Per ricordare Angelo D'Arrigo

28 aprile 2007
Sonia Fontanelli


Mi chiamo Sonia Fontanelli, sono una grande estimatrice di Angelo D'Arrigo, eccelso sportivo, grande appassionato della natura, della scienza e studioso del volo "istintivo", passione che lo ha affiancato come genitore e compagno di volo di aquile, gru siberiane e condor.
Dal giorno della sua tragica e prematura scomparsa, ho osservato una ingiusta indifferenza da parte dell'opinione pubblica, troppo intenta a seguire programmi nobili ed estremamente culturali come il "Grande Fratello" o altre manifestazioni di infima qualità.
Gli italiani sono troppo occupati a guardare dal buco della serratura, un branco di ragazzi, disposti ad ogni tipo di becera esibizione, pur di conquistare uno spazio mediatico, piuttosto che approfondire la conoscenza di una figura meravigliosa come quella di Angelo D'Arrigo.
Durante tutti questi mesi, attraverso i suoi libri e i suoi documentari, ho avuto modo di constatarne le innumerevoli qualità.
Così da ritenere giusto mantenerne vivo il ricordo e la figura attraverso le mie iniziative.
Angelo D'Arrigo ha portato alto il nome della Sicilia in tutto il mondo, attraverso splendide immagini di alta suggestione e poesia.
Egli è un esempio per i giovani e per chi vuol dare un senso alla propria vita.
Il suo spirito di sacrificio, il suo entusiasmo, la sua estrema professionalità, la sua ricerca, il suo genio, il suo grande carisma, lo rendono, come dice un grande giornalista sportivo Candido Cannavò "un Uomo unico ed irripetibile".
Io mi sento orgogliosa di essere una sua conterranea.
Io mi vergogno di essere conterranea di chi non solo lo ha dimenticato, ma non ha mai voluto conoscerlo ed apprezzarlo.
Creature come D'Arrigo ci fanno sentire orgogliosi di appartenere al genere umano.

"Spero di piantare nel cuore di questi ragazzi qualche seme che dia buoni frutti": così il nostro Angelo aveva esordito il giorno prima che un'assurda tragedia lo portasse via.
Ciò che è certo è che a distanza di un anno, quel seme ha germogliato nel cuore di una donna e di una mamma di Vittoria, che ha letto nelle imprese, nelle parole e negli occhi di questa creatura unica, irripetibile, meravigliosa, la poesia, la bellezza non solo del volo ma della vita stessa.
Chi non vuole smettere di sognare non deve mai dimenticare Angelo D'Arrigo.

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