I primi cristiani e la pace
Vedi scheda 8 https://www.peacelink.it/schede/la-pace-e-la-guerra-a-roma
1. Sintesi dal libro Schede per una storia della pace e dei diritti umani, Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
Il libro dedica ampio spazio ai primi cristiani, considerati – sulla scia del filosofo nonviolento Aldo Capitini – una forza di rottura più radicale di Spartaco, perché misero in crisi il potere romano non con le armi, ma con il ritiro del consenso e la non collaborazione.
I primi cristiani e il rifiuto della guerra
Il testo sottolinea che molti dei primi cristiani furono obiettori di coscienza. Cita:
- San Massimiliano (295 d.C.), che davanti al proconsole Dione dichiarò: “Non posso prestare il servizio militare; non posso far del male. Sono cristiano”. Fu decapitato.
- San Valentino (patrono degli innamorati), martirizzato per aver celebrato nozze di giovani per sottrarli alla leva.
San Marcello, San Maurizio, San Basilide, San Vittore (che rifiutò di portare la bandiera militare).
La strategia nonviolenta dei cristiani
Secondo Capitini (citato dagli autori), i primi cristiani seppero organizzare:
- Ritiro del consenso: non partecipavano alle cerimonie ufficiali di celebrazione del potere imperiale.
- Non cooperazione pratica: si rifiutavano di servire nell’esercito, di giurare, di assistere ai giochi gladiatori.
Disobbedienza civile: quando la coscienza religiosa entrava in conflitto con le leggi dell’Impero, i cristiani sceglievano la disobbedienza, accettando il martirio.
Il libro cita Tertulliano (160‑220 d.C.): “Il giuramento militare e le promesse battesimali sono inconciliabili”; Atenagora (II secolo): “Assistere all’uccisione di un uomo è quasi come ucciderlo”; Cipriano (III secolo): “Il mondo è bagnato di sangue fraterno: l’omicidio è crimine quando sono i singoli a commetterlo, ma diventa virtù quando è compiuto in nome dello stato”; Lattanzio(250‑320 d.C.): “Colui che considera un piacere veder sgozzare un uomo, anche se giustamente condannato, contamina la sua coscienza”.
La svolta costantiniana e la teoria della “guerra giusta”
Gli autori osservano che, dopo l’accordo con Costantino (313 d.C.), la Chiesa operò una svolta. I vertici ecclesiastici non ritennero più utile l'obiezione di coscienza al servizio militare. Il comandamento “non uccidere” venne manipolato, e si elaborò la dottrina della “guerra giusta” (jus ad bellum: quando è lecito entrare in guerra; jus in bellum: come comportarsi in guerra). Alcuni vescovi, come Ambrogio (390 d.C.), scomunicarono imperatori che avevano massacrato civili, ma la linea prevalente divenne l’alleanza tra Chiesa e potere militare.
2. Aggiornamento con Peace Research & Peace History (2005–oggi)
Dopo il 2005, la ricerca sul cristianesimo antico e la nonviolenza si è arricchita di nuove prospettive storiografiche.
a) Obiezione di coscienza cristiana: nuovi documenti e interpretazioni
- Scoperte epigrafiche: nuove iscrizioni (es. in Asia Minore) hanno confermato che l’obiezione di coscienza al servizio militare era una pratica diffusa ma non universalmente seguita. Alcuni cristiani servivano nell’esercito, spesso con ruoli non combattenti (amministrazione, sanità). Il dibattito sulla liceità del servizio armato era vivace all’interno delle comunità (cfr. J. Shean, Soldiering for God: Christianity and the Roman Army, 2010).
- La “tradizione dei martiri”: studi recenti (es. C. Moss, The Myth of Persecution, 2013) hanno ridimensionato l’idea di una persecuzione sistematica. Tuttavia, per la peace history, proprio la discontinuità delle persecuzioni rende più significativa la scelta dei martiri: non erano eroi di una guerra santa, ma testimoni di una coscienza nonviolenta.
