Naufragio di Pylos
Cento bambini
Cento bambini che sono la colpa di tutti gli adulti del mondo, la sporca coscienza dei politici che si perdono dietro frasi tipo “aiutiamoli a casa loro”, ben sapendo che non esiste alcuna volontà di farlo.
17 giugno 2023
Massimo Castellana (Genitori Tarantini)
L’anima nera dell’uomo ha colpito ancora con la ferocia del diavolo.
Stipati come pesci appena pescati, 750 tra uomini, donne e bambini hanno affrontato il Mediterraneo su una carretta del mare dalle fattezze del traghetto di Caronte. Hanno affrontato il Mediterraneo e hanno perso, come già centinaia di volte, vittime del commercio della vita.
Tra i 4000 e i 6000 dollari (o euro o maledizioni) è costata la loro ultima avventura, quella speranza di felicità inghiottita dall’ingordigia insopportabile di gente di malaffare, di adulti senza scrupoli, di attività illecite il cui fine ultimo è già studiato a tavolino, prima ancora di partire: abbandonare al loro destino esseri umani, senza voltarsi indietro.
I bambini costretti nella stiva, come sardine, come pesci di nessun valore, come vittime sacrificali già stabilite. Senza pietà.
Finiti nel punto più profondo di quel mare che hanno visto salendo sulla barca e forse hanno rivisto mentre annegavano, chi con una bambola di pezza stretta al petto, chi con una palla da baseball consunta nella tasca del pantaloncino rattoppato alla meglio, chi con un pezzo di pane indurito dal tempo e ammorbidito dal sudore di piccole mani. Lontani da padri e madri. Lontani dal perdono di un qualsiasi dio sterminatore. Lontani dalla loro terra. Lontani da tutto, adesso, anche dalle lacrime di circostanza e dalla rabbia repressa.
Cento bambini che hanno tentato di respirare e ad ogni tentativo morivano un po’ di più; cento bambini con gli occhi chiusi, che hanno tentato di aprirli e hanno trovato il buio liquido e salato che bruciava quanto il terrore che li ha colti all’improvviso.
Cento bambini che sono la colpa di tutti gli adulti del mondo, la sporca coscienza dei politici che si perdono dietro frasi tipo “aiutiamoli a casa loro”, ben sapendo che non esiste alcuna volontà di farlo.
Cento bambini che erano solo bambini, pieni di speranze e custodi di una sola colpa: essersi fidati degli adulti. E questa è una colpa che si paga con la vita. Sempre più spesso. Sempre di più.
Così, la nostra percezione del mare è cambiata, in questi anni. Non è più la stupenda visione che si para davanti ai nostri occhi, d’estate; non è più lo spettacolo incredibile, durante le nostre immersioni. E’ il mare che inghiotte la vita. Condannato senza averne colpa alla nostra maledizione.
Tra qualche giorno, i resti irriconoscibili di uno di quei cento bambini verranno ritrovati su una spiaggia. Sarà ancora una volta la fotografia dell’anno, l’istantanea della nostra inutilità, della crudeltà umana, del brutto mondo che ci siamo impegnati a creare.
Attaccheremo quella fotografia nell’album della nostra vita e gireremo pagina immediatamente. Come sempre, ormai.
Note: Link Naufragio di Pylos: forse 600 morti. Cento bambini in stiva https://www.cittanuova.it/naufragio-pylos-forse-600-morti-cento-bambini-stiva/ "Nella stiva del peschereccio affondato c'erano cento bambini" https://www.agi.it/estero/news/2023-06-15/migranti-naufragio-grecia-bambini-stiva-21840421/#
Parole chiave:
migranti
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