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    La guerra inizia da qui

    La militarizzazione della Svezia

    Ogni anno l'industria bellica globale uccide, direttamente o
    indirettamente, milioni di persone distruggendo intere comunità e
    l'ambiente.
    Contrariamente all'immagine comune sia all'interno che all'estero, la
    Svezia gioca un ruolo fondamentale nell'industria militare. E' il
    maggiore esportatore mondiale di armi pro capite, partecipa alla guerra
    della Nato in Afghanistan e dispone, all'interno dei suoi confini, della
    più grande area per le esercitazioni militari.
    27 gennaio 2012 - Cattis Laska
    Fonte: War Resisters' International - 15 luglio 2011

    stridsvagn_small La Svezia è in una guerra che è stata dichiarata in nostro nome anche se
    noi non lo abbiamo mai chiesto. E' una guerra dichiarata per difendere
    un ordine mondiale ingiusto dove una piccola elite globale mantiene il
    suo potere economico e politico.
    Sebbene la Svezia non sia un membro ufficiale della Nato, molti soldati
    svedesi svolgono le loro attività sotto la bandiera della Nato. La
    Svezia ha inoltre un'ambasciata presso il quartier generale della Nato a
    Bruxelles.
    Lo scorso inverno (2011), i documenti di Wikileaks dell'ambasciata USA
    in Svezia dimostrano come la cosiddetta politica di neutralità sia una
    menzogna e che gli addetti dell'ambasciata USA in Svezia siano a
    conoscenza che tale paese ha un ruolo attivo nella Nato.

    Nel febbraio-marzo del 2011, Ofog (network antimilitare svedese) ha
    effettuato un tour nazionale per parlare di guerra, militarizzazione e
    del modo in cui la Svezia è coinvolta nella guerre in corso nel mondo.
    Il focus è stato sull'area per le esercitazioni militari NEAT a
    Norrbotten, che è utilizzata tra gli altri, dalla Nato e dagli USA per
    sganciare bombe su obbiettivi prestabiliti. Durante il tour, abbiamo
    chiesto alle persone come vedevano la militarizzazione in atto intorno a
    loro ed è stato subito chiaro come la politica di guerra della Svezia
    fosse un tema poco dibattuto. Questo mentre è in corso una massiccia
    militarizzazione del paese in molte regioni e a diversi livelli. Stiamo
    parlando di un aumento delle aree per le esercitazioni, di campagne
    pubblicitarie delle forze armate e dell'influenza sempre più crescente
    che i militari hanno nella nostra società.

    NEAT è la più grande ma non l'unica area per le esercitazioni militari
    in Svezia. Sia a Gothenburg che nella regione del lago Vattern, le forze
    armate hanno fatto richiesta di effettuare esercitazioni militari più
    estese. Nella regione del lago, vogliono passare dagli attuali 20 giorni
    di esercitazioni all'anno ad 80 per condurre attività aeree e di tiro
    che includono i JAS 39 Gripen. A Gothenburg, le Forze Armate sono
    autorizzate a sparare 1.3 milioni di proiettili in 115 giorni l'anno
    rispetto ai precedenti 100,000 proiettili in 25 giorni all'anno.

    Un altro aspetto della militarizzazione in atto è la trasformazione
    delle forze armate svedesi da semplice forze di difesa in un vero e
    proprio esercito professionale e forza di attacco. La scorsa estate
    (2010), la leva militare obbligatoria è stata abolita. Conseguentemente,
    le forze armate hanno intrapreso una campagna pubblicitaria (che vale
    all'incirca 2.5 milioni di euro) per reclutare nuovi soldati. La
    campagna è stata basata sull'idea che ogni problema mondiale (sia
    immaginario che reale, inondazioni, disastri naturali e violazioni dei
    confini della Svezia) debba essere risolto con le armi. Secondo tale
    campagna, le persone che non erano d'accordo con questa idea non erano
    degne di essere ascoltate, non avevano cioè quello che serve per avere
    un'opinione. Quando l'esercito non poteva più contare sulla leva
    obbligatoria per nuovi soldati, ha dovuto promuovere il militarismo.
    Molti dei giovani che abbiamo incontrato nel tour avevano ricevuto una
    lettera che li incoraggiava a consultare il sito web dell'esercito per
    verificare se potevano essere dei buoni soldati. La professione del
    soldato viene presentata quindi come un buon impiego nel quale bisogna
    essere abbastanza svegli, veloci e forti. L'esercito viene promosso come
    l'unico mezzo per fare qualcosa, l'alternativa è non fare nulla. La
    ristrutturazione delle forze armate significa che altre parti della
    società sono coinvolte e trascinate in questa militarizzazione. I centri
    per l'impiego sono adesso parte di questa macchina da guerra con la
    funzione di allocare posti di lavoro nel settore militare.

    Ma noi non accettiamo di essere parte della guerra e del militarismo.
    Non accettiamo che la Svezia sia in guerra e che le armi che uccidono
    persone nei movimenti di resistenza, contestatori e combattenti per la
    libertà vengano prodotte in tutto il territorio della Svezia. Non
    accettiamo che i velivoli senza pilota che sganciano bombe in
    Afghanistan e Pakistan vengano testati a Norrbotten e che i soldati che
    fanno parte dell'esercito di occupazione della Nato provengano da questa
    nazione. Il fatto che la guerra inizia qui significa che abbiamo
    l'opportunità e il dovere di fermarla. Possiamo identificare i luoghi
    dove inizia la guerra, possiamo interferire con i preparativi e le
    esercitazioni; è qui ed adesso che possiamo costruire un mondo giusto e
    sostenibile invece che aiutare chi lo distrugge.

    Tradotto da Giuseppe Figliè.
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