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Il signor Della Seta decreta che a Brindisi il rigassificatore non si farà perchè stravolgerebbe la vocazione turistica della città, mentre Taranto...

Rigassificatore di Taranto: il WWF critica Legambiente

Una realtà che, nell'area nella quale è stato progettato l'insediamento dell'impianto di rigassificazione, presenta ben altri 9 impianti dichiarati a rischio di incidente rilevante. Troppi per aggiungerne un altro di tale portata. La comunità tarantina paga già il suo tributo alla nazione per la sua posizione strategica (vedi base militare e produzione dell'acciaio), per accollarsi altri impianti rischiosi e non compatibili con uno sviluppo sostenibile.
26 aprile 2006
Gaetano Barbato (referente WWF sezione di Taranto)

Era stata pubblicizzata come un'assemblea pubblica che doveva semplicemente documentare all'opinione pubblica le criticità e le positività che l'insediamento del rigassificatore a Taranto avrebbe generato, invece l'incontro organizzato da Legambiente , ci è sembrato (e non solo a noi) un'occasione per sancire "la benedizione" da parte del signor Roberto Della Seta (Presidente nazionale di Legambiente) all'impianto di rigassificazione nella nostra città. Eppure nel corso della enunciazione la stessa associazione ha evidenziato una serie di perplessità su situazioni oggettive e certe, indubbiamente non rimuovibili o compensabili (l'incompatibilità con il porto commerciale e turistico, la distanza con la linea ferroviaria, con la S.S. 106, con la Raffineria AGIP, la distanza dalle agognate isole Cheradi). A dispetto della incertezza sulla decantata catena del freddo.
E invece no! Il signor Della Seta decreta che a Brindisi il rigassificatore non si farà perchè stravolgerebbe la vocazione turistica della città, mentre Taranto...
Cosa ne sa il signor Della Seta del futuro che i tarantini vogliono darsi! Che non è certo quello di continuare a confrontarsi con la Grande Industria generatrice quotidiana di eventi luttuosi diretti ed indiretti.
Condividiamo pienamente l'opinione di Anzolin (a cui è stata concessa la grazia di parlare per 2 minuti) che ha ribadito a chiare lettere che l'istituzione del Parco Regionale della Terra delle Gravine è il punto di partenza di un percorso che deve portare la comunità ionica a riappropriarsi della propria terra (e noi aggiungiamo del nostro mare) per costruire un futuro ecosostenibile ed ecocompatibile.
Riteniamo superfluo l'intervento del signor Della Seta allorchè ha soltato enumerato cifre e percentuali riferite ai consumi ed ai fabbisogni di energia presenti e futuri; queste cose la platea, molto qualificata, le conosceva già: fortunatamente a Taranto abbiamo i quotidiani, le emittenti televisive e radiofoniche che ci forniscono servizi e notizie quotidianamente su questi argomenti. Il tempo poteva essere meglio impiegato argomentando sulla necessità di ridurre gli sprechi e dell'importanza ormai ineluttabile che deve assumere l'energia alternativa (eolico, fotovoltaico, biomasse,ecc), anzichè rintuzzare in maniera poco elegante gli interventi dei rappresentanti di Peacelink e Greenpeace.
Segno evidente di un canovaccio già preparato senza essersi preoccupato di assumere alcuna informazione della realtà complessa di cui andava a discutere. Una realtà che, nell'area nella quale è stato progettato l'insediamento dell'impianto di rigassificazione, presenta ben altri 9 impianti dichiarati a rischio di incidente rilevante. Troppi per aggiungerne un altro di tale portata. La comunità tarantina paga già il suo tributo alla nazione per la sua posizione strategica (vedi base militare e produzione dell'acciaio), per accollarsi altri impianti rischiosi e non compatibili con uno sviluppo sostenibile. Invitiamo quindi i nostri amministratori ad essere cauti e scrupolosi nelle future decisioni; ma il nostro appello è rivolto soprattutto alla cittadinanza, affinchè cresca la partecipazione alla vita della città in modo da essere compatti nel difendere il nostro ambiente e i nostri diritti. Solo così nessuno potrà più permettersi di considerare la nostra città una discarica abusiva e di imporci situazioni pericolose per la nostra sopravvivenza!

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