Dopo questi orribili fatti il governo Tambroni si dimise

La strage di Reggio Emilia

Partigiani e operai assassinati nella strage del 7 luglio 1960: fu un cortocircuito tra la società civile e antifascista e le istituzioni
Laura Tussi6 luglio 2020

I morti di Reggio Emilia

Dopo questi orribili fatti il governo Tambroni si dimise

 

La strage di Reggio Emilia

di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani, i cosiddetti morti di Reggio Emilia, Lauro Farioli (operaio), Ovidio Franchi (operaio), Emilio Reverberi (operaio, partigiano nella 144ª Brigata Garibaldi, era commissario politico nel distaccamento "G. Amendola"), Marino Serri (pastore, partigiano della 76ª SAP) e Afro Tondelli (operaio, partigiano della 76ª SAP), furono uccisi dalle forze dell'ordine.

La strage del 7 luglio 1960 fu un cortocircuito tra la società civile e antifascista e le istituzioni.

Ricordiamo che nello stesso anno tutte le prove relative alle stragi nazifasciste furono secretate e rinchiuse nel famigerato "Armadio della vergogna".

La convenienza politica (governo Tambroni alleato con il Movimento Sociale Italiano) ha permesso che l’MSI fosse legittimato nello strutturare un grande congresso a Genova, Città medaglia d'Oro della Resistenza, dove, al contrario, si voleva ridare vitalità al fascismo.

Questo creò tensioni e una grande mobilitazione popolare.

Per ordine del Presidente del Consiglio, Fernando Tambroni "aprire il fuoco" in "situazioni di emergenza", provocò undici morti e centinaia di feriti.

Dopo questi orribili fatti il governo Tambroni si dimise.

 

 

Fausto Amodei narra in questa storia musicata e canzone i fatti di Reggio Emilia

 

Compagno cittadino, fratello partigiano

Teniamoci per mano in questi giorni tristi:

Di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in Sicilia

Son morti dei dei compagni per colpa dei fascisti

Di nuovo, come un tempo, sopra l'Italia intera

Urla il vento e soffia la bufera

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi

Per quelli che son stanchi o sono ancora incerti

Lauro Farioli è morto per riparare al torto

Di chi si è già scordato di Duccio Galimberti

Son morti sui vent'anni, per il nostro domani:

Son morti come vecchi partigiani

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli

Ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti

Compagni, sia ben chiaro che questo sangue amaro

Versato a Reggio Emilia, è sangue di noi tutti

Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi

Come fu quello dei fratelli Cervi

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso

È sempre quello stesso che fu con noi in montagna

Ed il nemico attuale è sempre e ancora eguale

A quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale è la canzone che abbiamo da cantare:

Scarpe rotte eppur bisogna andare

Compagno Afro Tondelli, compagno Ovidio Franchi

E voi, Marino Serri, Reverberi e Farioli

Dovremo tutti quanti aver, d'ora in avanti

Voialtri al nostro fianco, per non sentirci soli

Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa

Fuori a cantar con noi Bandiera rossa

Fuori a cantar con noi Bandiera rossa!

 

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