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Per l’Ucraina, appello urgente

6 maggio 2014 - Laura Tussi

Per l'Ucraina, appello urgente

Per l’Ucraina, appello urgente

Oleg Yazinsky - foto Walker Vizcarra

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Una lettera urgente al mio paese, da firmare, condividere e diffondere.

Per firmare clicca su questo link

Da un giorno all’altro il mio paese, l’Ucraina, è diventato un pianeta per me sconosciuto. Subito percepisco che l’unica cosa che capisco è la lingua e poi, facendo un po’ più di attenzione, mi rendo conto che non capisco neanche quella, perché dietro le parole non ci sono più le stesse cose di prima, che ingenuamente ho creduto che sarebbero durate per sempre.

Oltre al governo e ai poteri che stanno dietro il Potere, l’Ucraina è cambiata perché è cambiata la sua gente. Se il mio affetto per i miei amici e i miei familiari è lo stesso di sempre, adesso non so più come esprimerlo. Prima potevamo scherzare insieme sulle nostre diverse idee politiche. Oggi sono sicuro che non posso più riunire i miei amici più cari intorno a un tavolo. Non avrei mai immaginato di sentirli dire le cose che dicono oggi.

Che cosa ci è successo?

Guardando il mio paese da lontano, lo vedo lacerato dai grandi predoni imperialisti nella loro eterna lotta per il controllo geopolitico. Mi duole vedere l’Ucraina trasformata in teatro di guerra tra il decadente e superbo impero USA/UE e la cinica e calcolatrice prepotenza dell’altrettanto superba Russia capitalista.

So anche che il potere reale in Ucraina, che ci parla tanto di legittimità e indipendenza, continua ad essere nelle mani di gruppi oligarchici sempre alleati di qualche potenza straniera.

La pressione militare ed economica russa sull’Ucraina non ha giustificazioni, come non ne ha il credito del FMI, che sarà il colpo di grazia all’agonizzante indipendenza nazionale. Dell’indipendenza rimarranno solo l’inno nazionale e le bandierine con i colori giusti.

Nel conflitto in Ucraina c’è sempre stata una mano invisibile che porta allo scontro una parte del popolo contro l’altra, per distogliere l’attenzione e le energie dai veri responsabili della tragedia che stiamo vivendo. Spargendo morte ci coinvolgono emotivamente e controllando la nostra indignazione ci spingono nella direzione che vogliono loro. Il passo successivo è una guerra civile dove il popolo, come sempre, avrà i suoi morti, mentre i responsabili, come sempre, saranno ricompensati con nuove cariche politiche e avranno come bottino un paese saccheggiato.

Forse, mentre i morti di domani che ancora respirano e sorridono ironicamente guardando questo scritto “ingenuo e ignorante sulla realtà ucraina”… forse ci rimane ancora tempo per fare qualcosa. Nonostante i cattivi presagi e gli sforzi della stampa ufficiale per distorcere i fatti, forse possiamo ancora riuscire a fare qualcosa insieme.

Prima ancora di essere ucraini, russi, australiani, di sinistra, di destra, cristiani, musulmani, atei, uomini, donne, siamo esseri umani. Quindi non giustificheremo in nessun caso il “diritto di uccidere” né i vergognosi festeggiamenti della morte.

A che cosa sono serviti tre o quattro millenni di civiltà umana se nell’oscura preistoria di questi giorni vogliamo distruggere fisicamente l’altro solo perché pensa o sente cose diverse dalle nostre?

Il destino dell’Ucraina dev’essere deciso dal popolo e non dai governi delle potenze straniere. Il potere e i partiti politici prima, durante e dopo il governo di Yanukovich continuano a dimostrare una totale impotenza e miopia. Oltre ad accettare l’ingerenza delle potenze straniere, l’attuale governo ucraino non ha fatto altro che ridistribuire il potere tra i vecchi e i nuovi gruppi economici, senza cambiare minimamente l’essenza del sistema.

Per poter parlare di patria o di indipendenza, i presupposti essenziali sono: una reale sovranità popolare, un governo democraticamente eletto e il controllo nazionale sulle principali ricchezze del paese. Le bandiere, gli inni e le parole sono secondari.

Crediamo profondamente alla saggezza popolare, a cui ci appelliamo: solo da essa potranno nascere le vere risposte, non dall’alto.

La ribellione popolare contro il governo di Víctor Yanukovich era contro la menzogna, la corruzione e il cinismo generalizzato del potere, controllato dai gruppi oligarchici. Tutta la mia ammirazione va ai cittadini che sono scesi in piazza pacificamente. Penso che la gente che si è ribellata nelle regioni sudorientali lo ha fatto per le stesse motivazioni e anche perché non si è sentita rappresentata dal nuovo governo di Kiev.

In entrambe le fazioni della società, profondamente divisa, ci sono gruppi armati che lottano per l’imposizione della propria visione al resto del paese con la violenza. Alcuni gruppi armati di entrambe le fazioni hanno commesso dei delitti. Entrambe le fazioni sono manipolate politicamente e militarmente dagli imperialismi dominanti, che perseguono interessi molto lontani da quelli del popolo ucraino. Ma in entrambe le fazioni del popolo diviso c’è una maggioranza di gente buona e onesta, che ama il proprio paese e vuole sinceramente difendere ciò che ritiene giusto.

E questa gente, che è il vero popolo ucraino, può risvegliarsi, unirsi e arrestare l’incubo fratricida che la sovrasta.

Un breve e semplice “No alla guerra!” forse non serve a niente, ma non c’è cosa più coerente, urgente e importante che si possa dire oggi.

Oleg Yasinsky

Maggio 2014

@OlegYasinsky

Per firmare clicca su questo link. Se vuoi contattarci per unirti a questa campagna, scrivici a WeAreAllUkraineNoToWar@gmail.com

L’indirizzo è in inglese perché è una campagna internazionale, ma puoi scriverci anche in spagnolo. Molte grazie!!

Nota del redattore:  Oleg Yasinsky è un giornalista ucraino che vive da 20 anni in Cile.

Traduzione dallo spagnolo di Valerio Marinai

Note:

da PRESSENZA - International Press Agency:
http://www.pressenza.com/it/2014/05/per-ucraina-appello-urgente/

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