocidio), possa ora ripetere lo stesso annientamento (Nakba) contro un altro popolo.
Possiamo solo chiederci se siamo rimasti umani o siamo diventati bestie, anzi, peggio, perché le bestie non commettono questi orrori e questo scempio, ma uccidono le loro prede solo per istinto e per fame. E trovo altrettanto incredibile che l’Occidente che continua a proclamarsi cristiano rimanga non solo indifferente, ma complice di questo genocidio. E qui sta il suicidio dell’Occidente perché questa tragedia di Gaza rivela la disumanizzazione di noi, che ci proclamiamo parte del mondo “civile” e invece dimostriamo di aver perso quel minimo di umanità che davanti all’orrore pone un freno, una barriera, un confine. Quando la sofferenza dell’altro non ci tocca più, vuole dire che non siamo più umani, nè tantomeno cristiani.
E tutto questo non è da oggi! Dieci anni fa tutte le chiese della Palestina (compreso il cardinale Pizzaballa) e anche i movimenti nonviolenti palestinesi ci inviarono un importante documento, Kairos Palestina, nel quale, dopo un’impietosa analisi del sistema di apartheid imposto al popolo palestinese, chiedevano alla chiesa d’Occidente di lanciare con forza il BDS (Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni) contro Israele. Era stato usato con successo contro il Sudafrica dell’apartheid e può essere efficace anche contro il sistema d’apartheid di Israele.
Ma purtroppo le chiese d’Occidente e la società civile d’ Europa non hanno mosso un dito! È chiaro che il BDS può essere efficace solo se diventa un movimento popolare, come lo era stato contro il Sudafrica.
Il BDS è uno strumento nonviolento molto importante, ecco perché lo abbiamo rilanciato con forza in Italia. Dobbiamo costruire ovunque comitati capaci di organizzare il BDS contro Israele.
Francesca Albanese chiede anche azioni legali contro i dirigenti di multinazionali che sostengono e armano le forze armate di Israele contro il popolo palestinese, come l’italiana Leonardo. Anche questa è una strada da percorrere. Dobbiamo esser grati al lavoro di informazione di Francesca Albanese e sosteniamo anche la campagna per il conferimento del premio Nobel a questa coraggiosa donna di pace. Sarebbe uno smacco a Israele e agli Usa.
In un momento così tragico della storia umana, dobbiamo tentare tutte le strade possibili per salvare non solo il popolo palestinese, ma anche il popolo israeliano insieme alle nostre addormentate coscienze occidentali.
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