L’antimilitarismo tra i secoli
Motivo centrale delle proteste antimilitariste è l’uso repressivo dei militari durante gli scioperi e gli eccidi dei lavoratori
L’antimilitarismo è stato l' idea forte delle classi subalterne.
Molto diffuso in Francia soprattutto a inizio del Novecento. Un antimilitarismo soprattutto spontaneo che aveva radici nel ruolo che all’esercito era stato assegnato dopo l’unità d'Italia e nei segni che seminava tra le masse popolari e contadine.
L'esercito era strumento per garantire la difesa dell’ordine politico e sociale costituito, con la durezza del manu militari, quando anche le menti più illuminate del tempo, seppur minoritarie, chiedevano riforme e ancora riforme soprattutto per la risoluzione della questione sociale. Un esercito visto e vissuto come il volto repressivo dello stato che aveva sfidato con violenza inaudita la rivolta del brigantaggio, che chiedeva i figli per la leva, che aveva represso senza pietà i moti del gennaio 1869 soprattutto in Toscana ed Emilia contro la tassa sul macinato voluta da Quintino Sella, che duramente aveva represso le proteste popolari, i movimenti siciliani, i moti in Lunigiana, che prendeva a cannonate la folla che chiedeva il pane con Bava Beccaris a Milano che provocò una ritorsione con oltre 100 morti nel 1898. Lungo è elenco degli eccidi contro le manifestazioni popolari, ancora nel Novecento e la denuncia dell’uso antiproletario degli eserciti in Italia risale a Garibaldi e ai primi anni post unitari.
Giorgio Rochat nella sua breve storia dell’esercito italiano parla di tre filoni fondamentali dell’antimilitarismo: l’antimilitarismo patriottico della sinistra democratica con garibaldini, mazziniani, repubblicani, democratici e anche liberali angosciati dall’aumento delle spese militari; l’antimilitarismo istintivo delle masse popolari; l’antimilitarismo del movimento operaio. Tra i suoi temi: le spese militari, l’autoritarismo nelle caserme, l’impiego delle truppe per reprimere le manifestazioni popolari. Le spese militari nel 1906 erano in continuo incremento e la prima deliberazione specifica contro di esse risale al congresso convocato a Milano nel 1891 dove esponenti di tutte le correnti dai socialisti agli anarchici ai radicali e repubblicani individuano nel militarismo lo strumento per la difesa e conservazione delle classi e delle istituzioni più privilegiate e l’ostacolo principale e cinico al libero e logico svolgimento dell’umano progresso.
Molto più modesto fu l’antimilitarismo non violento di ispirazione cristiana, che rimase circoscritto. All’inizio del Novecento si formarono numerosi circoli giovanili socialisti con composizioni decisamente antimilitariste. Al congresso di Firenze del 1903 il movimento si organizza in federazione nazionale e sono promossi in tutti Italia comizi e manifestazioni contro il militarismo fratricida.
Motivo centrale delle proteste e della propaganda antimilitarista è l’uso repressivo dei militari durante gli scioperi e gli eccidi dei lavoratori.
Per lungo tempo il controllo di scioperi, manifestazioni e cortei operai e popolari è stato compito dell’esercito, dei reparti di fanteria e cavalleria.
Nel 1906 i socialisti presentano un progetto di legge, mai approvato, per regolare l’uso delle armi da parte della forza pubblica e nel 1904 si tiene il congresso internazionale degli antimilitaristi ad Amsterdam dove si confrontano in particolare le tendenze antimilitariste, evangeliche, anarchiche, tolstojane.
Alla fine del 1905 varie manifestazioni antimilitariste hanno luogo anche a Torino e in altri centri d’Italia.
Approfondimenti sul pacifismo:
- Pallotti V., Cinquant’anni di pace in Europa: eventi e immagini, a cura del centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale, Bologna
- Pallotti V., Perché? Guerra, corsa agli armamenti. Catalogo della mostra del manifesto contro... per una cultura di pace e nonviolenza, Bologna
- Pallotti V., Camminare per la pace. Marce e cammini per la pace e la nonviolenza, Comune di Casalecchio di Reno - Casa per la pace “la filanda”, Bologna 2009
Approfondimenti:
- Elorza, Documenti e discorsi del militare ingenuo, San Sebastian
- Erasmo da Rotterdam, Contro la guerra, a cura di F.Gaeta, L’Aquila
- Trattato sulla tolleranza, a cura di Palmiro Togliatti, Editori Riuniti Roma
Bibliografia ragionata:
- , Bandiere di pace, Chimienti, Taranto
- Aron, Pace e guerra tra le nazioni, tr.it. Comunità, Milano
- Balducci E., Vinceremo noi pacifisti. Fosse anche tra mille anni, in L'Unità, 6 Marzo 1991
- Bartels, L'Europa dei movimenti per la pace, in Giano n. 4/1990
- Battistelli, Sociologia e guerra. Il problema della guerra nelle origini del pensiero sociologico, Archivio Disarmo, Roma
- Bello Don Tonino, Alfabeto della vita, Paoline, Milano 2009
- Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, Il Mulino, Bologna
- Collotti, G. Di Febo, (a cura di), Contro la guerra. La cultura della pace in Europa (1789-1939), Dossier Storia, Giunti, Firenze
- Rochat G., L'Antimilitarismo oggi in Italia, Claudiana, Torino
- Taylor, English History 1914-45. Oxford University Press
Riflessioni sulla contemporaneità:
- Pugliese F., Abbasso la guerra. Persone e movimenti per la pace dall'800 a oggi, Grafiche futura, Mattarello - Trento
- Pugliese F., I giorni dell'arcobaleno. Diario- cronologia del movimento per la pace, prefazione di Alex Zanotelli, Futura, Trento
- Pugliese F., Per Eirene. Percorsi bibliografici su pace e guerra, diritti umani, economia sociale, Forum Trentino per la pace e i diritti umani, Trento
- Pugliese F., Carovane per Sarajevo. Promemoria sulle guerre contro i civili, la dissoluzione della ex Jugoslavia, i pacifisti, l'ONU (1990-1999), Prefazione di Lidia Menapace, Introduzione di Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Laura Tussi
- Manifesti raccontano...Le molte vie per chiudere con la guerra,a cura di Vittorio Pallotti e Francesco Pugliese, Recensione di Laura Tussi, Prefazione di Peter Van Den Dungen, coordinatore generale della Rete Internazionale dei Musei per la Pace e Joyce Apsel, Università di New York
- Strada G., Ma l'abolizione della guerra non è un'utopia di sinistra, in La Repubblica, 2006
Analisi storiche:
- Rochat G., L'antimilitarismo oggi in Italia, Claudiana, Torino
- Rochat G., La tradizione antimilitarista del movimento operaio italiano, in La critica sociologica, 1976
- Rochat G., Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1943, Einaudi, Torino
Analisi:
- Branson, M. Haienemann, L'Inghilterra degli anni Trenta, Laterza Bari
- Ceadel, Pacifismi in Britain, Oxford University Press
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