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"Resisti Istanbul", città globale a rischio

Ekumenopolis, un documentario turco del 2011, descrive bene quanto sta accadendo nelle città dell'economia globale. Nel pomeriggio di sabato intanto la polizia ha caricato la folla radunata a piazza Taksim e al parco Gezi, usando idranti e lacrimogeni.
16 giugno 2013 - Lidia Giannotti


Istanbul, tra Europa ed Asia. Solidarietà degli abitanti che attraversano il ponte sullo stretto dei Dardanelli

Le proteste sono nate due settimane fa, da gruppi di cittadini che non accettano lo sradicamento di migliaia di alberi nel parco Gezi per fare posto a un centro commerciale e a una moschea. Si sono uniti alla protesta molti giovani e molte donne, ma anche anziani e alcuni uomini delle istituzioni, migliaia di persone accorse nel parco Gezi e nella vicina piazza Taksim unite nella protesta contro il Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan. Ci sono state quasi subito cariche della polizia. Dall’inizio delle manifestazioni sono morte almeno tre persone e oramai i feriti sono migliaia. Sono stati arrestati avvocati che esprimevano il loro dissenso, in questi ultimi giorni, e medici che prestavano soccorso ai manifestanti. Prima che scadesse un ultimatum, nel pomeriggio di sabato la polizia ha caricato e disperso la folla. 

EKUMENOPOLIS (documentario del 2011)

EKUMENOPOLIS

La protesta a Istanbul viene da lontano. Lo si può capire guardando un documentario del 2011, del regista turco Imre Azem. Qui se ne può vedere la prima parte, o una presentazione di pochi minuti, a cura del giornale inglese "The Guardian": http://www.guardian.co.uk/world/video/2013/jun/13/ekumenopolis-istanbul-protests-video

Vogliamo una vita umana” e "tutti o nessuno" dicono i cittadini sgomberati dalle loro povere case per fare posto a progetti che ignorano la loro stessa esistenza e le difficoltà in cui si trova tanta parte della popolazione. Altri cartelli e slogan ripresi nel filmato mostrano una mobilitazione già matura, uno scontro consapevole in atto con le istituzioni. Istanbul viene invitata a resistere perché nessuno sia abbandonato a sé stesso. Quello che si sta verificando lo spiegano molto bene gli architetti intervistati nel documentario, la prevalenza di interessi finanziari rispetto al valore delle persone e la disattenzione verso la natura e l'importanza, per le comunità urbane e per la salute, degli spazi e dei polmoni verdi, in un meccanismo che fa sì che le nostre città possano arrivare ad ucciderci. Si continuano così a costruire differenze e barriere sociali sempre più alte, come le mura e il filo spinato delle case dei ricchi. A Istanbul l'impresa di costruzione Toki è diventata di fatto padrona della città.

 

I FATTI DI SABATO 15 GIUGNO

Piazza Taksim, 15 giugno 2013

Il potere qualche volta sorprende per la sua cecità. Ormai lontano dalla vita e dalle passioni della gente comune, non si accorge che è impossibile segnare il destino di una comunità imponendole un futuro che le è estraneo. Quando si riesce a farlo - con la repressione o con l’inganno – comunque  quella comunità tutta intera pagherà un prezzo molto alto. Le cronache e le immagini anche di quest’ultima giornata sono state ampiamente riprese e diffuse dai media europei e dalla rete, anche se il governo multerà pesantemente le piccole emittenti televisive che hanno trasmesso  in queste settimane da piazza Taksim.

