Corteo pacifista contro la guerra fino alla base militare di Amendola

Partenza
La base e il simbolo
L'arrivo è stato all'aeroporto militare di Amendola. Non un caso. Da lì partono i cacciabombardieri F35. Lì in quella base i piloti israeliani hanno partecipato e incontri di cooperazione militare.

E proprio lì, davanti al filo spinato, è arrivato il corteo.

Ieri Foggia si era trasformata nel cuore pulsante del movimento pacifista nazionale con un convegno. Poi oggi la lunga marcia per la pace.

Il messaggio finale: «Torniamo a casa cambiati»
Al termine del corteo, i partecipanti hanno affidato a poche parole il senso di questi due giorni:
«Oggi torniamo a casa con la polvere sulle scarpe e un cuore più deciso. La fatica del camminare si trasforma. È un desiderio più forte di pace».
Ai decisori politici la marcia ha consegnato richieste precise:
-
revocare l'accordo UE–Israele;

-
riutilizzare le risorse del riarmo per sanità, scuola e clima;

-
fare chiarezza sulle basi militari usate in conflitti internazionali.
L'ultimo striscione prima di sciogliersi diceva: «La pace è un lavoro quotidiano».
Ogni anno si torna a camminare da Emmaus. Per ricordare che la guerra non è un destino. È una scelta. Esattamente come la pace.
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Altre informazioni su
“La pace è un dovere, non un lusso”: tanti in marcia da Emmaus ad Amendola contro guerre e riarmo
https://www.immediato.net/2026/05/10/la-pace-e-un-dovere-non-un-lusso-tanti-in-marcia-da-emmaus-ad-amendola-contro-guerre-e-riarmo/
Allegati
Foto marcia per la pace 2026 Emmaus Amendola
Marinella Marescotti162 Kb - Formato jpeg
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