Processo Ilva

La difesa ha rammentato che il gruppo Riva ha speso un miliardo di euro per investimenti ambientali

Ilva: processo su disastro ambientale al rush finale

La tesi forte dell’accusa è che Ilva solo sulla carta ha messo gli investimenti necessari a ridurre l’inquinamento dell’acciaieria, mentre nella realtà o non è stato fatto nulla oppure alcuni interventi sono stati dilazionati di molti anni nonostante vi fosse l’urgenza di intervenire.
9 aprile 2021
AGI (Agenzia Giornalistica Italia)

Il PM accusa l'ILVA: "Gestione devastante per l'ambiente e la salute" Ilva: processo su disastro ambientale al rush finale 

Pubblicato: 09/04/2021 15:44 


(AGI) - Taranto, 9 apr. - Si avvia al rush finale, prima della camera di consiglio della Corte d’Assise, il processo in corso a Taranto denominato Ambiente Svenduto, relativo alla gestione dell’Ilva da parte del gruppo industriale Riva. Gli imputati sono 44 persone fisiche e 3 società, e i principali reati riguardano l’associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, l’avvelenamento di sostanze alimentari, l’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. Nella prossima settimana e lunedí 19 aprile, salvo piccoli spostamenti temporali a causa del protrarsi delle arringhe calendarizzate prima, sono concentrati gli interventi  dei difensori dei principali imputati: Fabio Riva, ex proprietario ed ex amministratore della società, suo fratello Nicola, anch’egli con i ruoli di ex proprietario ed ex amministratore, Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento di Taranto, Girolamo Archinà, addetto alle relazioni istituzionali dell’acciaieria. Fabio Riva, Capogrosso e Archinà sono gli imputati per i quali la pubblica accusa (4 i pm del processo) ha chiesto lo scorso 13 febbraio, al termine di diversi giorni di requisitoria, le condanne maggiori: 28 anni di reclusione per ciascuno. Venti anni sono stati invece chiesti per Nicola Riva la cui difesa prenderà la parola il 19 aprile. Dopo gli avvocati dei maggiori imputati, il 15 e il 19 aprile sono in calendario le arringhe dei legali delle 3 società coinvolte nel processo per la legge sulla responsabilità amministrativa delle imprese. (AGI) 
TA1/LIL

Ilva: processo su disastro ambientale al rush finale (2) 

Pubblicato: 09/04/2021 15:44 

(AGI) - Taranto, 9 apr. - Si tratta di Partecipazioni Industriali in amministrazione straordinaria, già Riva Fire, di Ilva in amministrazione straordinaria (attuale proprietaria di tutti gli impianti e degli stabilimenti ceduti in fitto ad ArcelorMittal, che non è toccata da questo processo) e di Riva Forni Elettrici. Quest’ultima è incolpata anche come responsabile civile. Nel calendario stilato dalla Corte d’Assise (presidente Stefania D’Errico, giudice a latere Fulvia Misserini), è previsto, salvo modifiche, che i giorni 20, 21 e 26 aprile siano dedicati alle repliche. Dopodichè, la Corte si riunirà in camera di consiglio per la sentenza attesa prima dell’estate. Il verdetto dovrebbe essere pronunciato non nella sede della Corte D’Assise, nel rione Paolo VI, dove attualmente stanno parlando gli avvocati, ma nell’aula magna della scuola sottufficiali della Marina Militare, nella frazione di San Vito, a Taranto, dove a febbraio si é svolta anche tutta la parte della requisitoria dei pm. Hanno intanto già parlato, nelle precedenti udienze, gli avvocati delle parti civili e di quasi tutti gli imputati, tra i quelli rientrano l’ex governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’ex sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, l’ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, l’ex presidente del cda Ilva, Bruno Ferrante, l’ex direttore di stabilimento di Taranto, Adolfo Buffo. Quest’ultimo rientra tra i dirigenti tuttora in carica. (AGI) 
TA1/LIL

Ilva: processo su disastro ambientale al rush finale (3) 

Pubblicato: 09/04/2021 15:44 

(AGI) - Taranto, 9 apr. - Buffo è infatti direttore generale di ArcelorMittal, per il quale l’accusa ha chiesto la condanna a 20 anni di reclusione. Nel complesso, sono quasi tutte pesanti le richieste formulate dai pm alla Corte. La tesi forte dell’accusa (pm Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano) è che Ilva solo sulla carta ha messo gli investimenti necessari a ridurre l’inquinamento dell’acciaieria, mentre nella realtà o non é stato fatto nulla oppure alcuni interventi sono stati dilazionati di molti anni nonostante vi fosse l’urgenza di intervenire. Per l’accusa, Ilva ha prospettato un quadro non veritiero della realtà, era consapevole del danno ambientale provocato ma lo minimizzava o negava, ed inoltre, attraverso una fitta rete di contatti e di pressioni ad ogni livello, ha portato dalla parte aziendale sia le pubbliche amministrazioni che gli organi tecnici ministeriali deputati al rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale. Gli interventi della difesa, invece, hanno rammentato tra l’altro che il gruppo Riva ha speso un miliardo di euro solo per gli investimenti ambientali a Taranto, che non c’è stata alcuna accondiscendenza verso Ilva da parte della pubblica amministrazione e che anzi, nel caso della Regione Puglia, si deve proprio alla giunta di Vendola il rilancio funzionale dell’Arpa, deputata ai controlli ambientali, effettuati anche nel siderurgico, nonché il varo delle leggi regionali contro due inquinanti come diossina e benzoapirene proprio sulla scorta della situazione del siderurgico tarantino. (AGI) 
TA1/LIL

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