 

L'APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL

http://www.amnesty.it/turchia_violenze_polizia_manifestanti

 

 

BREVE RASSEGNA STAMPA

TURCHIA. SGOMBRATA PIAZZA TAKSIM  (corriere.it, 15 giugno 2013)

   “La Turchia è in fiamme dopo che la polizia ha deciso di sgomberare dai manifestanti Gezi Park, dove dal 28 di maggio si protesta contro il progetto di ristrutturazione di piazza Taksim. L’attacco è arrivato all’improvviso, di sabato pomeriggio, quando nel parco c’erano anche famiglie con bambini. Gli agenti si sono infilati le maschere antigas e hanno cominciato ad urlare nei megafoni di abbandonare l’area immediatamente. Gli idranti hanno prima ripulito piazza Taksim gettando nel panico la folla che ha cominciato a fuggire all’impazzata rifugiandosi nel parco o nelle vie adiacenti. Alcuni gridavano: «Taksim è ovunque, Taksim è per sempre»”… (continua a leggere...) http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_15/gezi-park-turchia-aggiornamenti_d30a9144-d5a1-11e2-becd-8fd8278f5bec.shtml)


GOVERNO: A TAKSIM COME TERRORISTI (tgcom 24, 16 giugno 2013)

   “Secondo Hurriyet online, dopo lo sgombero di questa sera , il ministro turco per gli Affari europei  Egemen Bagis ha lanciato un avvertimento ai manifestanti di Istanbul:  chiunque entri su Piazza Taksim durante la notte sarà "trattato dalla polizia come un terrorista” … (continua a leggere...)  http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1100741/governo-a-taksim- come-terroristi.shtml

 

Piazza Taksim 14 giugno 2013 (foto Il Fatto Quotidiano)

 

 LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULLA PIAZZA DI ISTANBUL (Il Fatto Quotidiano, 15 giugno 2013) Roberta Zunini

  "Dopo le prime note di Imagine, la signora Guler, madre di Ezgi, una bellissima studentessa appena laureata in Pedagogia all’Univesità di Istanbul, inizia a piangere in silenzio. Le lacrime bagnano la mascherina bianca ancora sulla bocca. Poi, quando Davide Martello suona l’ultima strofa della canzone pacifista più famosa del mondo, tre poliziotti rimasti incantati dall’apparizione del musicista italo-tedesco nel bel mezzo di piazza Taksim sotto assedio, mettono a terra i fucili caricati con pallottole di gomma"...  (continua a leggere...) http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/15/leggenda-del-pianista-sulla-piazza-di-istanbul/627044/

 

TURKISH PROTEST HIGLIGHT AKP’S POWER STRUGGLE BETWEEN GUL AND ERDOGAN                   (@ International Business Times, 12 June 2013)

  “While Turkey holds its breath while fresh clashes erupt in Taksim Square, a subtler struggle for power is taking place in the Cankaya Palace, the official residence of the Turkish presidency. There, a silent but increasingly powerful figure within the ranks of the Justice and Development Party (AKP) is gradually opposing the prime minister’s obstinate one-man rule”… (continua a leggere...)  http://manupergolizzi.wordpress.com/

  L’articolo analizza le tensioni tra il presidente Abdullah Gül e il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan e lo scenario che si prospetta. Come membri del nucleo che ha fondato l'AKP nei primi anni 2000, Erdoğan e Gül sono partner politici di lunga data", ma anche se ideologicamente vicini, sono molto diversi. Nato e cresciuto nel quartiere povero di Kasımpaşa a Istanbul, Erdogan è sempre stato definito dal pubblico turco come "bizden biri" ["uno di noi"]…. Ma il presidente ha chiaramente dimostrato che non può stare a guardare di fronte a questo escalation di violenza … Gul si è confrontato con personalità politiche come il vice primo ministro Bulent Arinc e il politico curdo Sirri Sureya Onder, quest’ultimo ferito durante gli scontri. Arinc, in una dichiarazione sorprendente, si era scusato per la brutalità della polizia. “In Turchia, i pensieri e le credenze di tutti siano rispettati", ha detto il Presidente Gül un'ora dopo la partenza del primo ministro per un viaggio ufficiale in Africa del Nord. "Viviamo in una società aperta e dobbiamo essere rispettosi delle idee diverse".

Note: Segui la diretta da gezi park su http://www.capul.tv/

L’impresa di costruzione TOKI e le olimpiadi del 2020
http://www.giornalistidelmediterraneo.eu/news/131026/OLIMPIADI__ISTANBUL__BIG_ECONOMIA_PRONTI_A_INVESTIRE_SU_GIOCHI_____.html

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