- San Massimiliano come icona globale: la sua figura è stata riscoperta dai movimenti per l’obiezione di coscienza in tutto il mondo. Nel 2010, in occasione del 1715º anniversario del martirio (295-2010), si sono tenute celebrazioni ecumeniche a Tebessa (Algeria) e a Roma, con la partecipazione di obiettori di coscienza da paesi in cui l’obiezione non è ancora riconosciuta.
b) La nonviolenza dei primi cristiani: una rilettura critica
- Aldo Capitini (che gli autori citano) è stato riscoperto dalla peace research italiana. La sua lettura dei cristiani come “alternativa nonviolenta a Spartaco” è stata ripresa in chiave di storia sociale della nonviolenza (cfr. M. Martini, Aldo Capitini e le origini del Movimento Nonviolento in Italia, 2012). Tuttavia, alcuni storici (es. P. Brown, Through the Eye of a Needle, 2012) notano che la nonviolenza cristiana non fu mai maggioritaria: dopo Costantino, la Chiesa legittimò la guerra e l’obbedienza.
- Violenza strutturale e martirio: la peace research contemporanea distingue tra martirio come testimonianza passiva e martirio come sfida attiva. I primi cristiani non cercavano la morte, ma la accettavano come conseguenza della loro disobbedienza civile. È una forma di potere della testimonianza (cfr. G. Pontara, Etica e nonviolenza, 2017).
c) La dottrina della “guerra giusta”: evoluzione e critiche
- La teoria della guerra giusta, elaborata da Agostino (354‑430) e poi da Tommaso d’Aquino (XIII secolo), è stata oggetto di critiche dalla peace research. Galtung e altri sostengono che ogni guerra è strutturalmente ingiusta perché uccide innocenti (viola il principio di proporzionalità e discriminazione). Tuttavia, la dottrina della guerra giusta ha avuto il merito di limitare la violenza(es. protezione dei civili, divieto di armi indiscriminate) – un paradosso che la peace historyesplora come compromesso storico.
- Studi recenti (es. R. Sorabji, Morality and War: Can War Be Just in the Twenty-First Century?, 2011) mostrano che la guerra giusta è tornata di attualità nei dibattiti su interventi umanitari e dottrina della responsabilità di proteggere (R2P). Ma la peace research critica l’uso selettivo della guerra giusta per giustificare guerre di aggressione (es. Iraq 2003).
d) Il rifiuto dei gladiatori come atto di pace
Il libro cita Atenagora, Cipriano, Lattanzio sulla condanna dei giochi gladiatori. La peace research ha collegato questa condanna alla critica della violenza spettacolare:
- Gladiatori e desensibilizzazione: studi psicologici (es. D. Zillmann, The Psychology of Violence in the Media, 2016) mostrano che assistere alla violenza in pubblico riduce l’empatia – un meccanismo che i cristiani antichi avevano intuito. La condanna dei giochi gladiatori è un precursore della critica moderna alla spettacolarizzazione della guerra nei media.
- Archeologia dei giochi: gli anfiteatri erano luoghi di propaganda imperiale (panem et circenses). Il rifiuto cristiano era un atto politico, non solo religioso: negava la legittimità dell’Impero di distrarre il popolo con la violenza.
e) Cristianesimo e nonviolenza oggi: il dibattito contemporaneo
- Il pacifismo cristiano ha trovato voce in teologi come Stanley Hauerwas (The Peaceable Kingdom, 1983; riedito 2020) e John Howard Yoder (The Politics of Jesus, 1972). Essi sostengono che il cristianesimo autentico è intrinsecamente nonviolento (il “pacifismo evangelico”), e che la dottrina della guerra giusta è una deviazione costantiniana.
- Papa Francesco ha ripetutamente condannato la guerra come “sconfitta dell’umanità” (Fratelli Tutti, 2020, § 258: “Nessuna guerra è santa, nessuna guerra è giusta”). Pur non citando esplicitamente l’obiezione di coscienza dei primi cristiani, il suo magistero si richiama a quella tradizione.
- Le Chiese storiche hanno rivalutato i martiri obiettori: San Massimiliano è oggi patrono degli obiettori di coscienza, e la sua memoria è celebrata da Pax Christi.
3. Verifica / Domande chiave
- Secondo Aldo Capitini (citato da Marescotti), perché i primi cristiani furono più temibili per l’Impero romano di Spartaco e della rivolta armata degli schiavi?
Riferimento: il “ritiro del consenso” e la non cooperazione come arma nonviolenta.
- Quali forme di disobbedienza civile praticavano i primi cristiani?
Riferimento: rifiuto del servizio militare, rifiuto di giurare, rifiuto di assistere ai giochi gladiatori, rifiuto di partecipare ai culti imperiali.
- Quale fu l’atteggiamento dei Padri della Chiesa (Tertulliano, Cipriano, Lattanzio) verso la guerra e i gladiatori?
Riferimento: condanna della violenza, del servizio militare, della spettacolarizzazione della morte.
