Il messaggio pacifista di Rodari alle Olimpiadi Milano-Cortina
I versi di "Promemoria" di Gianni Rodari, recitati da Ghali nella cerimonia inaugurale, trasformano lo stadio olimpico in un manifesto globale contro la guerra.
Promemoria di Gianni Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
Con queste parole, semplici e dirette come solo Gianni Rodari sapeva scrivere, si è chiuso uno dei momenti più significativi della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Il cantante Ghali ha recitato la poesia "Promemoria" in tre lingue – italiano, francese e inglese – davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo, accompagnato da una coreografia potente: un cast di giovani under 20 che, da una montagna umana fatta di corpi che si sostengono e si abbracciano, si trasforma in una colomba, simbolo universale di pace.
La forza della semplicità
Rodari (1920-1980) aveva il dono di parlare ai bambini con un linguaggio apparentemente semplice, ma carico di significati radicali. "Promemoria" è una poesia costruita come un elenco di gesti quotidiani: lavarsi, studiare, giocare, dormire, sognare. Attività normali, necessarie, che scandiscono le nostre giornate.
Ma poi arriva il verso finale, quello che colloca la guerra in una categoria a sé: non è qualcosa da evitare "preferibilmente", è qualcosa da rifiutare categoricamente, sempre, ovunque. La guerra viene equiparata al rifiuto delle funzioni vitali di base – come se rinunciare alla pace fosse grave quanto rifiutarsi di dormire o mangiare.
I giovani e la responsabilità generazionale
La scelta di affidare la coreografia a un cast interamente under 20 non è casuale. Rodari si rivolgeva ai bambini e agli adulti contemporaneamente, riconoscendo nei giovani degli agenti etici capaci di compiere scelte fondamentali.
La montagna umana che diventa colomba rappresenta visivamente ciò che la poesia esprime a parole: la pace non è uno stato passivo, ma un impegno attivo, quotidiano, collettivo. È una costruzione che richiede il sostegno reciproco, l'abbraccio, la collaborazione.
Lo spirito olimpico come pratica di pace
Le Olimpiadi, nate nell'antica Grecia con la tregua olimpica che sospendeva le guerre, tornano alle loro radici pacifiste grazie a questa scelta coraggiosa degli organizzatori. La piattaforma olimpica amplifica il messaggio anti-guerra a un pubblico globale, ricordando che la pace non è un'astrazione ma un impegno quotidiano condiviso.
In un momento storico, scegliere di aprire i Giochi con un appello così netto contro la guerra è un gesto politico nel senso più nobile del termine: è prendersi cura della comunità umana nella sua interezza.
Un "Promemoria" per tutti noi
Il titolo stesso della poesia – "Promemoria" – ci dice che si tratta di un promemoria, un'annotazione che serve a non dimenticare. La poesia funziona come un dispositivo mnemonico morale, qualcosa che dobbiamo tenere sempre presente mentre viviamo le nostre vite quotidiane.
Rodari ci ricorda che ogni giorno facciamo scelte etiche, anche nelle azioni più semplici. E tra tutte queste scelte, ce n'è una che non ammette eccezioni, compromessi o giustificazioni: il rifiuto della guerra.
In questo senso, la cerimonia olimpica non è stata solo uno spettacolo, ma un atto pedagogico collettivo. Ha trasformato la poesia in uno strumento di impegno civico, proprio come Rodari fece per tutta la sua vita.
PeaceLink sostiene ogni iniziativa che promuova la cultura della pace e il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. L'arte, la poesia e lo sport possono essere potenti alleati nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico.
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