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Sono passati tredici anni. 15 gennaio 1993, un giorno apparentemente identico a tanti altri. Scorrevano il tempo e le ore, ma quei momenti sarebbero rimasti indimenticabili. Apparve all'improvviso, dall'ombra. Il suo nome illuminò le nostre giornate, entrò nella nostra vita per non uscirne mai più. Capitano Ultimo, Crimor. Un gruppo di uomini, di persone, riuscì a sfidare e vincere il Grande Capo senza volto di Cosa Nostra, Salvatore Riina detto Totò. La speranza, violentata tra le lamiere sventrate di Capaci e le macerie di Via D'Amelio, rifiorì. Era un bel sogno, un sogno pieno di colori, speranze, passioni. Il sogno di battere la mafia, di affermare un mondo senza mafia, un mondo libero e giusto. Era il sogno degli ultimi. Attraversò gli anni, resistendo a tutte le difficoltà. Ma il 20 settembre 1997 il Crimor fu sciolto. Le giacche blu e la burokrazia avevano deciso che gli uomini che avevano catturato Totò Riina, i carabinieri che avevano rischiato la loro vita contro la mafia, non erano efficienti, non potevano continuare il loro lavoro. Ma i sogni, le passioni e i sentimenti quando sono veri non si spengono mai e accendono i cuori per sempre. Quel giorno il sogno degli ultimi non morì. Attese tre anni, ma rinacque. Nelle strade immense di Internet risorse. Un gruppo di persone, donne e uomini, si ritrovò attorno al Capitano Ultimo. Si ritrovò tramite una mailing list e un sito internet(http://www.capitanoultimo.it), richiamati da quel sogno, da quegli ideali di giustizia, libertà, solidarietà e legalità. E non dimenticano quel 15 gennaio. Oggi qualcuno ha deciso di sporcare il lavoro di Ultimo e del Crimor, accusati assurdamente di aver favorito la mafia catturandone uno dei boss più importanti. Ma i suoi ragazzi non si arrendono. Si stringono in questo momento difficile intorno al Capitano in attesa che giustizia venga fatta e le infamanti accuse smontate. E ribadiscono che gli ideali del Crimor sono i loro ideali, sono gli stessi che li animano ancora oggi. Come già l'anno scorso, il Gruppo Capitano Ultimo realizzerà un'azione simbolica, ma dal forte impattivo emotivo. Migliaia di adesivi colorati compariranno nelle nostre città, da Milano a Palermo. Come coriandoli colorati sfideranno il grigiore e la piattezza della mafia, simbolo di chi non si arrende al compromesso, all'affarismo e al crimine organizzato. Decine di mani per centinaia di piccoli rettangoli colorati. Un piccolo gesto per un grande sogno. Un sogno colorato che non cesserà mai e che da tredici anni infiamma i cuori.

Note:

Comunicato stampa del Gruppo Capitano Ultimo:
http://lists.peacelink.it/news/2006/01/msg00013.html

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