Dal Paleolitico al Neolitico: uomini che uccidono uomini
- Vedere scheda 2: https://www.peacelink.it/schede/le-diverse-anime-della-peace-history
- 1. Sintesi dal libro Schede per una storia della pace e dei diritti umani, Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
Il capitolo sulla preistoria affronta una domanda cruciale: gli esseri umani sono naturalmente violenti oppure la guerra è una creazione della storia e della cultura umana? Il libro parte da una cornice storica che descrive il passaggio dal Paleolitico (cacciatori‑raccoglitori) al Neolitico (agricoltura e allevamento), evidenziando come proprio con la rivoluzione agricola del Neolitico siano aumentate le disuguaglianze sociali e la violenza organizzata.
Darwin e l’evoluzionismo travisato
Il libro denuncia l’uso distorto di Darwin da parte di ideologie razziste e militariste. Contrariamente a chi vede nella “lotta per la sopravvivenza” una giustificazione della guerra, vi sono etologi come Konrad Lorenz e Iraneus Eibl‑Eibesfeldt per mostrare che i grandi predatori possiedono forti inibizioni innate ad uccidere membri della propria specie. Il lupo non uccide il lupo che offre la gola in segno di sottomissione; l’uomo, invece, è una delle poche specie che uccide regolarmente i propri simili, e lo fa proprio perché ha rimosso quelle inibizioni attraverso la cultura.“L’unica creatura che, in modo regolare, aumenta la propria aggressività non solo nei confronti di specie diverse ma all’interno della specie cui appartiene.” (Fabrizio Battistelli)
Dal Paleolitico al Neolitico: uomini che uccidono uomini
Il libro riprende la tesi – diffusa in ambito archeologico e femminista – secondo cui nel Paleolitico esistessero comunità pacifiche e ordinate, spesso rette da donne o sacerdotesse (cultura della “Grande Dea”). Con l’arrivo di popolazioni indoeuropee patriarcali e guerriere (dal V‑II millennio a.C.), queste società matrilineari sarebbero state progressivamente soppiantate, imponendo una cultura basata sulla forza e sulla trasmissione maschile del potere. Questi cambiamenti vengono confermati dai ritrovamenti di crani fracassati risalenti al neolitico.
Dalla preistoria alla storia: aumentano disuguaglianze e violenze
Il passaggio alla storia (scrittura, metalli, stato) non portò con sé una diminuzione della violenza, bensì la sua istituzionalizzazione: eserciti permanenti, gerarchie, codici morali basati sull’obbedienza, schiavitù, sfruttamento. La “civiltà” non rese gli uomini più saggi, ma più efficienti nell’uso della violenza.“E’ improponibile una ‘società nonviolenta’ in cui esistano privilegi, forme di oppressione e di sfruttamento”.
- 2. Aggiornamento con Peace Research & Peace History (2005–oggi)
Le ricerche sulla violenza nella preistoria si sono notevolmente sviluppate, confermando alcune intuizioni del libro e correggendone altre. - a) Il dibattito sulle origini della guerra
- La scuola “Hobbesiana” (Lawrence Keeley, War Before Civilization, 1996; Steven Pinker, The Better Angels of Our Nature, 2011) sostiene che la guerra sia presente fin dal Paleolitico e che le società primitive avessero tassi di violenza anche superiori a quelli moderni. Keeley documenta siti archeologici con massacri risalenti a 10.000‑12.000 anni fa.
- La scuola “Rousseauiana” (Douglas Fry, Beyond War, 2007; R. Brian Ferguson, The Prehistory of War and Peace, 2013) sostiene invece che la guerra organizzata sia un fenomeno relativamente recente (non prima del Neolitico) e che molte società di cacciatori‑raccoglitori fossero effettivamente pacifiche. Fry distingue tra aggressività individuale (universale) e guerra collettiva (culturale e tarda).
Consenso attuale: la maggior parte dei paleoantropologi e archeologi oggi concorda su alcuni punti. - La guerra su larga scala, con gruppi armati organizzati, non esisteva nel Paleolitico inferiore e medio.
- I primi chiari segni di conflitti letali tra gruppi compaiono nel Paleolitico superiore (circa 10.000‑12.000 anni fa) in contesti di stress ambientale e demografico.
- La vera esplosione della violenza bellica si ha con il Neolitico (agricoltura, sedentarismo, proprietà privata, risorse accumulabili) – proprio come si sostiene nel libro.
- b) Società matrilineari e “Grande Dea”: stato della ricerca
Le tesi di Marija Gimbutas (The Civilization of the Goddess, 1991) su una pacifica “Vecchia Europa” pre‑indoeuropea sono state fortemente criticate dall’archeologia mainstream. Molti studiosi ritengono che Gimbutas abbia proiettato ideali moderni su dati frammentari. Tuttavia nuove ricerche (es. Graeber & Wengrow, The Dawn of Everything, 2021) hanno mostrato che le società pre‑statali erano estremamente varie: alcune gerarchiche e violente, altre egualitarie e pacifiche. - La peace research femminista (Elshtain, Reardon, Confortini) ha ripreso l’idea che la militarizzazione sia storicamente associata alla costruzione di mascolinità violente, senza però sostenere l’esistenza di un’età dell’oro matriarcale.
