Le immagini della Prima Guerra Mondiale

Oggi 4 novembre, una giornata per ripudiare la guerra

Vi proponiamo le immagini del film di Franco Rosi "Uomini contro", ancora così attuale.
4 novembre 2011

A scuola in questo periodo si studia la Prima Guerra Mondiale nelle quinte classi. Io oggi farò vedere alcuni spezzoni didattici e di testimonianza storica.

Cominciamo dalle basi storiche.

Come scoppia la Prima Guerra Mondiale. Cliccando qui c'è una chiara spiegazione dell'effetto domino che trascinò, una dopo l'altra, le nazioni in guerra. Lo scontro della Prima Guerra Mondiale

Spiega Alberto Angela: "La maggioranza degli italiani era contro la guerra". Vengono illustrate le tesi della corrente neutralista e di quella interventista. Alberto Angela racconta efficacemente, con una impostazione pacifista, le tragedia umana della Grande Guerra.

Sempre Alberto Angela spiega cosa era la guerra di trincea.

Qui troviamo le durissime parole con cui Albert Einstein condannò la Prima Guerra Mondiale.

E queste sono le immagini di un film sugli attacchi insensati che costarono la vita a 600 mila italiani. Sono tratte da "Uomini contro".

Uomini contro è un film diretto da Francesco Rosi, liberamente ispirato al romanzo di Emilio Lussu Un anno sull'Altipiano. Di chiara impronta pacifista e antiautoritaria, l'opera mette in luce la follia della guerra. Nelle immagini del film si può vedere l'attore Gian Maria Volontè. "Uomini contro", un film con Gian Maria Volontè.

Il film incontra in Italia forti resistenze e deve essere girato in Jugoslavia dal regista Franco Rosi. Esce nel 1970 provocando uno strascico di polemiche e di proteste dei "benpensanti". Infatti viene evidenziata la contrapposizione tra i soldati, mandati al massacro, e il militarismo degli alti ufficiali che ordinarono persino le decimazioni dei soldati italiani che si rifiutavano di combattere.

La pena capitale in generale e la decimazione in particolare furono più volte applicate dall'Esercito Regio durante la guerra. Il primo caso colpì il 141° fanteria della Brigata Catanzaro il 26 maggio 1916, del quale 120 uomini si ammutinarono, aprendo il fuoco e uccidendo ufficiali, commilitoni e carabinieri intervenuti a sedare la rivolta. In quell'occasione furono fucilati un sottotenente, tre sergenti ed otto soldati, ossia un ammutinato ogni dieci, per evitare di dover passare per le armi l'intera compagnia.
Il ricorso a metodi repressivi così duri fu approvato dallo stesso Cadorna, il comandante supremo dell'Esercito Regio che combatteva contro l'Austria, come dimostra un suo telegramma dello stesso16 maggio 1916 indirizzato agli alti ufficiali con il quale denunciava:

"fatti oltremodo vergognosi, indegni di un esercito che abbia il culto dell'onore militare. Posizioni di capitale importanza e di facile difesa, sono state cedute a pochi nemici senza alcuna resistenza, L'E.V. prenda le più energiche ed estreme misure: faccia fucilare se occorre, immediatamente e senza alcun provvedimento, i colpevoli di così enormi scandali..."..

L'intero film "Uomini contro" è visibile cliccando qui.

A proposito di questo film ha dichiarato il regista Francesco Rosi:


"Per Uomini contro venni denunciato per vilipendio dell'esercito, ma sono stato assolto".

Chi il 4 novembre festeggia la "vittoria" farebbe bene a rileggere questa lettera scritta da una vittima, semianalfabeta, ma con le idee molto piu' sincere e molto piu' chiare di tanti intellettuali ed editorialisti di oggi: "Maesta' inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che e' glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini la fame! Viliacchi, spudorati Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che e' tempo li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi nell'interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma
volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi o viliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria e' la nostra casa, e' la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perche'? Per un vostro ambizioso spudorato capriccio".

Articoli correlati

  • 4 Novembre 2018: non festa ma lutto. Ogni vittima ha il volto di Abele
    Editoriale

    4 Novembre 2018: non festa ma lutto. Ogni vittima ha il volto di Abele

    Per questo chiediamo una politica di disarmo, poiche' le armi sempre e solo uccidono gli esseri umani.
    Per questo sosteniamo la richiesta che l'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017.
    Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che secondo autorevoli stime gravano sul bilancio dello stato italiano per l'enorme importo di settanta milioni di euro al giorno.
    29 ottobre 2018 - Movimento Nonviolento, PeaceLink, Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo
  • 4 Novembre 2017: non festa, ma lutto. 100 anni dopo Caporetto: basta guerre!
    Editoriale

    4 Novembre 2017: non festa, ma lutto. 100 anni dopo Caporetto: basta guerre!

    Oltre cento anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, mentre è tragicamente in corso la "terza guerra mondiale a pezzi", è ora di dire basta. Per questo sosteniamo la Campagna “Un'altra difesa è possibile”.
    1 novembre 2017 - Associazione Antimafie Rita Atria,Centro di Ricerca per la Pace e i diritti umani di Viterbo, Movimento Nonviolento, PeaceLink
  • 4 Novembre 2016: non festa, ma lutto. 100 anni dopo: basta guerre!
    Editoriale

    4 Novembre 2016: non festa, ma lutto. 100 anni dopo: basta guerre!

    Un’altra difesa è possibile. A Trento gli “Stati Generali della Difesa civile non armata e nonviolenta”. Il Movimento Nonviolento, PeaceLink, il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo e l’Associazione Antimafie Rita Atria lanciano per il 4 novembre l'iniziativa "Ogni vittima ha il volto di Abele", affinché in ogni città si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre.
    24 ottobre 2016 - Associazione Antimafie Rita Atria,Centro di Ricerca per la Pace e i diritti umani di Viterbo, Movimento Nonviolento, PeaceLink
  • 4 Novembre 2015: non festa, ma lutto. 100 anni dopo: basta guerre!  Un’altra difesa è possibile
    Pace

    4 Novembre 2015: non festa, ma lutto. 100 anni dopo: basta guerre! Un’altra difesa è possibile

    Il Movimento Nonviolento, PeaceLink, il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo e l’Associazione Antimafie Rita Atria lanciano per il 4 novembre l'iniziativa "Ogni vittima ha il volto di Abele", affinché in ogni città si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre.
    29 ottobre 2015
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.16 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)