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E' in corso un continuo esproprio della democrazia sancita dalla Costituzione

In difesa della legalità, della libertà, dell'eguaglianza

In questi giorni sono state proibite le trasmissioni RAI di approfondimento politico. E' stato impedito a Michele Santoro, nella RAI, di trattare argomenti sgraditi al capo del governo. Per questo è importante coltivare il sogno che fra qualche anno il web possa competere con la TV ad armi pari, in modo da garantire un’informazione meno monopolizzata.
27 marzo 2010 - Lorenzo Galbiati

Nel disinteresse sempre più generale, in una società atomizzata dove partiti, sindacati, movimenti, giornali e media vari – con la sola eccezione di internet – rispondono in modo flebile e timoroso al continuo esproprio della democrazia sancita dalla Costituzione, il presente governo sta continuando coerentemente lo smantellamento dello stato di diritto con l’approvazione da parte del Senato del cosiddetto “legittimo impedimento” a comparire in udienza per premier e ministri. Ora manca solo la firma di Napolitano. Che temiamo avverrà presto. La legge sul legittimo impedimento sancisce che “i processi in cui Berlusconi e i suoi ministri sono imputati vanno rinviati fino a un massimo di 18 mesi se la presidenza del Consiglio dei ministri (cioè Berlusconi e i suoi ministri) dichiara che Berlusconi e i suoi ministri (cioè gli imputati) hanno un impedimento continuativo correlato allo svolgimento delle loro funzioni” (1).  In parole povere, la legge dice che il governo decide se i processi in cui sono imputati il capo del governo o i suoi ministri si possono fare o no. La Costituzione Italiana

Sempre la giustizia, o meglio l’applicazione delle leggi, è al centro dell’ultima contesa politica sull’esclusione della lista laziale del PdL dalle elezioni amministrative dei giorni 28 e 29 marzo. Il presidente Napolitano ha firmato un decreto legge - certamente subendo una pressione governativa - qualificato come “interpretativo” della legge, ma che di fatto l’ha travisata. Il Tar del Lazio ha respinto tale decreto perché la legge elettorale è materia regionale, su cui l'esecutivo non può intervenire, e pertanto la lista del PdL alle elezioni regionali del Lazio non è stata ammessa.

Le critiche da rivolgere a Napolitano non riguardano solo i suoi atti formali ma anche le dichiarazioni con cui li ha accompagnati e giustificati. Appare infatti antidemocratica la sua considerazione secondo cui sarebbe “insostenibile escludere la lista del maggiore partito di governo” (2), che è come dire che le liste dei partiti minori, invece, possono essere escluse. Non avremmo mai voluto sentire una simile frase pronunciata da un presidente della Repubblica.

Si è fatto interprete di un sentimento diffuso di scoramento e indignazione verso l’operato delle istituzioni e in particolar modo della presidenza della Repubblica lo scrittore Tabucchi, dichiarando che Napolitano è “responsabile in prima persona” di questa legge vergogna, perché “per gli esegeti del regime non poteva non firmare. Invece poteva, bastava che volesse. Le leggi razziali nel '38 non le firmò Mussolini, ma Vittorio Emanuele III. Nelle vere democrazie l'operato del Presidente della Repubblica è sottoposto alle giuste critiche dell'opinione pubblica, ma in Italia non si può, è lesa maestà. Napolitano, questa volta in maniera flagrante, ha rotto i patti con gli italiani. Oggi, con questa legge illegale e totalitaria, quando ci dice che, fra le regole della legge e il dover impedire ai cittadini di votare una lista, lui sceglie di rompere le regole perché sono una forma, ebbene io rispondo che tutte le leggi che abbiamo sono una forma, anche la Costituzione è una forma perche è fatta di regole. E se si rompono le regole della Costituzione si rompe la Costituzione”. (3)

Esauriti i margini di intervento a livello legislativo, il governo ha portato a termine la sua offensiva contro lo spirito della Costituzione concentrandosi su iniziative volte a ledere il diritto all’informazione (art. 21 della Costituzione). Sono state infatti proibite le trasmissioni RAI di approfondimento politico (Porta a porta, Ballarò, Annozero), verosimilmente, come pare dalle intercettazioni telefoniche, per impedire a Michele Santoro di trattare argomenti sgraditi al capo del governo – e capo della principale azienda privata concorrente della RAI.

Di fronte a tutto questo occorre esprimere preoccupazione per l’attacco continuo alla legalità, alla giustizia e alle forme di partecipazione collettiva alla vita pubblica che si attuano grazie a una informazione libera e plurale, un attacco che in definitiva si rivolge allo spirito normativo che ha forgiato la nostra Costituzione, a partire dall’uguaglianza davanti alla legge. E' auspicabile che i cittadini si informino su quanto accade nella vita civile e politica del Paese cercando notizie da fonti indipendenti, a partire da quelle del web.

La sera del 25 marzo la trasmissione “Rai per una notte” di Michele Santoro, andata in onda sul web in risposta alla censura governativa, ha avuto più di 125mila accessi contemporanei. È stato creato il più grande evento web della storia italiana. E' importante coltivare il sogno che fra qualche anno il web possa competere con la TV ad armi pari, in modo da garantire un’informazione meno monopolizzata.

Bisogna guardare con attenzione a tutte le manifestazioni di partecipazione personale in difesa della Costituzione, come quelle organizzate negli ultimi mesi dal Popolo Viola con la presenza di intellettuali e giornalisti specchiati, delle quali condivide idealmente gli obiettivi; è necessario che l’universo pacifista possa contribuire in tal senso facendosi portatore del suo specifico: il rispetto della vita e dei diritti umani per tutti, in particolare per i cittadini migranti o meno abbienti, il rispetto del diritto alla salute, del diritto ambientale e del diritto all’informazione, la promozione della cultura della pace a partire dal rifiuto di ogni guerra.

 

Note:

FONTI:

1) Bruno Tinti:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-legittimo-impedimento-e-incostituzionale-napolitano-questa-volta-deve-dire-no/

2) http://www.youreporter.it/video_Travaglio_provate_ad_andare_a_votare_martedi_1

3) TABUCCHI:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/tabucchi-%E2%80%9Cnapolitano-garante-di-berlusconi-non-piu-della-costituzione%E2%80%9D-audio/

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