Alla presenza del pubblico

A Taranto comincia il processo ILVA

Sono nell’aula Alessandrini, aula grigia e disadorna, la più grande del tribunale di via Marche ma non sufficientemente ampia per contenere i magistrati, gli imputati. C’è una fila per la costituzione di altre parti civili, e ormai abbiamo superato il numero indicativo di mille. Siamo così tanti che le connessioni wireless arrancano.
17 maggio 2016

Inizia processo all'ILVA con la presenza del pubblico: aula Aslessandrini, Tribunale di Taranto, 17 maggio 2016

Scrivo questi appunti mentre leggono il lunghissimo elenco delle parti civili e durante le fasi tecniche dell’avvio del processo ILVA a Taranto.

Sono nell’aula Alessandrini, aula grigia e disadorna, la più grande del tribunale di via Marche ma non sufficientemente ampia per contenere i magistrati, gli imputati.

C’è una fila per la costituzione di altre parti civili, e ormai abbiamo superato il numero indicativo di mille. Siamo così tanti che le connessioni wireless arrancano.

E’ arrivato anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che si è seduto in prima fila, assieme ai magistrati. In aula, in piedi, Franco Sebastio, ex Procuratore Capo. Presenzia il nuovo procuratore capo Caro Maria Capristo.

Con me l’immancabile avvocato Sergio Torsella, che mi ha accompagnato in tutti questi anni, nella buona e nella cattiva sorte.

Questo processo è una grande speranza per Taranto perché per la prima volta a rispondere dell’inquinamento non saranno solo gli uomini dell’Ilva accusati di vari reati, ma anche vari politici.

I politici sotto processo

Vendola - SEL

Florido - PD

Stefano - sindaco di Taranto sostenuto da Vendola

Fratoianni - SEL

Pentassuglia - PD

Conserva - PD

La speranza è che venga processata la “malapolitica” di coloro che potavano fare e non hanno fatto. In realtà la responsabilità di vari politici sono anche morali, per aver intrattenuto rapporti vistosamente amichevoli e collaborativi con chi oggi è accusato di reati gravissimi.

Poco fa è venuta Mediaset e mi ha intervistato. "Come va l'inquinamento?", mi hanno chiesto. Ho messo in evidenza come Taranto un tempo fosse al primo posto in Puglia per la speranza di vita, mentre oggi è ultima. Piero Mottolese

E  ho evidenziato che ILVA perde due milioni e mezzo di euro al giorno. Per cui non vi è più un tentativo di bilanciamento fra la salute e l'economia. Siamo in perdita su entrambi i fronti.

In un'altra intervista resa alle TV ho presentato Piero Mottolese, il mio compagno di lotte, l'ex operaio Ilva che trovò il pecorino contaminato dalla diossina. Lo vedete qui nella foto a sinistra.

Il pecorino che trovò nel febbraio 2008 fu analizzato nel laboratorio INCA di Lecce specializzato nell'analisi delle diossine. I dati li portammo in Procura. Risultavano superati abbondantemente i limiti di legge, fissati dalle norme europee.

Dopo di che furono ordinati controlli in varie masserie attorno all'ILVA. I dati confermavano la gravità delle analisi che PeaceLink aveva portato in Procura.

Il pastore che aveva consegnato a Piero il pecorino avvelenato morirà per un tumore al cervello. Si alimentava con il formaggio delle sue pecore.



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