- Cosa si intende per “svolta costantiniana” e come cambiò l’atteggiamento della Chiesa verso la guerra?
Riferimento: alleanza tra Chiesa e Impero (313 d.C.), elaborazione della dottrina della “guerra giusta”.
- Quali sono i principi della “guerra giusta” (jus ad bellum, jus in bellum)? Come li critica la peace research?
Riferimento: giusta causa, autorità legittima, proporzionalità, discriminazione; la critica è che ogni guerra uccide innocenti.
- In che modo il rifiuto dei giochi gladiatori da parte dei cristiani può essere considerato un precursore della critica moderna alla “spettacolarizzazione della guerra” nei media?
Riferimento: desensibilizzazione alla violenza, empatia, propaganda imperiale.
- Quale ruolo ha oggi la figura di San Massimiliano nel movimento per l’obiezione di coscienza a livello globale?
Riferimento: patrono degli obiettori, celebrato da Pax Christi e da organizzazioni nonviolente.
4. Fonti storiche e approfondimenti
Testi e saggi (aggiornati)
- Marescotti, A. & Marescotti, D. (2005). Schede per una storia della pace e dei diritti umani – “Cristiani e obiezione di coscienza”, “San Valentino”, “San Massimiliano obiettore di coscienza”, “I primi cristiani ripudiano la guerra e la violenza dei gladiatori”, “Cristiani, jus ad bellum, jus in bellum” (pp. 64‑69 del PDF).
(Testo base)
- Shean, J. (2010). Soldiering for God: Christianity and the Roman Army. Brill.
(Studio completo sull’obiezione di coscienza cristiana e le sue eccezioni)
- Moss, C. (2013). The Myth of Persecution: How Early Christians Invented a Story of Martyrdom. HarperOne.
(Critica della visione tradizionale delle persecuzioni, ma utile per capire la costruzione della memoria)
- Brown, P. (2012). Through the Eye of a Needle: Wealth, the Fall of Rome, and the Making of Christianity in the West, 350‑550 AD. Princeton University Press.
(Contesto della svolta costantiniana)
- Martini, M. (2012). Aldo Capitini e le origini del Movimento Nonviolento in Italia. Editrice AVE.
(Sulla ricezione di Capitini e la sua interpretazione dei cristiani)
- Pontara, G. (2017). Etica e nonviolenza: saggi scelti. Edizioni Cultura della Pace.
(Teoria della nonviolenza e martirio come testimonianza)
- Hauerwas, S. (2020, riedizione). The Peaceable Kingdom: A Primer in Christian Ethics. University of Notre Dame Press.
(Pacifismo evangelico)
- Papa Francesco (2020). Fratelli Tutti. Libreria Editrice Vaticana.
(Condanna della guerra: “nessuna guerra è santa, nessuna guerra è giusta”)
Link e risorse online
- Pax Christi International – San Massimiliano, obiettore di coscienza – https://paxchristi.net
- Movimento Nonviolento (Italia) – Memoria di San Massimiliano – https://www.nonviolenti.org
- Early Church Texts – Tertullian, De Corona (inglese) – https://www.earlychurchtexts.com
- New Advent – Church Fathers (testi latini e traduzioni) – https://www.newadvent.org/fathers
- Brill Online – Soldiering for God (estratto) – https://brill.com (cercare “Shean Soldiering for God”)
Documenti primari suggeriti
- Atti di San Massimiliano (295 d.C.) – Traduzione italiana in San Massimiliano. Il primo obiettore di coscienza della storia, Editrice Ancilla, o disponibile su siti come https://www.santiebeati.it
- Tertulliano, De Corona (Sulla corona del soldato) – Testo latino e traduzione inglese su New Advent.
- Tertulliano, De Idolatria (Sull’idolatria) – Contiene il rifiuto del giuramento militare.
- Atenagora, Supplica per i cristiani (cap. 35) – Sulla condanna dei giochi gladiatori.
- Cipriano di Cartagine, *Lettera a Donato* – Sulla violenza e i gladiatori.
- Lattanzio, Istituzioni divine (Libro VI, cap. 20) – Contro i giochi cruenti.
- Agostino, La città di Dio (Libro XIX, cap. 7) – Sulla guerra giusta.
- Concilio di Nicea (325 d.C.), canone 12 – Sulla penitenza per i cristiani che avevano abbandonato l’esercito.
Il libro è disponibile qui https://www.peacelink.it/schede/la-storia-della-pace-e-della-nonviolenza
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