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Da una donna, italiana "con il cuore". Una riflessione.

"Ma cosa c'entri col 25 aprile?"

Se non ci fosse stato il 25 aprile, io non sarei qui ora, non avrei potuto avere l’accoglienza che mi è stata data e godere di questa libertà e democrazia di cui beneficiamo tutti, anche tu che mi poni tale domanda!
24 aprile 2021
Gulala Salih (Donna curda cittadina italiana. Attivista per la pace e i diritti delle donne e dei bambini)

25 APRILE SEMPRE In questi giorni, nell'avvicinarsi delle celebrazioni del 25 aprile, mi ha colpito una frase o meglio una domanda che mi è stata rivolta. A tale domanda inizialmente ho fatto fatica a rispondere, forse perché non me l'aspettavo o perché non aveva senso o forse perché mi sono sentita offesa ed esclusa:

"Ma tu cosa c'entri con il 25 aprile?"

La risposta poi è arrivata velocemente e spontaneamente:

Ma cosa dici? Il 25 aprile è anche mio, io sono Italiana, non perché ho la cittadinanza, non sono italiana di sangue, ma sono italiana con il cuore, nell'anima, sono italiana perché condivido i valori ed i principi di questo Paese e di chi si è sacrificato perché ci potesse essere un 25 aprile, immolando la vita per tutti noi e per i nostri figli.

Bandiera del Kurdistan Da donna curda, mi sento orfana, orfana di libertà e di pace da parte della mia patria natia, ho vissuto in prima persona la dittatura, la paura e la negazione della libertà personale e per tutto questo sono particolarmente legata a questa celebrazione.

Se non ci fosse stato il 25 aprile, io non sarei qui ora, non avrei potuto avere l’accoglienza che mi è stata data e godere di questa libertà e democrazia di cui beneficiamo tutti, anche tu che mi poni tale domanda! Tutti noi e le future generazioni dobbiamo percorrere e seguire il cammino della resistenza partigiana, le sue conquiste e i suoi ideali di libertà e giustizia!

Ancora una riflessione da un'amica di lunga data, Gulala che conobbi 15 anni fa, compagna di viaggio assieme alla delegazione dei "Sindaci per la pace" nel Kurdistan iracheno.

Donna forte e coraggiosa, e italiana a tutti gli effetti. Italiana "non di sangue" ma con il cuore e nell'anima. E che proprio per il suo passato nei teatri di guerra è in grado ancor più di comprendere e valorizzare il significato della nostra lotta per la liberazione.

Roberto Del Bianco

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