Processo Ilva

La requisitoria oggi ha toccato gli investimenti ambientali dichiarati dall'azienda

Le accuse del pm Buccoliero all'ILVA

“Ci sono opere che vengono dichiarate nel 2005 quando invece gli ordini sono del 2007”, ha detto. E il magistrato parla di soldi che i Riva, attraverso loro rappresentanti e consulenti, dichiarano di aver speso, “mentre in realtà non li hanno mai spesi”, e di ordini che vanno avanti per 14 anni.
8 febbraio 2021

Processo ILVA a Taranto

(AGI) - Taranto, 8 feb. - “Ci sono opere che vengono dichiarate nel 2005 quando invece gli ordini sono del 2007”, casi in cui “prima si collauda e poi si fanno gli ordini, si collaudava un impianto prima che lo stesso venisse ultimato”, soldi che i Riva, attraverso loro rappresentanti e consulenti, dichiarano di aver speso, “mentre in realtà non li hanno mai spesi”, ha rimarcato oggi il pm Buccoliero. “Anche il recuperatore di calore all’agglomerato è stato spacciato come intervento ambientale, mentre serve solo all’efficientamento di energia” ha rilevato il pm. “Ci sono interventi ancora in corso dopo il sequestro che si sarebbero completati forse nel 2016”, “interventi dichiarati prima dell’arrivo dei progetti e dei materiali”, ha dichiarato il pm, che ha evidenziato le diverse e significative sfasature temporali tra quanto dichiarato dall’azienda nel processo in Assise e la realtà riscontrata di fatto.
Ci sono anche ordini che vanno avanti per 14 anni, ha osservato il pm Buccoliero, il quale ha poi contestato la tesi aziendale che ha attribuito finalità di tutela ambientale all’installazione delle macchine bivalenti per una spesa di 25 milioni di euro, quando queste macchine, ha sostenuto il magistrato, servono solo a prendere le materie prime dal parco minerali, mentre per la riduzione dello spolverio sono altri gli interventi da farsi.(AGI)

Note: AGI 08/02/2021 14:59

Articoli correlati

  • Ilva, Taranto vuole liberarsi dalla madre velenosa
    Ecologia
    Reportage

    Ilva, Taranto vuole liberarsi dalla madre velenosa

    Si è appena concluso il maxi-processo Ambiente Svenduto, di tale rilevanza storica che prima o poi verrà riconosciuta al pari dei maxi-processi palermitani contro la mafia. Incontro così una Taranto ferita, aqquartierata tra i suoi due mari, fra la polvere color ruggine del rione Tamburi.
    Gad Lerner
  • Dai veleni dell'Ilva al puzzo dell'inchiesta di Potenza
    Laboratorio di scrittura
    Occorre appoggiare questa inchiesta e farne una bandiera di onestà e di trasparenza

    Dai veleni dell'Ilva al puzzo dell'inchiesta di Potenza

    Che l'Ilva inquinasse lo si sapeva. Ma qui si arriva a un livello di manipolazione delle istituzioni inusitato. Un sistema di potere occulto - con manovre bipartisan - ha tentato di fermare a Taranto l'intransigenza della magistratura prima dall'esterno e poi dall'interno.
    15 giugno 2021 - Alessandro Marescotti
  • Ma i soldi del recovery Plan non potrebbero risarcire Taranto dandole un futuro pulito?
    Ecologia
    Ilva, a Taranto pure lo Stato si è liquefatto

    Ma i soldi del recovery Plan non potrebbero risarcire Taranto dandole un futuro pulito?

    Dopo la sentenza di primo grado che ha condannato i Riva per disastro ambientale e disposto la confisca degli impianti, ed ecco emergere un’impressionante continuità di pratiche illegali finalizzate ad ammorbidire l’azione della magistratura.
    11 giugno 2021 - Gad Lerner
  • Inquinavano e credevano in Dio
    Ecologia
    Il fervido cattolicesimo dei Riva

    Inquinavano e credevano in Dio

    E' crollato definitivamente il sistema di potere che veniva benedetto e celebrato a Pasqua e Natale in fabbrica, con generose donazioni dai Riva all'ex arcivescovo di Taranto monsignor Benigno Papa.
    11 giugno 2021 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)