- c) Darwin, etologia e aggressività
- Gli studi etologici più recenti (Frans de Waal, The Age of Empathy, 2009; Mama’s Last Hug, 2019) confermano che molte specie animali possiedono meccanismi di risoluzione dei conflitti e inibizioni all’uccisione intraspecifica. Tuttavia, anche scimpanzé comuni (i nostri parenti più prossimi) mostrano comportamenti di guerra organizzata tra gruppi (Goodall, Wrangham) – il che complica il quadro.
- La neurobiologia (Sapolsky, Behave, 2017) mostra che il comportamento aggressivo umano è estremamente plastico: possiamo sia uccidere sia cooperare, a seconda del contesto culturale e sociale. Non esiste un “gene della guerra”.
- d) Violenza strutturale e disuguaglianza
Il concetto di violenza strutturale (Galtung) è stato applicato alla preistoria da archeologi come Guilaine e Zammit (The Origins of War, 2005). Essi mostrano che l’aumento della violenza nel Neolitico è correlato alla comparsa di disuguaglianze economiche e politiche. La pace non è solo assenza di guerra, ma assenza di oppressione strutturale, una lezione che occorre tenere sempre presente. - 3. Verifica / Domande chiave
- In che modo Darwin è stato travisato dai sostenitori della guerra “naturale”? Quale differenza fondamentale esiste tra la violenza animale e la guerra umana?
Riferimento: citazione di Konrad Lorenz e Iraneus Eibl‑Eibesfeldt.
- Cosa cambia tra Paleolitico e Neolitico nel rapporto tra violenza e organizzazione sociale?
Riferimento: passaggio da società comunitarie relativamente paritarie a società con disuguaglianze, proprietà privata, eserciti.
- Quali sono le principali posizioni nel dibattito attuale sulle origini della guerra? (scuola “Hobbesiana” vs “Rousseauiana”)
Riferimento: Keeley/Pinker vs Fry/Ferguson.
- Perché la tesi di Gimbutas su una pacifica “Vecchia Europa” matriarcale è oggi criticata? Cosa si può comunque salvare della sua intuizione?
Riferimento: archeologia mainstream vs nuove prospettive di Graeber & Wengrow.
- Cosa significa l’affermazione: “E’ improponibile una società nonviolenta in cui esistano privilegi, forme di oppressione e di sfruttamento”? Come si collega al concetto di violenza strutturale di Galtung?
Riferimento: pace negativa vs pace positiva.
- 4. Fonti storiche e approfondimenti
- Testi e saggi (aggiornati)
- Marescotti, A. & Marescotti, D. (2005). Schede per una storia della pace e dei diritti umani – Preistoria (pp. 31‑35 del PDF).
(Testo base)
- Fry, D.P. (2007). Beyond War: The Human Potential for Peace. Oxford University Press.
(Argomentazione dettagliata per la tesi “Rousseauiana”: la guerra è tarda e culturale)
- Ferguson, R.B. (2013). The Prehistory of War and Peace. In The Oxford Handbook of War. Oxford University Press.
(Sintesi equilibrata dello stato dell’arte archeologico)
- Keeley, L.H. (1996). War Before Civilization: The Myth of the Peaceful Savage. Oxford University Press.
(La tesi “Hobbesiana” – tassi di violenza superiori nelle società primitive)
- Graeber, D. & Wengrow, D. (2021). The Dawn of Everything: A New History of Humanity. Farrar, Straus and Giroux.
(Critica sia della tesi hobbesiana sia di quella rousseauiana; mostra la variabilità delle forme sociali pre-statali)
- Sapolsky, R.M. (2017). Behave: The Biology of Humans at Our Best and Worst. Penguin Press.
(Neurobiologia dell’aggressività e della cooperazione)
- Guilaine, J. & Zammit, J. (2005). The Origins of War: Violence in Prehistory. Blackwell.
(Applicazione del concetto di violenza strutturale alla preistoria)
- de Waal, F. (2009). The Age of Empathy: Nature’s Lessons for a Kinder Society. Crown.
(Etologia della cooperazione e dell’empatia)
- Link e risorse online
- Eibl‑Eibesfeldt, I. – Etologia della guerra (articoli e riferimenti bibliografici)
Citato nel libro; si può approfondire su Google Scholar.
- Peace Research Institute Oslo (PRIO) – Rapporti su conflitti e violenza strutturale – https://www.prio.org
- The Dawn of Everything – Un PDF con il libro di Graeber & Wengrow – https://www.sackett.net/Dawn-of-Everything.pdf
- Documenti primari suggeriti
- Darwin, C. (1871). The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex.
(Capitoli sulla moralità e l’istinto sociale – per verificare cosa Darwin abbia realmente scritto)
- Gimbutas, M. (1991). The Civilization of the Goddess: The World of Old Europe. HarperSanFrancisco.
(Il testo classico sulla “Vecchia Europa” – da leggere con spirito critico)
- Goodall, J. (1986). The Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behavior. Harvard University Press.
(Osservazioni sulla guerra tra gruppi di scimpanzé)
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