Morti 75 migranti
Nel mare davanti alla Libia si è consumata l’ennesima strage di migranti. Ne dà notizia dalla Libia l’Oim, l’Organizzazione per le migrazioni delle Nazioni unite, secondo cui mercoledì scorso una barca con una novantina di persone a bordo ha fatto naufragio al largo di Zuwara, Libia occidentale, provocando «almeno 75 vittime». L’Oim dice di avere raccolto le testimonianze di alcuni dei 15 sopravvissuti, recuperati da alcuni pescatori libici e sbarcati proprio a Zuwara.
«Questo è il costo dell’inazione», dice Safa Msehli dell’Oim che ricorda come da inizio anno «almeno 1300 uomini, donne, bambini sono annegati nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale». Un numero enorme, ben più alto di quello registrato in tutto il 2020 quando erano stati 978. D’altronde, quest’anno le partenze di migranti da Libia e Tunisia sono state ben più alte dell’anno scorso mentre il dispositivo di controllo e di soccorso in mare, da anni ormai «arretrato» quasi sotto le coste dei Paesi europei del Mediterraneo, non è sufficiente a prevenire tragedie simili. Appena il giorno prima di questa ennesima tragedia, la nave Geo Barents di Medici senza frontiere in quello stesso mare aveva effettuato il suo terzo salvataggio di migranti in 24 ore, portando a bordo 99 vivi e dieci cadaveri di persone morte asfissiate sul fondo della barca. Tutti sono stati sbarcati ieri a Messina.
Le partenze da Libia e Tunisia, nonostante i continui e spesso brutali interventi delle Guardie costiere di quei due Paesi, non si sono fermate nemmeno in giornate in cui il mare era molto mosso. La Guardia costiera italiana nele ultime ore è intervenuta per salvare diverse centinaia di migranti: il più imponente intervento è avvenuto la notte scorsa una settantina di miglia a Sud Est di Pozzallo, nel mare Jonio in area Sar italiana, dove nave Dattilo, con l’intervento di alcune motovedette arrivate da Sicilia e Calabria, ha preso a bordo circa 350 migranti, tra loro 40 minori, che erano su un peschereccio in difficoltà per le cattive condizioni del mare e perché sovraffollato. Per ore, l’imbarcazione era stata «sorvegliata» da almeno quattro navi mercantili e, dall’alto, da un aereo della Guardia costiera e da uno di Frontex. Un altro intervento è avvenuto a sud di Lampedusa; in questo caso le persone salvate sono 70 e, dice la Guardia costiera, «non risultano dispersi». Potrebbero essere quegli stessi migranti per cui Alarm Phone già ieri aveva chiesto a Malta e Italia di intervenire. Oppure le circa 75 persone per le quali l’Ong Sea Watch aveva chiesto aiuto già giovedì scorso, quando il loro aereo da ricognizione Seabird le aveva avvistate su un barcone, una settantina di miglia a Sud di Lampedusa e che l’aereo ha ri-avvistato oggi, stavolta a una trentina di miglia dall’isola delle Pelagie.
Proprio la Ong tedesca, con la sua nave Sea Watch 4, stamattina ha effettuato il salvataggio di 73 persone; questo porta a 193 il numero di migranti soccorsi negli ultimi giorni dalla nave umanitaria che ha già chiesto per loro un porto di sbarco.
Nel Sud della Sardegna sono arrivate o stanno per arrivare cinque barchini con un totale di 66 persone, quasi certamente migranti provenienti dall’Algeria.
https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2021/11/msg00003.html
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